Focus economia

Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa. 

  1. 12h ago

    Crisi industriali al bivio: Electrolux ritira i licenziamenti mentre per l'Ex Ilva la Corte d'appello di Milano conferma lo stop agli altiforni

    Oggi è una giornata decisiva per il futuro della manifattura italiana, segnata da sviluppi cruciali su due dei dossier industriali più caldi del Paese Electrolux: Svolta al Mimit, ritirati i licenziamenti unilaterali Ex Ilva: La Corte di Milano conferma lo stop agli altiforni.Facciamo il punto con Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore. Delfin appoggia Intesa i soci della holding trovano l’accordo su Mps Luigi Lovaglio è messo nell'angolo. Ha schivato in questi mesi i colpi di Carlo Messina come un pugile d'esperienza, ma l'attacco sferrato sabato da Ca' de Sass limita all'improvviso il suo raggio d'azione. Il primo effetto del rilancio di Intesa Sanpaolo, vincolato alla bocciatura della doppia Ops del Monte, può già essere determinante: il Cda di Delfin domenica pomeriggio ha deciso che seguirà il progetto di Carlo Messina. L'adesione all'Opas di Delfin è confermata da una nota al mercato di Intesa Sanpaolo. La holding degli eredi Del Vecchio il 29 ottobre voterà contro il piano di Lovaglio, per poi accettare l'Opas di Ca' de Sass che offre 1,6 azioni e 1,25 euro per ogni adesione. Per Delfin significa ottenere quasi il 4% di Intesa Sanpaolo e 665 milioni in contanti. Ci racconta gli sviluppi del caso: Luca Davi, Il Sole 24 Ore. Istat, nel secondo trimestre cala potere d'acquisto delle famiglie Nel secondo trimestre 2026, a fronte di un incremento dell'1,4% del deflatore implicito dei consumi, il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Lo rende noto l'Istat diffondendo le stime sul Conto trimestrale delle AP, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società. Ne parliamo con Stefano Manzocchi, Prorettore alla ricerca Università Luiss e Ordinario di Economia internazionale.

