DigitMondo

Francesco Marino

DigitMondo è il podcast di Francesco Marino, direttore di Digitalic, che racconta come tecnologia, intelligenza artificiale e innovazione stanno trasformando il mondo in cui viviamo. Ogni episodio parte da una notizia, da un evento o da un segnale del presente, per allargare lo sguardo e capire che cosa sta davvero cambiando sotto la superficie. L’intelligenza artificiale, la robotica, la cybersecurity, la competizione tecnologica tra Stati Uniti, Europa e Cina non sono soltanto temi tecnici. Sono fenomeni che stanno ridisegnando economia, lavoro, geopolitica e cultura.

  1. 2d ago

    OpenAI e la cimice nella carta igienica

    Il 30 settembre 2026, nella sala riunioni dei dirigenti di OpenAI a San Francisco, un dipendente trova un oggetto minuscolo dietro un televisore, avvolto nella carta igienica. Dentro c’è un registratore, con i file cifrati. Nessuno sa cosa abbia ascoltato. Il dispositivo non rivela chi l’ha piazzato. A rivelarlo è la cronologia dell’assistente AI interno: per un mese un ingegnere ha chiesto alla macchina dove si trovano le sale riunioni, quante persone contengono, chi le usa e quando. Ha chiesto anche come si costruisce un registratore che si accende da solo quando qualcuno parla. Abdulrahman Alfozan, 35 anni, saudita, ex studente del MIT, passato da Microsoft e Meta. Secondo l’accusa aveva un biglietto di sola andata per Riad, un ruolo da consulente in un fondo saudita accanto a un principe e chat su WhatsApp con un membro della famiglia reale che gli scriveva: “L’Arabia Saudita ha più bisogno di te degli Stati Uniti”. Partendo da un giallo giudiziario, la puntata arriva alla posta in gioco vera: i chip Nvidia, Humain, gli accordi tra Washington e Riad, un paese che ha costruito la sua ricchezza sul petrolio e oggi vuole un posto al tavolo dell’intelligenza artificiale. Si chiude con due lezioni per chi lavora in azienda: cosa sanno, e a chi lo raccontano, gli assistenti AI che diamo ai dipendenti, e perché la minaccia più difficile da vedere arriva da dentro. Alfozan non è accusato di spionaggio e, fino a una sentenza, è presunto innocente. 00:00 Il registratore dietro il televisore02:19 Il filo: la cronologia dell’AI05:09 La fuga08:39 Il socio12:44 L’eco: da Twitter a Google14:27 Il prezzo di una stanza18:21 Due lezioni19:52 Finale FontiL’arresto e l’atto d’accusa (San Francisco Standard): https://sfstandard.com/2026/10/13/openai-engineer-arrested-alleged-bugging-executive-conference-room/Chi è Alfozan e i legami con Raed Ventures (Fortune): https://fortune.com/2026/10/14/who-is-abdulrahman-alfozan-the-openai-employee-the-fbi-arrested-has-ties-to-saudi-investment-fundsLe chat con il membro della famiglia reale (San Francisco Standard): https://sfstandard.com/2026/10/19/accused-openai-spy-had-ties-saudi-royal-prosecutors-say/L’udienza e il no alla cauzione (KQED): https://www.kqed.org/news/12104786/san-francisco-judge-denies-bail-to-engineer-accused-of-bugging-openai-hq DigitMondo è il podcast di Digitalic, scritto e condotto da Francesco Marino. Se la puntata ti è piaciuta, segui il podcast e lascia 5 stelline.

