Sono Cose Serie - Serie tv, fumetti e oltre.

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Approfondimento settimanale in salsa nerd (ma non troppo) su tutte le forme del racconto a puntate partendo dalle Serie tv del momento fino ai fumetti, cinema e letteratura.

  1. 3d ago

    Corri o muori (Ride or Die) + Parole Serie: Watch In Progress | 16x49

    La recensione di Corri o muori (Ride or Die), la commedia d'azione Prime Video con Octavia Spencer e Hannah Waddingham. In coda, la rubrica Parole Serie sulla genesi del termine "Watch In Progress". Un'amica che ti mente da venticinque anni e per lavoro elimina bersagli su commissione: Debbie è un'avvocata americana a Londra, Judith la sua migliore amica di sempre, ufficialmente commercialista forense, in realtà sicaria dell'Agenzia con nome in codice Whiptail. Quando la copertura salta, le due si ritrovano in fuga attraverso l'Europa con sicari, mafia albanese e Interpol alle calcagna. Otto episodi usciti tutti insieme, sulla scia di True Lies e Mr. & Mrs. Smith: la storia più raccontata del genere action, che qui prova a funzionare un'altra volta. Matteo smonta la serie pezzo per pezzo: la regia di Peyton Reed (la trilogia di Ant-Man) che dirige i primi due episodi e poi passa il testimone a tre registe, la colonna sonora di Isabella Summers dei Florence + the Machine, e soprattutto la scrittura della creatrice Tessa Coates, comica e podcaster britannica al suo esordio seriale, che ha pensato la serie come se fosse un film di Jason Bourne, con lo showrunner Matt Miller (Chuck, Lethal Weapon) a garantire il mestiere. La vera scommessa sono le protagoniste: due attrici ultracinquantenni che nessuno assocerebbe all'azione, con Waddingham così convincente da spingere il sito AV Club a proporla come James Bond. E poi il tema che tiene insieme tutto: l'amicizia in tutte le sue forme, un discorso che ci aveva già toccato con DTF nella puntata 16x35. Quanto vale Ride or Die sulla nostra Scala Tecnica? Nella Densità Narrativa succede una cosa rara, vista finora solo con La Sottile Linea della Vendetta nella 16x47. E quanto sale la Scala della Scimmia quando il codice del genere si conosce a memoria? Nei giudizi finali anche il Consiglio per la Fruizione perfetto per l'estate, la Rosa con le domande che la serie lascia sul tavolo e un consiglio di sopravvivenza da mettere in pratica a fine visione. Chiude Miki con Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie: la genesi del termine "Watch In Progress", dal primo uso documentato nella puntata 14x16 su Scott Pilgrim. E ricordate: chi non ruba 25 milioni di sterline alla mafia albanese e non ci ascolta è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: Doppiat{t}ori, il podcast sul doppiaggio italiano: https://doppiattori.it L'Ultima Fila, cinema e visioni: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    Corri o muori (Ride or Die) + Parole Serie: Watch In Progress | 16x49
  2. Aug 17

