Focus economia

Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa. 

  1. 15H AGO

    Dazi, schiaffo a Trump: i giudici fermano le nuove tariffe del 10%

    Sono illegali anche i nuovi dazi globali del 10% imposti da Donald Trump per sostituire almeno temporaneamente le aggressive tariffe reciproche già bocciate come un abuso di potere. La Corte del Commercio Internazionale, il tribunale federale specializzato che ha giurisdizione in materia, ha negato che il presidente abbia l autorità per far scattare i nuovi balzelli generalizzati sull import sulla base della legge che ha invocato, la Section 122 del Trade Act del 1974. La Corte, con una maggioranza di due giudici contro uno, ha trovato che il decreto di Trump sui dazi «non è valido» e che quindi le «tariffe imposte non sono autorizzate dalla legge». La legge in questione consente l imposizione di balzelli fino al 15% per un periodo massimo di 150 giorni in risposta a gravi e persistenti squilibri nella bilancia dei pagamenti. Secondo la Corte la decisione di Trump non rispetta i requisiti. Una coalizione di 24 stati e due importatori aveva presentato ricorso. Lo schiaffo politico è significativo, alla legittimità delle politiche ispirate da un maggior protezionismo sposate da Trump. I precedenti dazi reciproci contro decine di paesi erano già stati trovati illegali sia dalla Corte del commercio che, in ultima istanza, dalla Corte Suprema dsegli Stati Uniti. Di conseguenza la Casa Bianca dovrà restituire ora fino a 166 miliardi alle aziende importatrici. Trump aveva immediatamente risposto imponendo la nuova barriera del 10% e affermando che l avrebbe alzata al 15%, cosa che poi non ha mai fatto. Se la nuova sconfitta politica è indubbia, dal punto di vista pratico le conseguenze della sentenza potrebbero non essere molto rilevanti: i dazi erano in scadenza a luglio e l amministrazione intende sostituirli con azioni fondate su una diversa normativa, la Secion 301 del Trade Act, considerata più solida: prevede dazi in risposta a pratiche commerciali sleali e discriminatorie di paesi partner. Cerchiamo di capire meglio la questione con Lucio Miranda, Presidente e fondatore di ExportUSA.