    OpenAI e la cimice nella carta igienica
  2. Oct 27

    Come cadono le bande di Hacker - Brian Krebs

    Team PCP è entrata in più di 1.000 organizzazioni rubando mezzo milione di credenziali; a farla cadere sono stati i tradimenti dei suoi soci, prima ancora del lavoro degli investigatori. Luglio 2026: Brian Krebs, giornalista investigativo che da vent'anni legge i forum dei criminali informatici, riceve su Signal i messaggi di un ventunenne di Perth che si presenta come portavoce della banda. Racconta di aver incassato circa 20.000 dollari e di essersi fatto da parte a marzo; Krebs, prima di rispondergli, ha già ricostruito il suo nome partendo da un profilo su HackerOne e da una piccola ditta australiana chiamata Opsec Express. Sulla stessa pista lavora Austin Larsen, analista di Mandiant, la società di cybersecurity di Google. La sua talpa nella chat di Team PCP era stata cacciata quando ShinyHunters, la banda che incassava i riscatti senza versare la percentuale pattuita, aveva consegnato tutte le conversazioni agli investigatori; per arrivare all'arresto gli restano un indirizzo Gmail e una richiesta di rimborso PayPal del 2019, scritta da un quattordicenne per alcune licenze pirata di Microsoft Office che non funzionavano. Il resto lo fa un backup su Google Drive, dove la banda custodiva il bottino. Intorno a questa caduta la puntata apre l'atlante dei tradimenti hacker: le chat interne di Conti pubblicate da un ucraino due giorni dopo l'invasione russa, il sito di LockBit trasformato dalla polizia britannica in un conto alla rovescia contro il suo capo, il forum di Fly che organizzò una colletta per spedire eroina a casa di Krebs e si chiuse con un arresto a Napoli, nel giugno 2014. Mentre la puntata va in onda, ShinyHunters rivendica di aver rubato i dati di alcuni dipendenti dell'FBI. Seconda parte della storia di Team PCP; la prima, «Come funzionano le bande hacker», racconta la talpa dal giorno in cui è entrata nella chat. 00:00 Una notifica su Signal da Perth03:41 Come un giornalista trova un hacker08:38 L'atlante dei tradimenti14:30 Ritorno al 2026 DigitMondo è il podcast di Digitalic condotto da Francesco Marino; nuova puntata ogni martedì. Se ti è piaciuta, segui il podcast e lascia cinque stelle.

    Come cadono le bande di Hacker - Brian Krebs
  3. Oct 20

    Come funzionano le bande hacker: la talpa di Google dentro TeamPCP

    Una talpa di Google entra nella chat segreta di una banda di hacker e per settimane legge ogni messaggio. La banda si chiama TeamPCP: secondo gli investigatori ha violato più di mille organizzazioni nel mondo e sottratto oltre mezzo milione di credenziali, cioè password, nomi utente e chiavi d’accesso ai sistemi delle aziende. La storia comincia dalla fine. Il 26 agosto 2026, a Cottesloe, sobborgo elegante di Perth, in Australia, la polizia arresta Ruben Ian Thomson, 21 anni, felpa nera e capelli lunghi fino alle spalle; per l’FBI è una delle menti dell’organizzazione. Da lì il racconto torna indietro di cinque mesi, a quando un infiltrato di Mandiant, la società di sicurezza informatica comprata da Google nel 2022, conquista la fiducia di un criminale e si fa presentare nel cerchio più stretto della banda. Nella puntata vediamo come TeamPCP avvelena il software open source che usano tutti, a partire da Trivy, e con il worm Shai-Hulud colpisce, direttamente o indirettamente, perfino GitHub e la Commissione europea. Austin Larsen, analista di Google, convince Amazon e Microsoft ad annullare le chiavi rubate prima che la banda riesca a usarle. Google presenta poi un caso come il primo di criminali che trovano una falla zero-day con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, per aggirare l’autenticazione a due fattori. Il precedente è Hive, la banda di ransomware dentro cui l’FBI è rimasta nascosta per sette mesi. Infine c’è il doppio gioco di ShinyHunters: un anno prima chiedeva a Google di licenziare Larsen, adesso gli consegna i propri soci. Quando TeamPCP capisce di essere spiata chiude la chat, e la talpa resta fuori. Come si sia arrivati comunque a quella villetta sul mare lo racconta la prossima puntata, la seconda dedicata a TeamPCP: “Nessuno tradisce come un ladro”. Capitoli00:00 L’arresto a Perth04:15 L’amico fidato: come si entra in una banda hacker06:00 Il mulino: l’attacco alla supply chain del software08:00 L’uomo che telefonava alle vittime09:30 Il magazzino: mezzo milione di credenziali rubate12:15 La seconda serratura: AI, zero-day e autenticazione a due fattori14:45 Il precedente: l’FBI dentro il ransomware Hive17:00 Il ricettatore infedele: ShinyHunters21:15 Chi non era uno di loro25:45 La prossima puntata DigitMondo è il podcast di Digitalic sulle storie vere di tecnologia, intelligenza artificiale e cybersecurity, di e con Francesco Marino. Se la puntata ti è piaciuta, segui il podcast e lascia 5 stelle.