  2. 4d ago

    Intervista al Presidente di Confindustria Emanuele Orsini

    La nautica cresce con i superyacht, il fatturato sale a 8,7 miliardi Taglio del nastro, alzabandiera e il saluto “alla voce” delle navi in rada: si è aperta così, questa mattina, la 66esima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma fino al 6 ottobre, dove FOCUS ECONOMIA è IN DIRETTA allo stand SR17 vicino al Teatro del Mare. Oltre 1.000 imbarcazioni, 215 novità, 45 Paesi rappresentati nei cinque continenti e un layout in acqua in crescita del 4% sono i numeri della manifestazione, organizzata da Confindustria Nautica a Genova dall’1 al 6 ottobre, che riunisce l’intera filiera dell’industria nautica da diporto italiana e internazionale. Presenti, alla cerimonia inaugurale, la premier Giorgia Meloni, accolta sulla Terrazza Blu dal governatore della Liguria Marco Bucci, con il quale ha avuto un breve colloquio, e la sindaca di Genova Silvia Salis (Ma al taglio del nastro solo Meloni, Bucci e Formenti). Presenti anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il viceministro Edoardo Rixi, il presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini e il presidente di Confindustria Nautica Pietro Formenti. Per un’industria fortemente orientata all’export, la dimensione internazionale resta una funzione centrale del Salone. Nel 2026 ICE Agenzia raddoppia il proprio impegno nel programma di incoming, portando da 70 a 180 i buyer esteri, tra acquirenti, importatori, distributori e concessionari. Complessivamente, operatori e media internazionali arriveranno da 35 Paesi. Il commento è di Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica. I costruttori: «saldare i ristori alle imprese bandi crollati, i cantieri rischiano lo stop» Dal 30 settembre al 2 ottobre 2026, Roma ospiterà la Conferenza “Città nel futuro 2030-2050”, promossa da Ance, con la direzione di Francesco Rutelli e realizzata in collaborazione con importanti partner. E PROPRIO DA QUI ARRIVA UN ALLARME: Due miliardi di ristori per il caro materiali ancora da incassare e bandi di gara in caduta libera che mettono in allarme le imprese di costruzione: per il 2025 l’Ance, l’associazione guidata da Antonio Ciucci, indica una «pericolosa contrazione» quantificata in -90% per Rfi e -30% per Anas in termini di valore (non in quantità). E alla vigilia della legge di bilancio, quando i motori iniziano a scaldarsi, i costruttori chiedono di saldare gli arretrati del caro materiali e di assicurare continuità agli investimenti dopo la fine del Pnrr. Il rischio, avverte l’associazione, è lo stop dei cantieri.«Città nel futuro 2030-2050», è l'occasione di confrontarsi con governo, Parlamento e istituzioni che parte dalle due grandi emergenze delle costruzioni - quella abitativa e quella climatica - per affrontare il fabbisogno immobiliare, i consumi energetici e l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici. Di questo parliamo con Antonio Ciucci, Presidente dell’Ance in diretta da MAXXI di Roma. Istat, tasso di inattività agosto scende al 32,7%, minimo storico dal 2004 Ad agosto il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni scende al 32,7%, al minimo dall'inizio delle serie storiche (2004). Lo rileva l'Istat segnalando che in questa fascia di età sono inattive 12 milioni 124mila persone con un calo di 21mila unità su luglio e 381mila su agosto 2025. Il tasso di inattività diminuisce di 0,1 punti su luglio e di 0,9 punti su agosto 2025. In generale dai dati Istat emerge che ad agosto il numero di occupati, pari a 24,352 milioni, è stabile rispetto al mese precedente. La crescita dei dipendenti permanenti (16,669 milioni) è compensata dal calo dei dipendenti a termine (2,391 milioni) e degli autonomi (5,292 milioni). Secondo Istat la crescita dell’occupazione rispetto ad agosto 2025 (+291 mila occupati in un anno) è sintesi dell’aumento dei dipendenti permanenti (+370 mila) e degli autonomi (+78 mila), e della diminuzione dei dipendenti a termine (-157 mila). Su base mensile il tasso di occupazione e quello di inattività sono in calo al 63% e al 32,7%, rispettivamente; il tasso di disoccupazione sale al 6,2%. Su base annua il tasso di occupazione aumenta di 0,6 punti, quello di disoccupazione di 0,4; quello relativo all’inattività si riduce di 0,9 punti. Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT.