  2. 1D AGO

    Angelini Pharma acquista l’americana Catalyst per 4,1 miliardi di dollari

    Angelini Pharma acquisisce Catalyst Pharmaceuticals per 4,1 miliardi di dollari, con un premio del 28%, e rafforza la propria presenza negli Stati Uniti. L’operazione rientra in un piano di trasformazione avviato da anni per costruire un gruppo globale, con focus sulle malattie neurologiche rare. L’ingresso nel mercato americano consente di aumentare scala e competenze, mantenendo però l’Italia come asset produttivo e scientifico strategico. L’operazione è sostenuta da partner internazionali, tra cui Blackstone, e conferma il dinamismo del settore farmaceutico italiano. Ne parliamo proprio con Sergio Marullo di Condojanni, CEO di Angelini Pharma. Agricoltura: Giansanti, un manifesto per il futuro da qui al 2050 La regione del Golfo Persico, oltre agli idrocarburi, è centrale anche per i fertilizzanti: dallo Stretto di Hormuz passa il 35% dell’urea e il 45% dello zolfo globali. Il conflitto ha fatto schizzare i prezzi: l’urea è salita da 485 a 850 dollari a tonnellata, mentre fertilizzanti e materie prime sono triplicati o raddoppiati in poche settimane. Con fertilizzanti e carburanti che pesano oltre il 40% dei costi agricoli Ue, il rischio è una riduzione delle colture e delle superfici. In questo contesto, il “Manifesto dell’agricoltura del futuro” di Confagricoltura punta a ridefinire il ruolo strategico del settore, con una visione al 2050 basata su sicurezza alimentare, innovazione e capacità di attrarre investimenti. Interviene Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura. Nel 2026 il FTSE MIB non è più un indice "solo" bancario Il FTSE MIB resta dominato dalle banche (37,48% del peso, con UniCredit e Intesa oltre il 27%), ma nel 2026 emergono nuovi equilibri. La tecnologia raddoppia il suo peso dal 2,27% al 4,30% grazie a STMicroelectronics, mentre industriali ed energia guadagnano centralità: Prysmian e Leonardo crescono e il comparto energia supera il 10% con Eni tra i titoli principali. Ad aprile l’indice sale di circa il 9%, con un contributo rilevante anche da tech e industriali. Il mercato resta bancocentrico, ma diventa più diversificato e meno dipendente da un solo settore. Il commento è di Gabriel Debach, market analyst di eToro. OCSE su sanità in Italia: aspettativa di vita superiore alla media con meno risorse investite, tanti medici ma pochi infermieri Secondo il rapporto OCSE, con dati aggiornati al 2023, l’Italia ha 5,4 medici ogni mille abitanti (+25% rispetto alla media Ue) ma solo 6,9 infermieri (-20%), con un rapporto infermieri/medici tra i più bassi in Europa. Pesano carenze strutturali, calo dei laureati e salari poco competitivi. Nonostante questo, l’Italia registra un’aspettativa di vita record di 84,1 anni, la più alta in Ue, pur con una spesa sanitaria pro capite inferiore del 19%. Restano però forti criticità: il 7,6% degli italiani rinuncia alle cure per le liste d’attesa, che rappresentano oltre il 60% degli ostacoli per visite ed esami. In questo quadro si inserisce la riforma dei medici di famiglia, articolata in due fasi, con un doppio canale tra convenzionati e dipendenti, maggiore presenza nelle strutture territoriali e una futura remunerazione basata su obiettivi, per rafforzare la sanità territoriale. Facciamo il punto con Marzio Bartoloni, Il Sole 24 Ore.

  3. 2D AGO

    Il cambio di paradigma del petrolio innescato dalla Guerra in Iran

    La guerra nel Golfo sta accelerando un possibile cambio di paradigma nel mercato energetico globale. La scorsa settimana gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’uscita dall’Opec: secondo diversi analisti Abu Dhabi punta ad avere maggiore libertà nel promuovere come nuovi benchmark internazionali del greggio le varietà del Golfo - Dubai, Murban e Oman - alternative al Brent del Mare del Nord. Un cambiamento che potrebbe avere implicazioni geopolitiche enormi, perché questi contratti potrebbero essere scambiati anche in yuan cinesi o rupie indiane, riducendo il ruolo del dollaro nel commercio globale del petrolio. L’Arabia Saudita osserva senza ostacolare il processo, mentre negli Emirati cresce anche il dibattito sulla presenza delle basi militari americane. Sul fronte americano, intanto, aumentano le pressioni politiche interne: il caro carburanti negli Stati Uniti corre molto più che in Europa e diventa un tema sensibile in vista delle elezioni di midterm di novembre. Donald Trump potrebbe intervenire limitando o sospendendo temporaneamente l’export di greggio Usa attraverso i poteri straordinari previsti dall’Energy Policy and Conservation Act in caso di emergenza nazionale. I mercati iniziano già a scommettere su questa ipotesi: aumentano infatti le posizioni finanziarie che prevedono un forte allargamento dello spread tra Wti e Brent nei prossimi mesi. Il commento è di Salvatore Carollo, Analista del mercato energetico e Trader di Oil&Gas. Ex-dirigente trading Eni. Scuola, monta la protesta contro la riforma dei tecnici. Ma le imprese non trovano lavoratori qualificati Cresce la protesta contro la riforma degli istituti tecnici voluta dal governo Meloni. Domani 7 maggio sindacati come Flc Cgil, Cobas, Usb e Cub hanno proclamato uno sciopero nazionale della scuola contro una riforma che, secondo i promotori della mobilitazione, trasformerebbe l’istruzione tecnica in un percorso troppo orientato alle esigenze immediate delle imprese. Docenti, studenti e personale scolastico contestano soprattutto la riduzione del peso delle materie formative generali - come italiano, geografia e lingue - a favore delle discipline professionalizzanti, oltre al maggiore ingresso delle aziende nel percorso scolastico. La Rete nazionale degli istituti tecnici parla di una riforma calata dall’alto senza confronto con il mondo della scuola, mentre una petizione online ha già raccolto oltre 33mila adesioni. Il ministro Valditara difende invece il progetto sostenendo che serve a modernizzare la scuola e ad avvicinare la formazione al mercato del lavoro. Sullo sfondo resta però il problema strutturale delle imprese italiane, che continuano a non trovare personale qualificato: secondo Unioncamere quasi il 45% delle posizioni aperte ad aprile è risultato difficile da coprire, con criticità particolarmente forti nei settori della meccanica, dell’edilizia, del tessile e dell’ingegneria. Facciamo il punto con Riccardo Cuomo, dirigente di Unioncamere dell'area politiche del lavoro e progetti istituzionali per la semplificazione e con Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore.