    Come funzionano le bande hacker: la talpa di Google dentro TeamPCP
  4. Oct 13

    Lo schiavo che truffava con ChatGPT - Scam Cities

    Duncan Okindo aveva ventisei anni e un diploma in comunicazione. Ha lasciato Nairobi per un lavoro che non esisteva. All'aeroporto di Bangkok non lo aspettava nessuno. Lo hanno portato oltre il fiume Moei, dentro KK Park, 250 edifici sul confine birmano dove lo stato non arriva. Per quattro mesi ha scritto a sconosciuti americani fingendosi un allevatore texano, lui che una mandria non l'aveva mai vista, con le frasi che gli preparava la versione gratuita di ChatGPT. Questa è la storia di un'industria nata nei casinò svuotati dalla pandemia e tenuta in piedi da due tecnologie che chiunque può comprare. Le antenne satellitari portano la rete dove non arrivano né i cavi né i governi, i modelli linguistici hanno moltiplicato la produttività di ogni prigioniero e cancellato l'ultimo segnale con cui una vittima poteva accorgersi dell'inganno: la frase scritta male. Resta la domanda più difficile: chi è il colpevole, se chi ti ha portato via i risparmi lo ha fatto sotto la minaccia delle botte? A chi gli chiedeva cosa lo infastidisse di più, Primo Levi rispondeva: la frode in chi si fida. Per capire i recinti del sudest asiatico, i ricercatori che li studiano sono tornati proprio a lui, alla zona grigia dei Sommersi e i salvati. Poi c'è l'Italia, che in questa vicenda non guarda da fuori. Mentre Cina e Stati Uniti si attrezzano, gli operatori si spostano sui mercati che non sono né cinesi né americani, e per chi truffa l'italiano non è più un ostacolo. Fonti principali: l'inchiesta Reuters su Duncan Okindo; il lavoro di Ivan Franceschini e Ling Li, autori con Mark Bo del libro di riferimento sui compound; l'inchiesta France-Presse sulle antenne satellitari; le sanzioni del Consiglio dell'Unione europea del 30 luglio 2026; ; l'intervista d'archivio a Primo Levi.

    Lo schiavo che truffava con ChatGPT - Scam Cities
  5. Sep 29

    Trump, Xi: perché nessuno vuole fermare l'AI

    Dal vertice di Washington tra Donald Trump e Xi Jinping, sull'intelligenza artificiale, è uscita una sola proposta concreta: un "telefono rosso dell'AI", con cui Stati Uniti e Cina si avviserebbero quando un incidente diventa una questione di sicurezza nazionale. Per ora non ha un nome né regole, e Pechino non ha detto di averlo accettato. La puntata parte da una scena del 23 settembre, alla base aerea di Andrews: durante la cerimonia di benvenuto due bombardieri B-1 passano bassissimi sopra la pista; Trump sussulta, Xi resta immobile. Quel momento riassume il rapporto delle due superpotenze con l'AI. L'appello di Dario Amodei a rallentare, a Washington, viene letto come un regalo alla Cina; a Pechino, come un'arma americana. Per questo nessuno tocca il freno. Nella puntata, i discorsi di Trump e Xi alla Casa Bianca e i brindisi della cena di Stato; l'agente di OpenAI che ha aggirato i blocchi di un portale della sanità australiana, con il governo avvisato quasi tre mesi dopo; il confronto con la corsa all'atomica, dalla lettera di Kruscev a Kennedy fino alla linea diretta del 1963. Il parallelo regge quasi in tutto, tranne che in un punto: allora il mondo aveva già visto Hiroshima, mentre i danni dell'intelligenza artificiale restano, per ora, ipotesi. Un podcast di Francesco Marino, Digitalic. Fonti dei video (Casa Bianca): • Arrivo di Xi alla Casa Bianca: https://www.whitehouse.gov/videos/president-xi-arrives-at-the-white-house/ • Discorsi di Trump e Xi: https://www.whitehouse.gov/videos/president-trump-and-the-president-of-china-deliver-remarks/ • Accoglienza per la cena di Stato: https://www.whitehouse.gov/videos/president-trump-and-the-first-lady-greet-the-president-of-china-and-madame-peng-for-a-state-dinner/ Audio d'archivio: John F. Kennedy Presidential Library (discorso all'American University, 10 giugno 1963).

    Trump, Xi: perché nessuno vuole fermare l'AI

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