  3. 5d ago

    Arera, tariffa elettricità +37,3% nel IV trimestre per i vulnerabili

    Ieri l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha certificato il peso della crisi sulle bollette per i cosiddetti vulnerabili (over 75, titolari di bonus sociale, beneficiari della legge 104 e utenti di strutture abitative di emergenza per eventi calamitosi e di isole minori non interconnesse): nel quarto trimestre la bolletta elettrica per queste tipologie di clienti in maggior tutela aumenterà, infatti, del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Il ritocco riguarda circa 3 milioni di clienti. A spingere l’asticella all’insù i prezzi delle materie prime, saliti ancora per via del persistere delle tensioni internazionali, mentre calano i costi di dispacciamento e per il mercato delle capacità unica (-2,2%). «Il prezzo fisso è la miglior difesa anche per i clienti fragili», ha poi commentato Elettricità Futura a valle dell’aggiornamento Arera. Sempre ieri in serata, dopo la mossa sui carburanti con l’annuncio di un tetto ai prezzi, Eni, per il tramite di Plenitude, ha lanciato ieri un’offerta con sconto per calmierare i costi di luce e gas. Un’iniziativa che si aggiunge a quella avviata ad aprile da Enel - «la più bassa sul mercato», ha ricordato l’azienda in una nota diffusa ieri - e che, è l’auspicio dalle parti del governo e non solo, si spera possa innescare una corsa ai ribassi come accaduto nelle stazioni di servizio. Quanto al gruppo, al cui timone c’è Renato Mazzoncini, in una nota, diffusa sempre ieri, viene sottolineato «come le offerte “Noi2” di A2A Energia e “10” di NeN, messe a disposizione fin dal 2023, prevedono prezzi fissi di durata decennale inferiori di circa il 50% rispetto agli attuali livelli del prezzo medio all’ingrosso». Insomma una gara “virtuosa” per abbassare i costi in bolletta. Facciamo il punto con Nicola Dell'Acqua, (nella foto) Presidente dell'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Inflazione sù e fiducia giù Secondo le stime preliminari dell’Istat, a settembre 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività balza a +0,7% su base mensile e a +4,2% su base annua (da +3,3% del mese precedente). Una crescita ben superiore alle attese degli analisti, che stimavano rincari sì in aumento, ma attorno al 3,7%. È  il dato più alto da tre anni. L’accelerazione annuale dell’inflazione - sottolinea l’Istituto di statistica italiano - è imputabile soprattutto all’andamento dei prezzi degli Energetici, sia regolamentati (da +18,6% a +25,9%) sia non regolamentati (da +17,0% a +22,2%), e degli Alimentari non lavorati (da +3,8% a +5,5%); crescono a ritmo più sostenuto anche i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +2,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,8% a +1,6%).  L’inflazione media del 2026 acquisita (quella che si avrebbe se la variazione dell’indice restasse nulla nella restante parte dell’anno) a settembre sale a +3,1%, rendendo praticamente certo il superamento della stima per tutto il 2026 (3,1%) fatta da Banca d’Italia nelle proiezioni macroeconomiche di giugno 2026 (già per altro riviste al rialzo). Cresce anche il carrello della spesa. Approfondiamo con Lucio Poma, capoeconomista di Nomisma. Trump, per AI solo autoregolamentazione. Firmato l’ordine che cambia il nome in Super Intelligence Donald Trump non ha mostrato alcuna intenzione di rallentare lo sviluppo della tecnologia dell'intelligenza artificiale dopo aver incontrato IERI alla Casa Bianca i vertici delle aziende tecnologiche mondiali (presenti Anthropic, OpenAi, Palantir, Nvidia, Meta, SpaceX, Google, Microsoft, Amazon) tanto che un decreto presidenziale ha appena rinominato l'Ia in "super-intelligenza" (o Si) con l'adesione scritta dei grandi mogul della tecnologia, arrivati in massa alla residenza presidenziale per incontrarsi a pranzo con il presidente. "È la cosa più grande che ci sia, forse la più grande che ci sia mai stata. È molto più grande di Internet", ha detto Trump, aggiungendo: "Chiunque vinca la corsa alla Si vincerà tutto", ha affermato, aggiungendo che la tecnologia potrebbe portare a importanti progressi in medicina e risolvere problemi un tempo ritenuti insolubili. Il commento è di Luca Tremolada, Il Sole 24 Ore.

  4. 6d ago

    AstraZeneca scommette sulla ricerca clinica made in Italy: 66,2 milioni nei prossimi tre anni

    AstraZeneca, multinazionale biofarmaceutica anglo-svedese, ha annunciato un piano di investimenti da oltre 66 milioni di euro in Italia nei prossimi tre anni per la ricerca clinica e l'innovazione, nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) alla presenza del ministro Adolfo Urso. ll programma, che vede un cofinanziamento di 20 milioni del Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico del Mimit, spazia dalla ricerca clinica alla digital health e coinvolgerà oltre 200 centri sul territorio nazionale. Ne parliamo con Claudio Longo, Country President di Astrazeneca. Shein crolla dell'11,7% a Hong Kong dopo il calo degli utili  Le azioni di Shein sono crollate dell'11,7% alla Borsa di Hong Kong dopo che il gruppo cinese della moda online ha comunicato un forte calo degli utili trimestrali, NEI SUOI PRIMI RISULTATI FINANZIARI SUCCESSIVI ALLA QUOTAZIONE (avvenuta il 1 settembre), alimentando le preoccupazioni degli investitori per la pressione sui margini e il rallentamento della crescita. Interviene Giulia Crivelli, Il Sole 24 Ore. Price cap carburanti. Chi è tagliato fuori Autotrasporto, industria, agricoltura, pesca, cantieri e gli altri utilizzatori che acquistano carburante attraverso il canale all’ingrosso continuano oggi a pagarlo alle normali condizioni di mercato e non beneficiano della calmierazione. Ne parliamo con Cristian Maretti, Presidente Legacoop Agroitticoalimentare.