  4. 3D AGO

    Risparmio fermo, 1.500 miliardi sui conti: la sfida del Salone è trasformarlo in crescita

    Al via a Milano il Salone del Risparmio 2026, con oltre 300 relatori e focus sul ruolo del risparmio privato nell’economia. Il nodo centrale è l’elevata liquidità non investita: secondo Maria Luisa Gota, più di 1.500 miliardi restano fermi sui conti. Una massa che potrebbe sostenere crescita e imprese, ma che oggi non si traduce in investimenti per scarsa fiducia e incertezza. Questo immobilismo riduce l’efficienza dei mercati e frena lo sviluppo, mentre l’inflazione erode il valore dei risparmi. Il Salone punta quindi a rendere l’investimento più accessibile per trasformare il risparmio in motore di crescita. Interviene Tommaso Tassi, Country Head Italia Columbia Threadneedle Investment. Parte l’OPS di Unicredit su Commerz Parte l’offerta pubblica di scambio di UniCredit su Commerzbank, aperta fino al 16 giugno con un rapporto di 0,485 azioni. L’AD Andrea Orcel chiarisce che l’operazione non è essenziale per la strategia del gruppo ma può generare ritorni elevati anche senza controllo. L’offerta incorpora uno sconto rispetto ai prezzi di mercato e sarà valutata dal board tedesco. Intanto UniCredit rafforza la sua posizione fino al 35,5% tra azioni e derivati e registra utili record nel primo trimestre, con 3,2 miliardi (+16%). Il commento è di Paolo Paronetto, Radiocor. Lo shock energetico spinge gli spread, rischi per la stabilità Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il rialzo dei prezzi energetici sta aumentando rendimenti e spread dei titoli di Stato, con rischi di contagio sul credito e sulla stabilità finanziaria. L’impatto sui consumatori è rilevante: una famiglia europea potrebbe perdere circa 375 euro nel 2026, fino a oltre 1.700 nello scenario peggiore; per l’Italia si stimano 450 euro, che salgono oltre i 2.200 nei casi più critici. Il dibattito europeo resta aperto tra chi chiede più flessibilità fiscale e chi, come la Commissione, invita a misure temporanee e mirate senza aumentare la domanda energetica. Ne parliamo con Marcello Messori, economista Luiss. Auto, crescita trainata dai bonus: +11,6% ad Aprile con Stellantis capolista, ma il mercato resta fragile tra fine incentivi e rischio dazi Il mercato auto italiano cresce ancora: +11,6% ad aprile e +9,8% nel quadrimestre, con Stellantis in testa. La spinta arriva dagli incentivi, che sostengono anche l’elettrico (8,5% delle vendite), ma il settore resta fragile. Crescono anche altri gruppi europei e avanzano i marchi cinesi oltre il 12% di quota. Nonostante il recupero, il mercato resta sotto i livelli pre-pandemia e le prospettive sono incerte: pochi operatori prevedono crescita nei prossimi mesi. Senza incentivi, la domanda potrebbe rallentare, mentre pesano anche le tensioni commerciali e il rischio di nuovi dazi USA. Ci colleghiamo con Filomena Greco, Il Sole 24 Ore.