    Ken il Guerriero: Hokuto no Ken, recensione + Parole Serie | 16x48

    Recensione della nuova serie animata Ken il Guerriero: Hokuto no Ken, in esclusiva su Prime Video, più una nuova parola dello Zibaldone di Sono Cose Serie. Miki avvisa subito: con la scusa di recensire Ken, alla fine ve ne consiglia un'altra. Prima però si torna indietro. 1982, Tetsuo Hara esordisce con un manga sul motocross e viene cancellato dopo dieci settimane; è il suo editor Nobuhiko Horie a proporgli l'idea di un guerriero che fa esplodere gli avversari toccando i punti di pressione. Con Buronson alla sceneggiatura e un futuro post-atomico preso di peso da Mad Max nasce il fenomeno da cento milioni di copie che insegna allo shonen la mossa finale letale, quella che Mortal Kombat chiamerà fatality. Sulla scrittura la nuova serie animata di Hokuto no Ken, prodotta da TMS Entertainment con 7studio e diretta da Hiroshi Maeda, regge benissimo: quattordici episodi che macinano una quantità di capitoli impressionante, un Bat più cinico e meno macchietta, il duello con Shin dilatato per costruire tensione. Il problema è tutto quello che ci sta intorno. Capelli e materiali legnosi, articolazioni dubbie, facce che non si muovono, e quel controluce verde su cui in puntata nasce una teoria: sarà la radiazione di fondo? Il risultato somiglia a una sequenza di cut-scene da PlayStation 1, e brucia ancora di più quando ti accorgi che certe inquadrature vogliono ricreare le tavole di Hara. Una cosa si salva, ed è italiana. Maurizio Merluzzo eredita Kenshiro dopo aver dato voce a Juza delle Nuvole, la direzione del doppiaggio è di Paolo De Santis, non c'è una censura nemmeno sulle parolacce. Nel mezzo c'è un saluto ad Alessio Cigliano, la voce storica di Ken. Poi arriva lo scam annunciato. Stessa piattaforma, stesso anno: Science SARU, lo studio di Dandadan, riporta Ghost in the Shell al manga di Masamune Shirow invece che al film di Mamoru Oshii del 1995, e lo fa restando nel disegno animato in 2D. Due studi, lo stesso rischio, due esiti opposti: la recensione di Ken il Guerriero diventa un discorso su quando un remake tradisce davvero. Alla fine i voti con Scala Tecnica, Densità Narrativa, Scala della Scimmia e Consiglio per la Fruizione. Chiude Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie, con il termine "inattentive watching": guardare una serie mentre fai altro. Matteo lo fa risalire alle soap opera, costruite per chi stirava o girava il sugo, con la musica che avvisava di alzare la testa e il dialogo che riassumeva la scena persa. Cambia solo l'attrezzo in mano: mestolo ieri, gamepad oggi. Consigliato in puntata: The Ghost in the Shell (Science SARU, 2026), su Prime Video https://www.primevideo.com/-/it/detail/0MRWXUDE3L303XFEJRNWB20S3O E ricordate: chi non si muove a 24 fotogrammi al secondo e non ci ascolta è un birimbino! Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: Doppiat{t}ori, il nostro racconto sul doppiaggio italiano, dove Maurizio Merluzzo è di casa: https://doppiattori.it Serialtelling, come sono fatte le storie seriali, soap opera comprese: https://serialtelling.it Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    Ken il Guerriero: Hokuto no Ken, recensione + Parole Serie | 16x48
  3. Aug 10

    La sottile linea della vendetta + Parole Serie: "defaticante" | 16x47

    Recensione de La sottile linea della vendetta, miniserie franco-belga in quattro episodi su Rai 2 e RaiPlay, più Parole Serie con la storia del termine "defaticante". Esther Lefèvre riceve una diagnosi di Alzheimer e decide che, prima che la memoria se ne vada del tutto, c'è un conto vecchio da chiudere. Tira fuori dall'archivio del tribunale in cui ha lavorato una vita la lista di chi l'ha fatta franca e comincia a sistemarli uno per uno. Tanto poi se lo dimentica. Titolo originale Mémoire vive, in onda su M6 nel febbraio 2025, titolo internazionale Unforgettable - Memories of Revenge, liberamente tratta dalla serie turca Şahsiyet, quella dell'International Emmy. Regia di Arnaud Malherbe, già dietro Chefs, con Clémentine Célarié protagonista ed Elisa Erka nei panni della poliziotta Célia Le Goff. Il comparto tecnico è quello di una fiction col budget in ordine: fotografia ottima ma di servizio, regia che fa il suo, attori bravi e sempre un po' sul filo della performance televisiva. A tirare su tutto è il plot. La malattia che diventa un superpotere perverso, gli omicidi pianificati a colpi di post-it per aiutare la se stessa del futuro, il gioco a specchio con una poliziotta che invece un pezzo di memoria lo sta rincorrendo, e una spalla che è la trovata più bella della serie. Il "ma" riguarda qualche coincidenza troppo comoda e un finale che si sbilancia sul dramma. Sul ritmo la questione è un'altra: è ritmo francese, e quello non è un difetto, è geografia. Si passa dalla Scala Tecnica, dove la nostra gamma va da All's Fair a The Pitt, e dalla Densità Narrativa, dove stavolta è venuto fuori un caso di studio. Poi Scala della Scimmia e Consiglio per la Fruizione. Chiude Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie: il termine "defaticante", che nel nostro vocabolario non ha niente a che vedere con la stanchezza e vale piuttosto come hakuna matata applicato alle serie. Prima comparsa ufficiale nel documento della 5x16, marzo 2015, mentre parlavamo di Marvel's Agent Carter. Da lì in poi La Signora in Giallo, Castle e perfino The Orville. E ricordate: chi sta pianificando un omicidio e chi non ci ascolta è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: Doppiat{t}ori, https://doppiattori.it Serialtelling, https://serialtelling.it Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    La sottile linea della vendetta + Parole Serie: "defaticante" | 16x47
  4. Aug 3