  5. Sep 28

    Fiscal drag, con l’inflazione fino a 13 miliardi di maggiore prelievo su dipendenti e pensionati

    Il fiscal drag torna a mordere stipendi e pensioni e potrebbe valere fino a quasi 13 miliardi di euro nei prossimi due anni. È quanto emerge dalle nuove simulazioni degli economisti Marco Leonardi e Leonzio Rizzo, aggiornate alle previsioni di giugno della Banca d’Italia. Nello scenario centrale, con un’inflazione prevista al 3,1% nel 2026 e al 2% nel 2027, per un aumento cumulato dei prezzi del 5,2%, il drenaggio fiscale arriverebbe a 8,1 miliardi di euro: circa 6 miliardi a carico dei lavoratori dipendenti e 2 miliardi dei pensionati. Se l’inflazione cumulata salisse al 6%, nello scenario avverso di Bankitalia, il fiscal drag raggiungerebbe 9,35 miliardi, mentre con un aumento dei prezzi dell’8,2%, nello scenario più severo, toccherebbe 12,74 miliardi: 9 miliardi a carico dei lavoratori e quasi 4 dei pensionati. Ne parliamo con Marco Leonardi, professore di Economia all’Università di Milano. USA, importazioni in aumento (+2,8%), ma calano i turisti europei Nel 2026 gli europei stanno viaggiando meno negli Stati Uniti rispetto agli anni precedenti (analisi del Corriere sui dati preliminari forniti dalle dogane statunitensi e dall’International Trade Administration). Nei primi otto mesi dell’anno sono arrivati negli USA 6,3 milioni di europei (-936 mila in meno rispetto al 2025). Il calo è dovuto a diversi fattori: politiche di ingresso più rigide, aumento dei prezzi e timori di una recessione globale. Anche gli italiani hanno ridotto i viaggi negli Usa, con un calo del 14,4%, passando dai 694 mila di gennaio-agosto 2025 ai 594 mila di gennaio-ottobre 2026. Al contrario, gli americani continuano a viaggiare in Europa: nei primi sei mesi del 2026 sono stati oltre 10,7 milioni. Questo rappresenta un aumento del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La situazione favorisce quindi il turismo europeo, ma penalizza soprattutto le compagnie aeree europee. Le compagnie americane, invece, sono meno colpite perché gran parte dei loro passeggeri transatlantici parte dagli Stati Uniti. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com  Assopetroli, se squilibrio si prolunga a rischio operatori indipendenti Dopo l’annuncio di Eni, anche Italiana Petroli (Ip) ha deciso di fissare un tetto ai prezzi del carburante commercializzato sul mercato italiano. Lo ha annunciato la compagnia azera Socar - che dallo scorso maggio è proprietaria di Ip - che ha specificato che sta studiando anche le modalità per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip. Meloni punta a coinvolgere anche Q8 nella strategia per contenere i prezzi dei carburanti, facendo pressione sul Kuwait per ottenere una riduzione dei prezzi senza ulteriori fondi pubblici. Al contempo, il governo ha convocato per l’8 ottobre le principali società petrolifere, con l’obiettivo di verificare come aumentare la produzione nazionale. Palazzo Chigi auspica che anche altri operatori si uniscano all'iniziativa. Interviene Andrea Rossetti, presidente Assopetroli Assoenergia.

  6. Sep 25

    La classifica degli sprechi

    Itinerari previdenziali: il 30% dei contribuenti paga quasi l’80% dell’Irpef È stato presentato ieri al Cnel, nel corso di un convegno promosso in collaborazione con Cida-Confederazione italiana alti dirigenti e professionalità, l’ultimo Osservatorio di Itinerari Previdenziali, che analizza i redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025 e fotografa un’Italia caratterizzata da una forte “asimmetria” fiscale: il 30% dei contribuenti italiani, quelli che hanno redditi da 29mila euro a salire, si fa carico di quasi il 79% dell’Irpef, che vale complessivamente poco più di 216 miliardi considerando anche le addizionali. Il carico è concentrato soprattutto sugli 8 milioni di contribuenti che dichiarano nell'aliquota a partire da 35mila euro all’anno – più o meno 2mila euro netti al mese – e versano da soli il 65% di tutta l’imposta.  Su 58,9 milioni di abitanti, nel 2024 hanno presentato la dichiarazione dei redditi 42,8 milioni di persone, ma solo 34,1 milioni hanno versato almeno un euro di Irpef. Circa 8,7 milioni, dunque, dichiarano ma non pagano l’imposta perché hanno redditi nulli o molto bassi, oppure perché deduzioni e detrazioni azzerano il conto. Rispetto ai 58,9 milioni di residenti, altri 16,1 milioni non presentano invece alcuna dichiarazione: dentro questa platea ci sono anche minori, familiari a carico e persone senza obbligo dichiarativo. Sommando i due gruppi si arriva ai 24,8 milioni di italiani che non versano Irpef. Gli italiani con redditi fino a 29mila euro rappresentano il 69,78% del totale dei contribuenti e pagano il 21,33% di tutta l’Irpef. Il rapporto evidenzia infine forti anomalie tra le categorie: un gioielliere dichiara meno di un insegnante, un ristoratore meno di uno sportellista delle poste e gestire un bar rende meno che guidare un autobus. Tra gli autonomi soggetti agli Isa, oltre la metà della platea ha un punteggio inferiore a 8, la soglia per accedere ai benefici fiscali e premiali dell’Agenzia delle Entrate. Questo non significa automaticamente essere evasori o sotto-dichiaranti, ma indica livelli di affidabilità fiscale inferiori a quelli ritenuti ottimali dall’amministrazione finanziaria. Interviene Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali.