  5. 4D AGO

    Dazi, l'Ue si divide sulle contromisure Linea dura di Parigi

    L’ultima minaccia di Donald Trump, che ha annunciato un possibile aumento dei dazi sulle auto europee dal 15% al 25%, complica il percorso di approvazione dell’accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti e rischia di accentuare le divisioni interne all’Unione. Il nodo riguarda l’inserimento delle clausole di salvaguardia richieste dall’Europarlamento, osteggiate da diversi governi che temono di riaprire il negoziato con Washington. Da un lato cresce la pressione di chi vuole fissare paletti per evitare nuove misure unilaterali americane, dall’altro resta forte la linea di chi punta a chiudere rapidamente l’intesa per evitare un’escalation. Sullo sfondo pesano le tensioni su acciaio e alluminio, con dazi ancora superiori ai livelli concordati, che rischiano di impedire l’entrata in vigore dell’accordo se venissero adottate le clausole proposte. Affrontiamo il tema con Roberto Vavassori, presidente di Anfia e con Lucio Miranda, Presidente e fondatore di Export USA. GameStop offre 56 miliardi per eBay e sfida Amazon sul terreno dell e-commerce GameStop ha lanciato un’offerta da 56 miliardi di dollari per acquisire eBay, con l’obiettivo di creare un nuovo polo dell’e-commerce sotto la guida del ceo Ryan Cohen. L’operazione, che prevede un premio del 20% sul prezzo delle azioni, segnerebbe un salto di scala per la società e un tentativo di competere con Amazon. GameStop dispone già di una quota del 5% in eBay e avrebbe assicurato parte del finanziamento tramite debito, ma restano incognite sulla copertura complessiva. L’iniziativa si inserisce nella strategia di rilancio avviata da Cohen, mentre eBay continua a puntare su segmenti ad alta redditività e sull’uso dell’intelligenza artificiale. Se realizzata, l’operazione potrebbe ridefinire gli equilibri del settore. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com. Estate 2026: le tensioni internazionali non frenano la voglia di viaggiare Secondo l’Holiday Barometer 2026 realizzato da Ipsos con Europ Assistance, la propensione a viaggiare resta elevata nonostante il contesto geopolitico instabile e l’aumento del costo della vita. Otto persone su dieci nei 26 Paesi analizzati dichiarano entusiasmo per le vacanze e, in Italia, l’83% prevede almeno un viaggio estivo, con una quota significativa pronta ad aumentare il budget. Tuttavia cresce il peso della sicurezza nella scelta delle destinazioni, mentre alcune aree come Medio Oriente e Asia perdono attrattività. Gli italiani si confermano tra i più attivi nel viaggiare, ma anche tra i più preoccupati, soprattutto per furti, salute e instabilità internazionale. Aumenta l’uso dell’intelligenza artificiale nell’organizzazione dei viaggi e cresce l’interesse per le assicurazioni, pur restando ancora limitata la diffusione di queste coperture. Interviene Andrea Alemanno, Membro del board di Ipsos Doxa.