    The Bear, recensione definitiva dalla 1 alla 5 + Parole Serie | 16x46

    The Bear è arrivata alla quinta e ultima stagione su Disney+ e noi ci prendiamo tutta la serie: recensione definitiva, dalla paninoteca di Chicago all'ultimo servizio. In chiusura Parole Serie, il nostro zibaldone, con il termine "controritmo". Cinque stagioni di forme diverse: la prima è un attacco di panico lungo otto episodi, la seconda la ricostruzione dalle macerie, la terza e la quarta il prezzo della scalata, la quinta comprime quasi tutto in un'unica giornata di lavoro, con il temporale sopra Chicago. Alle origini c'è un locale vero, il Mr. Beef di Joe Zucchero, dove Christopher Storer andava a mangiare da ragazzo e dove Jay Leno, comico squattrinato, dormiva in macchina nel parcheggio. Carmen "Carmy" Berzatto (Jeremy Allen White) e il fratello Mikey che vediamo solo nei flashback (Jon Bernthal). Richie (Ebon Moss-Bachrach), che passa dalla tuta acetata alla gestione millimetrica della sala senza perdere un grammo di cazzimma. Sydney (Ayo Edebiri), che si ritrova brigata allo sbando, bilancio in rosso e una stella Michelin da inseguire, ed è il baricentro emotivo del finale. E poi Tina (Liza Colón-Zayas), Marcus (Lionel Boyce) con la faccenda che chiamiamo soltanto "la candela", lo zio Jimmy di Oliver Platt, la Donna Berzatto di Jamie Lee Curtis. Sull'estetica ci fermiamo parecchio: realismo ruvido da documentario indipendente e pulizia da videoclip anni Ottanta, lenti da 50mm per restare nella prospettiva dell'occhio umano, la cucina che diventa un acquario di acciaio e vetro, e nell'ultima stagione lo score di Christian Lundberg per il collettivo Bleeding Fingers Music di Hans Zimmer. Nel mezzo risolviamo pure il giallo dei premi: perché una serie così finisce nella categoria commedia agli Emmy e ai Golden Globe, con tre motivi dal più idiota al più furbo. Il tema vero sta in una frase che Carmy dice allo zio Jimmy: per rompere gli schemi bisogna rompere gli schemi. Da lì passiamo ai nostri sistemi di valutazione, applicati a tutte e cinque le stagioni: Scala Tecnica, Densità Narrativa, Scala della Scimmia e Consiglio per la Fruizione, più un Consiglio per la Sopravvivenza che vi servirà il giorno dopo. Chiude Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie, con il termine "controritmo": con poliritmia e controtempo non c'entra niente, il primo posto in cui lo troviamo scritto è la 8x02 dedicata a Mindhunter, e serve a dire che una serie lenta può essere una scelta di coraggio. E chi fa la carbonara con la pancetta e non ci ascolta è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: Serialtelling, dove smontiamo il modo in cui le storie seriali sono costruite: https://serialtelling.it L'Ultima Fila, per chi dalla cucina vuole tornare al cinema: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    The Bear, recensione definitiva dalla 1 alla 5 + Parole Serie | 16x46
  5. Jul 27