  7. Sep 24

    Nucleare, ieri l'ok definitivo

    Con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, il Senato licenzia in via definitiva la legge delega che apre le porte al nucleare sostenibile e che porta la firma del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il traguardo arriva, non senza qualche stop and go nelle scorse settimane, a undici mesi dalla trasmissione alla Camera del provvedimento dopo il disco verde di Palazzo Chigi. Da dove, a valle dell’ok, giunge immediato il commento della premier Giorgia Meloni: «Scelta coraggiosa e di buon senso, un altro impegno che abbiamo mantenuto». Dopo quasi quarant’anni - quelli trascorsi dal referendum del 1987 che decretò di fatto lo stop all’atomo - «l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare», spiega la presidente del Consiglio che sintetizza il senso dell’operazione «come una risposta concreta alla domanda di elettricità che crescere con data center e intelligenza artificiale». Di diverso tono, invece, gli interventi dell’opposizione. Dove le critiche maggiori sono targate M5S («è spot che non porta da nessuna parte», osserva l’ex ministro Sergio Costa) e Avs («è strumento di distrazione di massa», sottolinea Angelo Bonelli). Silente il Pd - al netto dell’intervento del senatore Nicola Irto durante le dichiarazioni di voto - per via delle diverse sensibilità dem sul tema. Mentre Carlo Calenda, leader di Azione, conferma la sua posizione a favore del provvedimento votando un «sì convinto» in aula perché, dice, «l’Italia deve tornare al nucleare, di cui è stata protagonista». Il provvedimento esclude, infatti, la riapertura delle centrali tradizionali e spiana la strada esclusivamente ai reattori di piccola e media taglia. Ma, per arrivarci, serve più tempo. Intanto, nell’immediato, la prossima sfida sono i decreti attuativi che dovranno affrontare, soprattutto, i nodi autorizzativi e finanziari, oltre che individuare il perimetro della futura Authority di settore. Nella delega il timing per i decreti è di 12 mesi, ma l’obiettivo è presentarli entro l’anno. Approfondiamo il tema con Fabrizio Fabbri, Amministratore Delegato Ansaldo Energia.  Petrolio a 100 dollari, ma carburanti più cari di quando il greggio ne costava 147 A luglio 2008 il petrolio raggiungeva il suo record storico, con il Brent a 147,5 dollari al barile, mentre in Italia il prezzo medio della benzina era di circa 1,52 euro al litro e quello del gasolio di circa 1,36 euro. Oggi il Brent oscilla invece intorno ai 100 dollari al barile, ma i carburanti sono verso i massimi di sempre: il 21 settembre il diesel costava 2,336 euro al litro in modalità self e la benzina 2,155 euro. Com'è possibile che, a fronte di quotazioni del petrolio molto più basse rispetto a 18 anni fa, i prezzi al distributore siano invece molto più alti? Una prima spiegazione è il cambio euro-dollaro. Le quotazioni del petrolio sono in dollari, mentre i carburanti sono in euro. Nel 2008 la moneta europea raggiunse il suo massimo storico nei confronti del dollaro, circa 1,60 contro gli 1,14 di oggi: a parità di quotazione in dollari, quindi, oggi paghiamo petrolio e prodotti raffinati significativamente di più. Secondo il presidente di Unem Gianni Murano, se oggi beneficiassimo dello stesso cambio del 2008 avremmo prezzi inferiori di circa il 25%. C'è poi l'effetto dell'inflazione accumulata negli ultimi diciotto anni. Il confronto corretto non è infatti soltanto tra prezzi nominali, ma tra potere d'acquisto equivalente: i 147 dollari al barile del 2008 oggi sarebbero quasi 200 dollari. In termini reali, secondo Unem, il prezzo della benzina di oggi è sostanzialmente uguale a quello del 2008: circa 2 euro contro 1,99. Per il gasolio lo scostamento è invece maggiore, circa 