  6. APR 30

    Bce: lascia costo denaro invariato, non esclusi rialzi in futuro

    La Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse: depositi al 2%, rifinanziamento principale al 2,15% e rifinanziamento marginale al 2,40%. La decisione è stata unanime, ma nel Consiglio direttivo è stata discussa anche l’ipotesi di futuri rialzi. Christine Lagarde ha spiegato che la politica monetaria resterà “data dependent” e valutata riunione per riunione, sottolineando che il conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi energetici e aumentato i rischi sia per l’inflazione sia per la crescita. La Bce osserva finora solo effetti indiretti dell’aumento dell’energia, senza ancora effetti di secondo impatto su salari e prezzi, motivo per cui ha scelto di attendere ulteriori dati prima di intervenire. Francoforte avverte però che una crisi energetica prolungata potrebbe rallentare ulteriormente l’economia europea, comprimere consumi e investimenti e provocare carenze produttive in caso di interruzioni delle rotte commerciali. Ne parliamo con Franco Bruni, presidente dell'ISPI e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi. Patto di Stabilità, ok in Parlamento alla risoluzione di maggioranza sul Dfp. Giorgetti: «Paese indebitato non è totalmente libero» Camera e Senato hanno approvato la risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica, impegnando il governo ad avviare un confronto con l’Unione europea per ottenere il riconoscimento dell’eccezionalità della situazione economica e valutare l’attivazione delle clausole di salvaguardia. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rivendicato la necessità di prudenza ricordando che l’Italia ha il debito pubblico più alto d’Europa in rapporto al Pil e che “un Paese indebitato non è totalmente libero”. Nel centrodestra si è discusso a lungo sulle misure da adottare: Forza Italia spinge per usare fondi Pnrr e coesione a sostegno della crescita e dell’energia, mentre la Lega chiedeva margini di bilancio più ampi anche in caso di mancato via libera europeo. Salvini ha comunque ribadito la necessità di aiutare famiglie e imprese con il sostegno della Ue. Con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore. Assaeroporti, scorte di carburante sufficienti per tutto maggio ma il vero nodo è Luglio Gli aeroporti italiani dispongono di scorte di jet fuel sufficienti almeno fino alla fine di maggio e in alcuni casi anche oltre, ma resta forte l’incertezza sulla tenuta delle forniture durante l’estate. Il presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo esclude un’emergenza immediata, ma avverte che il vero problema sarà capire “se a luglio ci sarà il cherosene”. Il settore teme soprattutto l’impatto economico della crisi: secondo Reuters il prezzo del jet fuel è aumentato di circa l’84% dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, mettendo sotto pressione le compagnie aeree, per le quali il carburante rappresenta fino al 35% dei costi operativi. Borgomeo avverte che l’aumento dei prezzi potrebbe portare anche alla cancellazione di alcuni voli, pur sottolineando che i tagli annunciati finora in Europa restano limitati. Per compensare il rallentamento delle forniture dal Golfo Persico, Italia ed Europa stanno aumentando le importazioni dagli Stati Uniti e dalle Americhe: nei primi sedici giorni di aprile l’Italia ha importato circa 105 mila barili al giorno di jet fuel, quasi tre volte i livelli di marzo, per un valore stimato di circa 350 milioni di euro. Approfondiamo con Carlo Borgomeo, Presidente Assaeroporti.