    Supergirl: recensione film contro fumetto + Parole Serie | 16x45

    Supergirl, recensione doppia: il film di Craig Gillespie con Milly Alcock contro il fumetto La Donna del Domani di Tom King e Bilquis Evely. Sei round, carta contro pellicola, un arbitro e un cartellino finale. Supergirl ubriaca al bancone il giorno del suo compleanno: comincia così il fumetto, e comincia quasi uguale il film. Da lì in avanti, però, le due storie prendono strade diverse, e questa settimana cambiamo formato per raccontarvele una contro l'altra. Il fumetto arriva con un curriculum importante. Supergirl: La Donna del Domani è la miniserie in otto numeri con cui Tom King, ex agente antiterrorismo della CIA prestato ai supereroi tristi, ha preso Il Grinta di Charles Portis e lo ha portato nello spazio: ragazzina cocciuta, pistolera riluttante, un viaggio di pianeta in pianeta. Disegna Bilquis Evely, in Italia lo pubblica Panini. Dall'altra parte il film. Supergirl esce nel giugno 2026 per Warner Bros., lo dirige Craig Gillespie su sceneggiatura di Ana Nogueira ed è il secondo capitolo del DC Universe di James Gunn. Milly Alcock tiene insieme spirito punk e una malinconia di fondo, ed è l'unica cosa su cui i due contendenti si trovano d'accordo. Intorno a lei un cinecomic da 107 minuti con tre compositori in tre mesi e due montatori di scuole opposte. I sei round girano intorno alle differenze fra il film e La Donna del Domani. Lobo: nel pitch originale del fumetto c'era, poi gli editor DC lo tolsero e King inventò Ruthye. Gunn lo ha rimesso nel film come puntello alla struttura in tre atti, e Jason Momoa è perfetto per un personaggio che qui non ha niente da fare. Krem delle Colline Gialle promette stragi e poi lascia vivi i protagonisti, come il Joker del Batman anni Sessanta che ti lega al congegno mortale e va al bar a prendersi un gingerino. Sul perché sia andata così ci sono una tesi e dei fatti. I fatti li ha raccolti The Hollywood Reporter: Gunn e Gillespie non allineati, un test screening di dicembre con punteggi da Batgirl e, a marzo, due montaggi in gara davanti al pubblico di prova. Ha vinto quello dello studio per due punti, ed è il film uscito in sala. Poi il retroscena sul finale, che Ana Nogueira ha raccontato a Variety: aveva letto male il finale del fumetto. La tesi ve la ascoltate in puntata, insieme a un consiglio per la Warner: let Gunn be Gunn. Vi toccano comunque le nostre scale di valutazione una accanto all'altra, applicate ai due sfidanti separatamente: Scala Tecnica, Densità Narrativa, Scala della Scimmia e Consiglio per la Fruizione. I due voti non si somigliano per niente. Poi Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie, racconta la genesi dell'espressione "la sovrastruttura mitologica del volemose bene": non un lieto fine, molto peggio. Una religione narrativa in cui famiglia e vero amore piegano la logica e ammansiscono anche il più cattivo con la motosega. Quella definizione nasce da una nostra videorecensione del 2013, quando facevamo solo radio. Fonti citate in puntata: The Hollywood Reporter, sui due montaggi in gara: https://www.hollywoodreporter.com/movies/movie-features/supergirl-making-box-office-bomb-1236636425/ Variety, Ana Nogueira sul finale (contiene spoiler): https://variety.com/2026/film/features/supergirl-writer-ana-nogueira-comic-changes-wonder-woman-1236790034/ E chi non mette un like sulla fiducia pensando a Milly Alcock e non ci ascolta è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: Doppiat{t}ori, sul doppiaggio italiano: https://doppiattori.it L'Ultima Fila, cinema e visioni: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    Supergirl: recensione film contro fumetto + Parole Serie | 16x45
  6. Jul 20

