Focus economia

Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa. 

  1. 2d ago

    Intel affonda a Wall Street, -26%. Pesante anche Amazon, -5,6% ++

    Intel e Amazon in calo a Wall Street. Intel perde il 26% all'avvio delle contrattazioni, mentre Amazon cede il 5,6%.  Intel sconta la pubblicazione di previsioni deboli per il trimestre in corso, che indicano un rallentamento nel settore dei Pc: i ricavi della divisione client computing e intelligenza artificiale dell'azienda sono diminuiti del 5% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, attestandosi a 8,1 miliardi di dollari. Amazon, invece, ha riportato utili e ricavi per il terzo trimestre inferiori alle aspettative di Wall Street. La società ha inoltre registrato un flusso di cassa disponibile negativo pari a 42,4 miliardi e ha confermato le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, fissate a 220 miliardi di dollari. Anche SanDisk registra in avvio un calo pesante, intorno al 9%, malgrado i dati del primo trimestre fiscale abbiano superato le stime. L'azienda, attiva nel settore dell'archiviazione dati, ha annunciato un frazionamento azionario nel rapporto di otto a uno. Più in generale, l'intero comparto dei produttori di chip è finito sotto pressione: Advanced Micro Devices cede il 10%, mentre titoli come Nvidia e Broadcom accusano flessioni, rispettivamente, del 3% e del 4%. Mentre gli investitori hanno ridotto le esposizioni sul settore tecnologico, i comparti difensivi, come i beni di consumo di base e l'assistenza sanitaria, hanno beneficiato di rialzi. Facciamo il punto con Vittorio Carlini, Il Sole 24 Ore. Inflazione a ottobre sale ancora: 5,4%. Record da agosto 2023 A ottobre 2026 l’inflazione sale a +5,4% (da +4,2% di settembre) su base annua, tornando al livello registrato ad agosto 2023. Mentre +0,9% è il dato su base mensile. Lo comunica l’Istat nella stima preliminare (il dato definitivo sarà diffuso il 17 novembre). Gli analisti avevano sì stimato un dato in crescita (+4,7%) ma non a questi livelli. L’accelerazione dell’inflazione risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale. Ma in un paese dove il trasporto delle merci avviene soprattutto su gomma, i rincari iniziano ormai a trasmettersi anche agli altri comparti: un contributo all’inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%). Il cosiddetto “carrello della spesa” (cioè i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, ma non i carburanti) accelera (da +1,5% a +2,5%), come pure accelera l’indice dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (che invece tiene conto dei carburanti): da +5,2% a +5,8%. L’inflazione di fondo (quella al netto delle componenti più volatili, ovvero i beni energetici e gli alimentari freschi) si attesa a +2,0% (da +1,6%).L’inflazione acquisita a ottobre, per il 2026, quella che si avrebbe cioè se indice restasse fermo nella restante parte dell’anno, risulta pari al +3,4%. Superata di slancio la recente stima fatta a metà ottobre dall’Fmi (3,3%) per il dato totale del 2026. Il commento di Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.