  7. APR 29

    Via libera della Commissione Ue alla nona rata del Pnrr

    Via libera della Commissione Ue alla nona rata del Pnrr dell’Italia, pari a 12,8 miliardi di euro. Bruxelles ha valutato positivamente la richiesta di pagamento, constatando il completamento soddisfacente di tutti i 16 traguardi e 34 obiettivi previsti dalla decisione del Consiglio nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, cuore del NextGenerationEU. Ora la valutazione preliminare passa al Comitato economico e finanziario del Consiglio, che avrà quattro settimane per esprimere il proprio parere prima della decisione finale della Commissione. Palazzo Chigi sottolinea che il pagamento porterà a 166 miliardi di euro il totale delle risorse ricevute dall’Italia, confermando il pieno raggiungimento degli obiettivi programmati. Giorgia Meloni parla di consolidamento del “primato europeo” dell’Italia nell’attuazione del Pnrr, con 416 traguardi e obiettivi raggiunti tra riforme e investimenti strategici. Tra i risultati evidenziati: supporto educativo a oltre 800mila studenti a rischio dispersione, interventi socioeducativi per 44mila minori nel Mezzogiorno, digitalizzazione di 7,75 milioni di fascicoli giudiziari, Fascicolo sanitario elettronico attivo per l’85% dei medici di base, ammodernamento tecnologico di 280 strutture sanitarie, rinnovo della flotta dei Vigili del fuoco con oltre 3.800 veicoli ecologici, riduzione delle perdite idriche su 45mila km di reti e attuazione del programma GOL con 3 milioni di beneficiari.Facciamo il punto con Carlo Altomonte, Associate Dean e Direttore PNRR Lab, SDA Bocconi, e membro CD Fondazione M&M. La Cina minaccia l'UE se il piano "Made in Europe" verrà adottato La Cina avverte Bruxelles sul piano “Made in Europe” e minaccia contromisure se il testo dovesse essere approvato. Secondo il ministero del Commercio cinese, la nuova legge europea sull’accelerazione industriale introdurrebbe una “discriminazione sistemica” contro le imprese cinesi. Il piano, presentato dalla Commissione Ue e ora all’esame di Parlamento europeo e Stati membri, prevede quote minime di componenti critici di origine europea per accedere ai fondi pubblici nei settori strategici, tra cui automotive, tecnologie energetiche low carbon, industria pesante e acciaio. Bruxelles difende il provvedimento sostenendo che le misure siano coerenti con gli obblighi internazionali e con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. Da anni molte imprese europee denunciano una concorrenza sleale da parte delle aziende cinesi, soprattutto nei veicoli elettrici, nel fotovoltaico e nelle materie prime, favorita da forti sussidi statali e da sovrapproduzione capace di comprimere i prezzi. Pechino considera invece il piano un intervento politico che altera i principi della concorrenza internazionale. Tra le possibili ritorsioni evocati i settori delle terre rare, dell’automotive, dell’aerospazio e degli appalti pubblici, con il rischio di penalizzazioni per le imprese europee nei grandi progetti infrastrutturali e tecnologici cinesi. Ne parliamo con Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo cinese del Politecnico. Via libera al dl Lavoro. Debutta il "salario giusto" Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto Lavoro varato in vista del Primo maggio. Tra i pilastri del provvedimento: ruolo rafforzato dei contratti collettivi attraverso il principio del “salario giusto”, incentivi alla stabilizzazione dei contratti degli under 35 e delle donne disoccupate e nuove regole per il lavoro mediato dalle piattaforme digitali. Giorgia Meloni ha rivendicato la scelta di non concedere incentivi pubblici “a chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori”, difendendo il modello italiano fondato sulla “contrattazione di qualità”. Il decreto prevede un nuovo incentivo per la trasformazione dei contratti a termine in rapporti stabili: esonero contributivo del 100% per 24 mesi fino a 500 euro mensili per giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato, per trasformazioni effettuate tra agosto e dicembre 2026. Prorogato inoltre fino a fine anno il bonus per le assunzioni stabili degli under 35, con sgravi fino a 500 euro mensili, che salgono a 650 euro nelle regioni della Zes Unica. Per le donne disoccupate e inoccupate previsto uno sgravio contributivo di 24 mesi fino a 650 euro mensili, che può arrivare a 800 euro nelle regioni della Zes Unica. Gli incentivi saranno legati all’incremento occupazionale netto e non potranno essere concessi alle aziende che abbiano effettuato licenziamenti nei sei mesi precedenti. Il commento è di Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT, centro studi su lavoro e occupazione fondato da Marco Biagi.