    Masters of the Universe, recensione del film + Parole Serie | 16x44

    La recensione del film Masters of the Universe (2026): He-Man torna al cinema con la regia di Travis Knight per Amazon MGM Studios. E in coda debutta Parole Serie, la rubrica sul lessico di Sono Cose Serie. La recensione a caldo pubblicata negli shorts non bastava: i vostri commenti ci hanno costretto a riaprire la pratica. Prima del verdetto, Paolo si presenta con un volume patinato sottobraccio e ripercorre la storia dei Masters of the Universe: le action figure Mattel, i minicomics in salsa Conan, la serie animata della Filmation di Lou Scheimer, i rilanci che non si sono mai fermati fino a Revelation di Kevin Smith e il cult trash I Dominatori dell'Universo con Dolph Lundgren e Frank Langella. Perché no, He-Man non è tornato solo adesso: in quarant'anni non se n'è praticamente mai andato. Poi il film: Nicholas Galitzine con la Spada del Potere, Camila Mendes, Alison Brie, Idris Elba e un Jared Leto che da Skeletor divide lo studio. L'estetica funziona, Eternia e Grayskull accontentano l'occhio dei fan, la colonna sonora di Daniel Pemberton si porta dietro le chitarre di Brian May. Ma un principe Adam che sembra uscito da American Pie, un Duncan debosciato e uno scontro finale senza vera minaccia fanno rimpiangere il Flash Gordon del 1980, camp, fracassone e con i Queen veri. Quanto pesa tutto questo sulla nostra Scala Tecnica, che oggi va da All's Fair a The Pitt? In quale quadrante della Densità Narrativa si sistema il nuovo Masters of the Universe? E che fine fa la Scala della Scimmia quando si parte da un buono scimpanzé e la visione rema contro? Le risposte in puntata, insieme al Consiglio per la Fruizione: cosa recuperare davvero tra Il Segreto della Spada, Revelation, i fumetti e le action figure della linea Origins. In chiusura debutta Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie: Miki racconta la genesi del termine "Birimbino", dal bambolotto Birimbo della Sebino Bambole (l'azienda di Cicciobello) fino al saluto-tormentone del podcast, passando per lo scrolling nostalgico del De Simone. La verità, tutta la verità, dopo anni di equivoci. E ricordate: chi non conosce il significato di Birimbino e non ci ascolta è un Birimbino! —Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: L'Ultima Fila, il nostro podcast di cinema e visioni: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila Doppiat{t}ori, il podcast sul doppiaggio italiano: https://doppiattori.it Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    Masters of the Universe, recensione del film + Parole Serie | 16x44
  7. Jul 13