  2. 3d ago

    Ex Ilva si ferma, Cassazione rigetta ricorsi contro stop area a caldo

    In 70 pagine di sentenza, la Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, mette la parola fine sull’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, quella costituita da cokerie, altiforni e acciaierie. Sono stati infatti rigettati i ricorsi che Acciaierie d’Italia e Ilva hanno presentato ad agosto contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la fermata dell’area a caldo poiché inquinante e dannosa per la salute. Area a caldo che nei giorni scorsi, avvicinandosi la scadenza (25 ottobre) del decreto dei giudici di Milano, scadenza poi prorogata al 15 dicembre con l’ultimo decreto legge sull’ex Ilva, era stata comunque messa in preriscaldo. Ovvero, zero produzione e impianti solo alimentati dal gas preso dall’esterno. In base a questa condizione, Acciaierie ha anche avanzato una richiesta di cassa integrazione straordinaria per 8.622 unità su un organico di 9.626. Adesso questi impianti, in base al decreto della Corte d’Appello di Milano che resta quindi in vigore, dovranno essere definitivamente fermati. L’area a caldo é la parte più grande dell’ex Ilva di Taranto e anche quella dove ci sono più occupati.I giudici sottolineano che "l'accertamento svolto dai giudici di merito circa la sussistenza dei pericoli 'gravi e rilevanti' che impongono la sospensione dell'attività sia congruamente fondato sulle complessive risultanze istruttorie e informato al principio di precauzione, senza violare il principio di proporzionalità". Tra le motivazioni della decisione viene anche richiamata l'evoluzione della direttiva Ue 2024/2881 "relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (riifusione)", che "fissa parametri ancora più severi in tema di particolato (PM10 e PM2,5), sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo". Il commento di Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore Taranto. La Bce lascia i tassi fermi. Intanto la Lagarde annuncia che lascia nel 2027 La Bce ha lasciato i tassi d'interesse fermi: il tasso sui depositi resta al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. La decisione era largamente attesa dagli investitori. "Le condizioni di finanziamento si sono inasprite dall'ultima riunione del Consiglio direttivo ed è probabile che questo inciderà sull'inflazione e sulla crescita". Lo dice la Bce in un comunicato dopo la decisione di lasciare i tassi invariati. "Sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l'inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase" sottolinea l'istituto centrale. Lagarde é francese e si vociferava potesse lasciare prima per impegnarsi nella politica del suo Paese nel difficile anno delle elezioni presidenziali. Ma é probabile che accetti invece l'incarico di presidente del World Economic Forum e succeda al fondatore, Klaus Schwab. Poco prima che arrivasse la decisione della Bce, la presidente della Bce, Christine Lagarde ha annunciato sui social che lascerà la guida dell'Istituto dal prossimo 7 febbraio. Secondo diverse ricostruzioni l’irritazione nelle cancellerie europee è palpabile: le dimissioni della presidente prima della scadenza naturale di ottobre sono considerate un regalo di Lagarde al presidente francese uscente Emmanuel Macron, che vuole evitare che il prossimo numero uno dei guardiani dell’euro sia scelto da Marine Le Pen, leader di destra del Rassemblement national e favorita nei sondaggi per le presidenziali del 2027. Sul possibile successore di Lagarde si sono cristallizzati due nomi, nella ridda degli ultimi mesi: gli ex governatori delle banche centrali olandese e spagnola, Klaas Knot e Pablo Hernandez de Cos. Entrambi hanno incontrato il cancelliere Friedrich Merz nelle scorse settimane. E per la Germania si pone il problema che pur essendo “l’azionista di maggioranza” della Bce, non ha mai espresso un presidente. Perciò Berlino sta puntando a conquistare la poltrona del capoeconomista o quella di consigliere con la delega sui mercati. Ne parliamo con Franco Bruni, professore emerito del dipartimento di Economia dell’Università Bocconi, dirige l'Osservatorio Europa e Governance Globale dell'ISPI. Mps, bocciato il piano Lovaglio: no all’Ops su BancoBpm e Banca Generali, addio alla fusione con Mediobanca L'assemblea di Mps ha bocciato la proposta di fusione tra Mediobanca e il Monte dei Paschi di Siena. La delibera, per la cui approvazione sarebbero serviti i due terzi dei voti, ha raccolto il voto contrario del 63,65% del capitale presente, quello favorevole del 32,91% mentre gli astenuti sono stati il 3,42%. Per effetto della bocciatura della fusione, non verrà trattato il secondo punto all'ordine del giorno della parte straordinaria, relativo alle scissioni legate alla fusione, mentre la discussione dei punti 4 e 5 è stata posticipata, in attesa di capire se l'assemblea, in sede straordinaria, intenda ridurre il capitale sociale. A questo punto è stata disposta dal presidente Cesare Bisoni una pausa di mezz'ora dei lavori assembleari. L'esito dell'assemblea segna una battuta d'arresto per la strategia di crescita attraverso acquisizioni e per l'integrazione societaria con Mediobanca, mentre resta da seguire l'evoluzione del risiko bancario e dell'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps. Anche se Lovaglio ha sottolineato in assemblea che il voto "non e' il verdetto finale sul futuro del Monte", ma "solo un passaggio", ricordando che tra l'assemblea e l'obiettivo dichiarato da Intesa resta il vaglio dell'Antitrust. Inoltre Gli azionisti di Mps hanno bocciato anche l'offerta pubblica di scambio su Banca Generali, dopo aver fermato quella su Banco Bpm. I voti contrari sono stati pari al 90,9% del capitale presente, quelli favorevoli pari al 6,66% e gli astenuti pari al 2,41%. La bocciatura delle due offerte sancisce lo stop definitivo al piano dell'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, per resistere all'offerta di Intesa Sanpaolo.  Facciamo il punto con Luca Davi - Il Sole 24 Ore.