13 centesimi in più: 2,10 euro contro 1,97. Ma soprattutto il confronto diretto tra il prezzo del greggio e quello dei carburanti è spesso fuorviante: benzina e gasolio non dipendono soltanto dal costo della materia prima, ma anche dall'andamento dei mercati internazionali dei prodotti raffinati. Ed è proprio qui che oggi si concentra la maggiore pressione. A causa delle guerre si sono ridotti i flussi di prodotti finiti dalla Russia, terzo polo di raffinazione mondiale dopo Stati Uniti e Cina, e dal Medio Oriente. Negli ultimi 15 anni l'Europa ha inoltre chiuso circa il 20% della propria capacità di raffinazione, oltre 30 raffinerie, delegando una parte degli approvvigionamenti alle raffinerie russe, dell'area del Golfo e indiane. Si è così creato un “corto” stimato in 4-5 milioni di barili al giorno di prodotti finiti, l'equivalente dei consumi di Italia e Francia messe insieme, più metà di quelli della Germania. Approfondiamo il tema con Gabriele Masini, direttore di Staffetta Quotidiana - Quotidiano delle fonti di energia.  Usa-Cina: oggi l'atteso vertice Trump-Xi, focus su AI, commercio e Iran Il presidente statunitense, Donald Trump, e il leader cinese Xi Jinping si incontreranno oggi alla Casa Bianca per colloqui cruciali su commercio, intelligenza artificiale e guerra con l'Iran, tra parate militari e un sontuoso banchetto. Sebbene gli analisti cinesi prevedano in generale che il rapporto personale e gli obiettivi politici dei due leader si tradurranno in un vertice prudente con pochi risultati concreti, il loro ultimo incontro faccia a faccia comporta comunque un reale rischio geopolitico. L'importanza di tale incontro è stata evidente fin dal momento in cui Xi è arrivato, ieri sera, alla Joint Base Andrews, nel Maryland, quando Trump ha dato il benvenuto al leader cinese sulla pista dell'aeroporto: era dal 1962 che un presidente Usa non accoglieva personalmente un leader straniero (al di là di Papa Francesco, undici anni fa) all’atterraggio. L'arrivo di Xi a Washington è coinciso con l'annuncio, da parte del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, della proroga della tregua commerciale tra i due Paesi, che prevede la riduzione dei dazi reciproci e la rinuncia a nuove restrizioni commerciali.  Si tratta della seconda visita di Stato del leader cinese negli Stati uniti e del secondo faccia a faccia tra Xi e Trump nel giro di quattro mesi. I due leader si erano incontrati a Pechino a maggio, durante la visita di Stato del presidente americano in Cina, concordando di lavorare alla costruzione di quella che i due governi hanno definito una “relazione costruttiva di stabilità strategica”. Il vertice di Washington servirà ora a verificare quanto di quella impostazione possa essere tradotto in intese concrete. Già domenica le delegazioni cinese e statunitense hanno avuto "scambi franchi, approfonditi e costruttivi" nel corso delle consultazioni su questioni economiche e commerciali, secondo quanto riferito dall'agenzia statale cinese Xinhua. Il vicepremier cinese He Lifeng, a capo della delegazione cinese, ha incontrato a New York con il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, capo della delegazione USA, e il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer. Bessent ha definito "di grande successo" i colloqui avuti con le controparti cinesi. Parlando ai giornalisti dopo ore di colloqui a New York, ha dichiarato che le due parti hanno concordato di istituire un dialogo sull'AI volto a raggiungere una comprensione comune su obiettivi e minacce, secondo quanto riferisce Bloomberg. Facciamo il punto con Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo territoriale cinese dell'Ateneo milanese

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