  8. APR 28

    Ansaldo Energia torna in utile. Grande aumento degli ordini

    Lo scorso primo aprile Ansaldo Energia ha annunciato di aver chiuso l'esercizio 2025 con un miglioramento dei principali indicatori economico finanziari e con il ritorno all'utile dopo diversi anni (non si registrava dal 2021). L'anno si conclude con un risultato netto positivo di 20 milioni di euro. Gli ordini raggiungono 2,3 miliardi di euro, in aumento del 24% sull'anno precedente, mentre i ricavi si attestano a 1,2 miliardi, in aumento del 10%. L'Ebitda adjusted sale a 140 milioni e l'Ebit torna positivo a 31 milioni. I dati dell'esercizio 2025 riflettono la dinamica della domanda di soluzioni per la generazione elettrica e per i servizi di rete, in un anno caratterizzato dal forte ampliamento della pipeline commerciale e da una crescente presenza sui mercati internazionali. Le business unit New Units e Service hanno conseguito risultati superiori alle previsioni. Il Piano Industriale 2026-2030 conferma la traiettoria di sviluppo del Gruppo e, grazie a una forte domanda di energia da fonti programmabili, fra cui il gas naturale, prevede una crescita progressiva dei volumi e ricavi superiori a 2 miliardi nel 2030. La marginalità «è prevista in miglioramento, grazie al contributo delle nuove unità (turbine a gas, turbine a vapore, generatori e compensatori sincroni), all espansione del service, al rafforzamento del perimetro nucleare e alle prospettive di mercato degli elettrolizzatori (NDR Un elettrolizzatore è una macchina che usa energia elettrica per separare l acqua in idrogeno e ossigeno. In pratica: prende acqua + corrente elettrica e produce idrogeno, che può essere usato come combustibile o per accumulare energia), la cui industrializzazione è sostenuta dai finanziamenti Ipcei (fondi Ue per importanti progetti di comune interesse europeo). Nel 2025, ha aggiunto Fabbri, «Ansaldo Energia ha raggiunto il 13% di market share a livello globale, nel settore delle turbine a gas, con una leadership in Europa del 42%. Il piano industriale, peraltro, punta a un ulteriore crescita, intercettando nuovi mercati nel termico, ma anche nel nucleare e nell idrogeno».Il progetto per il prossimo quinquennio, ha concluso l ad di Ansaldo Energia, prevede «500 milioni d investimenti, nell arco del piano, con un rafforzamento della capacità produttiva e dello sviluppo tecnologico del prodotto su tutte le business unit. La forza lavoro, poi, si attesterà oltre i 4mila dipendenti, a livello di gruppo, tra Italia ed estero, entro il 2030, contro i 3.500 addetti di oggi, che sono già cresciuti perché erano 3.300 nel 2024». Interviene Fabrizio Fabbri, AD di Ansaldo Energia. Gimbe, rapporto spesa/Pil congelato fino al 2029 e buco di 30 mld per le prestazioni Nel giorno delle audizioni alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato a Montecitorio, per spiegare la stima preliminare del primo trimestre che arriverà giovedì, il primo a comparire è il presidente dell Istat Francesco Maria Chelli. E' poi il turno della Corte dei Conti che in audizione sottolinea come «seppure caratterizzato da rilevanti rischi al ribasso, le previsioni presentate nel Dfp, appaiono improntate a una ragionevole cautela». Sulle prospettive del rapporto debito/Pil, invece, «il quadro non sembrerebbe rassicurante» e sul fronte della spesa sanitaria dei comuni nel 2029, avvisa: "Potrebbe esserci, a politiche invariate, un calo per le amministrazioni locali in termini di investimenti che a fine periodo riporterebbe questo comparto a un livello di spesa inferiore a quello che avevano raggiunto nel 2024". Nelle preoccupazioni sulla sanità, e sul ruolo dei comuni, fa eco la fondazione Gimbe. La spesa sanitaria resterà ferma al 6,4% del Pil fino al 2029 e nel triennio 2027-2029, rispetto alle previsioni, mancheranno 30,6 miliardi necessari per garantire le prestazioni ai cittadini. È questo il dato centrale dell analisi della Fondazione sul Documento di finanza pubblica 2026, approvato il 22 aprile dal Consiglio dei ministri. Il quadro indica una distanza crescente tra il fabbisogno stimato e le risorse già programmate per il fondo sanitario nazionale. E in assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi. Ne parliamo con Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.

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