    Widow's Bay + Angolo Maledetto: il Themewashing | 16x43

    Recensione di Widow's Bay, l'horror comedy di Apple TV+ creata da Katie Dippold con Matthew Rhys, e gran finale della trilogia dell'Angolo Maledetto su come si valutano le serie TV: il themewashing e la Rosa di Dante. Tom Loftis, sindaco arrivato dalla terraferma, vuole trasformare la sua isola del New England in una meta turistica. Peccato che per gli abitanti l'isola sia maledetta: la gente ci rimane secca e nessuno vuole villeggianti sulla coscienza. Paolo ci racconta i 10 episodi di Widow's Bay, con Matthew Rhys (The Americans, Perry Mason) e una Dale Dickey che ricordiamo con i brividi da Them: una serie che declina in ogni puntata un sottogenere diverso del cinema horror, dallo slasher al folk horror, tra atmosfere alla Lo Squalo e una maledizione persecutoria a metà tra The Ring e It Follows, il tutto in un New England anni '90 dove non squilla un cellulare. Un diesel che ci mette un paio di puntate a carburare, con un episodio sui funghetti allucinogeni che mette ansia proprio per quello che NON fa vedere. E ai social che gridano al nuovo Twin Peaks, Paolo risponde smontando il paragone pezzo per pezzo: chi lo fa, della serie di Lynch avrà visto il trailer. Quanto pesa sulla nostra Scala Tecnica? In quale quadrante della Densità Narrativa si piazza, con quale animale della Scala della Scimmia e quale Consiglio per la Fruizione? Le risposte in puntata. Poi Matteo chiude la trilogia su come si valutano le serie TV con l'ultimo strumento: la Rosa, rubata al Paradiso di Dante con tante scuse alla professoressa d'italiano del liceo. Quattro spicchi, tre anelli e un nome per un vizio dell'industria: il themewashing, l'equivalente narrativo del greenwashing, quando una serie ti riempie il trailer di temi importanti e poi dentro non ne trovi traccia. Con Scarpetta, The Pitt e All's Fair come banchi di prova, più l'Eco e il Consiglio di Sopravvivenza. Alla prossima cena in cui qualcuno dirà «bella serie, le do 7», saprete cosa rispondere. Se vi siete persi i primi strumenti, recuperate le due puntate precedenti dell'Angolo Maledetto; e per il piccolo lutto di quando una serie finisce, c'è l'Angolo Maledetto sul Lutto Seriale nella puntata 16x19.Riferimento: Dante Alighieri, Paradiso, canti XXX-XXXI (la Candida Rosa). Dalla prossima settimana modalità estiva: puntate leggere da ombrellone fino a settembre. E ricordate: chi sfida le maledizioni centenarie e non ci ascolta è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: L'Ultima Fila, cinema e visioni: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila Serialtelling, narrazione e storytelling seriale: https://serialtelling.it Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    Widow's Bay + Angolo Maledetto: il Themewashing | 16x43
  8. Jul 6

    Heated Rivalry + Bait - Fuori Parte | 16x42

    Recensione di Heated Rivalry (HBO Max) e Bait - Fuori Parte (Prime Video): il romance sull'hockey diventato fenomeno mondiale e la miniserie con cui Riz Ahmed fallisce il provino da James Bond. Matteo chiede una mano per scegliere la serie da recensire, Paolo e Miki gli indicano la più chiacchierata del momento, lui vede due che pattinano e si aspetta una storia di sport. Finisce con le nostre macchine rigate e con una recensione controcorrente: per Matteo Heated Rivalry, il romance sul ghiaccio di Jacob Tierney (Letterkenny, Shoresy) tratto dai romanzi di Rachel Reid, con gli esordienti Hudson Williams e Connor Storrie, è una serie più interessante per il successo che per la sostanza. In mezzo ci stanno la scena cult in discoteca sulle note delle t.A.T.u., un episodio 3 che da solo fa meglio del resto della stagione, un conflitto disinnescato in partenza e una deviazione nel mondo dello yaoi e dei Boys' Love per capire perché queste storie stanno conquistando le piattaforme. Miki risponde con Bait - Fuori Parte, sei episodi da meno di mezz'ora in cui Riz Ahmed racconta Shah Latif, attore britannico di origini pakistane che manda all'aria il provino da nuovo 007 e diventa virale suo malgrado. Una commedia che scivola in una riflessione su identità e appartenenza, con la benedizione di Barbara Broccoli, un cast pieno di reduci da Black Mirror e Sir Patrick Stewart a dare la voce alla testa di un maiale. La seconda visione rivela cose che alla prima sfuggono, e da lì parte lo sfogo di Matteo contro chi giudica le storie solo dal plot. Chiudono le nostre scale: la Scala Tecnica, che oggi va da All's Fair a The Pitt, la Densità Narrativa, che inquadra il tipo di visione, la Scala della Scimmia, che misura la voglia di far partire l'episodio dopo (una delle due se la passa maluccio), e il Consiglio per la Fruizione per dosare gli episodi di entrambe. Consigliato in puntata: Valentina Pigmei, «Non sottovalutiamo i romance», Internazionale (20 maggio 2026): https://www.internazionale.it/notizie/valentina-pigmei/2026/05/20/romance-libri E ricordate: chi non gioca a hockey e non ci ascolta è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: 🎬 L'Ultima Fila, cinema e visioni: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila 📚 Serialtelling, narrazione e storytelling seriale: https://serialtelling.it Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    Heated Rivalry + Bait - Fuori Parte | 16x42

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