  3. 4d ago

    Focus Economia del 28 ottobre 2026

    Facciamo il punto sulle novità della manovra finanziaria.Con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore Imprese: Unioncamere, chi esporta è il 20% più produttivo A parità di dimensione, settore e localizzazione geografica, le imprese esportatrici registrano una produttività del lavoro superiore di circa il 20% rispetto a quelle che non esportano. Già all’inizio dell’attività sui mercati esteri, la produttività aumenta di circa il 6% rispetto a quando l’impresa operava solo sul mercato domestico. È il quadro che emerge dall’indagine condotta nel 2026 da Unioncamere e dal suo Centro studi Tagliacarne su 4.500 imprese, diffusa in occasione dell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio, a Roma, alla presenza del Vice premier e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani. Ne parliamo con Andrea Prete, presidente di Unioncamere ASviS, Italia a marcia indietro su sviluppo sostenibile, meta 2030 si allontana Un'Italia molto lontana dall'attuazione dell'Agenda 2030: nel 2025, l'indice che sintetizza la performance rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile è sostanzialmente fermo e ben sei Obiettivi registrano un peggioramento rispetto all'anno precedente. Inoltre, il 58% dei 38 target quantitativi fissati per il 2030 non appaiono raggiungibili, una percentuale invariata rispetto allo scorso anno, nonostante gli effetti positivi del Pnrr. Inoltre soprattutto in campo ambientale e sociale, le norme e le politiche esistono, ma la loro attuazione è decisamente insufficiente. Sono i punti principali del nuovo Rapporto annuale dell'ASviS, presentato oggi a Roma, che fotografa le condizioni di vita delle persone e soprattutto delle giovani generazioni: 1,1 milioni di minori vivono in famiglie che sono in povertà assoluta; solo il 31,1% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato a fronte dell'obiettivo del 45% entro il 2030; la riduzione della dispersione scolastica si accompagna ad un peggioramento delle competenze degli studenti; circa il 16% degli adolescenti e delle adolescenti e quasi un giovane su cinque nella fascia 18-34 anni presentano disagi psicologici e oltre 600mila minori sono seguiti dai Dipartimenti di Salute Mentale. Interviene Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS

  4. 5d ago

    Anthropic, in rampa di lancio la più grande Ipo di sempre

    Si avvicina una delle più grandi Ipo di sempre, forse la più grande nella storia della Borsa americana. Anthropic, la società di intelligenza artificiale fondata nel 2021 da Dario e Daniela Amodei insieme a un gruppo di ricercatori fuoriusciti da OpenAI, ha depositato alla Securities and Exchange Commission (Sec) il prospetto per la quotazione al Nasdaq, dove le azioni saranno scambiate con il simbolo ANT. Il calendario prevede l'avvio del roadshow nella settimana del 9 novembre e lo sbarco in Borsa prima del Ringraziamento, con Goldman Sachs e Morgan Stanley come banche capofila. Mancano ancora il numero di titoli offerti e la forchetta di prezzo, ma la società che sviluppa Claude potrebbe puntare a una raccolta compresa tra 85 e 100 miliardi di dollari, superando il record degli 85,7 miliardi raccolti da SpaceX a giugno. La valutazione complessiva di Anthropic potrebbe attestarsi tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari, contro i 965 miliardi dell'ultimo round privato di maggio. Anthropic arriva al mercato con numeri di crescita che hanno pochi precedenti. Nel primo semestre del 2026 i ricavi sono stati pari a 16,3 miliardi di dollari, contro 1,2 miliardi nello stesso periodo dell'anno precedente, mentre la perdita netta ha raggiunto gli 80,7 miliardi di dollari. Una cifra che, tuttavia, va letta con attenzione, perché in gran parte deriva da una rettifica contabile senza uscita di cassa, legata all'aumento del valore stimato di strumenti di finanziamento convertibili in azioni. La crescita è stata trainata soprattutto da Claude Code, lo strumento di programmazione assistita, e dai nuovi modelli di intelligenza artificiale. Nel terzo trimestre i ricavi sono saliti a 16,8 miliardi, il 45% in più rispetto al secondo. Il commento di Biagio Simonetta, Il Sole 24 Ore. Ex Ilva, nuova inchiesta sulla gestione Morselli: chiesti gli arresti domiciliari Una nuova inchiesta della Procura di Taranto coinvolge la precedente gestione dell’Ex Ilva, quando la multinazionale ArcelorMittal era socio di maggioranza e Lucia Morselli ricopriva il ruolo di amministratore delegato. La Procura ha infatti chiesto gli arresti domiciliari per Morselli, per Alessandro Labile, ex direttore dello stabilimento di Taranto, e per Francesco Astorri, dell’Ispra, l’istituto pubblico incaricato dei controlli ambientali in fabbrica. Le ipotesi di reato comprendono associazione per delinquere, inquinamento, disastro ambientale, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, corruzione, truffa aggravata e falso. Si tratta di accuse che dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie. La vicenda si inserisce in una fase particolarmente delicata per l’azienda, con la crisi produttiva e occupazionale ancora aperta. Oggi (alle 17:00) il Governo incontra a Palazzo Chigi i sindacati e Federmanager, mentre al Senato questa mattina ci sono state le audizioni sul nuovo decreto legge dedicato all’Ex Ilva, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. Resta inoltre attesa la decisione della Corte di Cassazione sul decreto della Corte d’Appello di Milano relativo all’area a caldo dello stabilimento di Taranto, impugnato da Ilva e Acciaierie d’Italia. Ne parliamo con Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore Taranto. Manovra, per gli under 30 una mini Irpef ma salta il taglio al ceto medio La maggioranza sembra avere individuato la soluzione alle partite più complicate per chiudere l’accordo sulla manovra. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando della manovra in collegamento con il Festival delle Regioni, questa mattina ha dichiarato: "Con la Commissione europea abbiamo fato progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili. Soltanto con questo grado di certezza io mi ritengo in grado di firmare una proposta e andare in consiglio dei ministri domani".  Dal vertice delle ultime ore è emersa un’intesa su Irpef e pensioni, restando nel perimetro dei circa 23,5 miliardi di risorse della legge di Bilancio. Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche ci sarà una mini Irpef destinata agli under 30, con il taglio delle tasse fino a una soglia di reddito che ancora deve essere fissata (salta l’estensione dell’aliquota al 33% fino ai 55-60 mila euro di reddito). La certezza è che ormai tutti sarebbero d’accordo sulla misura.  Mentre il tema pensioni, con la richiesta della Lega di abbassare la soglia per lasciare il lavoro a 64 anni, sarebbe in via di risoluzione con la costituzione di un nuovo fondo dedicato alla flessibilità in uscita, ma lo stanziamento sarà disponibile a partire dal prossimo anno, a stabilirlo sarà un successivo decreto. Nello specifico, come scritto stamattina da Trovati sul Sole, lo stallo intorno alla proposta leghista sull'opzione del pensionamento anticipato dei 64enni (con 36 anni di anzianità in una replica depotenziata della vecchia Quota 100) è stato superato rinviando le decisioni a gennaio: come nel 2018, ma con meno soldi a disposizione, la manovra si limiterà ad appostare un fondo di qualche centinaio di milioni, per aprire canali di flessibilità in uscita a poche selezionate platee. Facciamo il punto con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore. Faac, dice no ai fondi d’investimento: 15 milioni alla beneficenza e fatturato verso i 750 milioni La Facc Technologies (Fabbrica Automatismi Apertura Cancelli), multinazionale di Zola Predosa (Bologna) specializzata nei sistemi di automazione per cancelli e porte, lasciata in eredità alla Curia nel 2012 dall'ultimo proprietario Michelangelo Manini, figlio del fondatore e azionista di maggioranza, continua a crescere e si prepara a raggiungere i 750 milioni di euro di fatturato nel 2026. Un successo economico che si traduce anche in maggiori risorse per la solidarietà: i dividendi destinati alla Chiesa di Bologna hanno infatti raggiunto i 15 milioni di euro (rispetto ai 12,4 dell'anno scorso e 6 milioni del 2024), utilizzati per finanziare attività di beneficenza. Lo comunica il presidente esecutivo del gruppo Andrea Moschetti, incaricato dalla Chiesa per guidare l’azienda, proprio nel giorno in cui Faac Technologies annuncia due nuove acquisizioni di imprese all’estero, la Peters Türanlagen in Germania e Rubek Automatic Doors in Australia, due imprese di servizi attorno ai 5 milioni di ricavi e 40 dipendenti ciascuna che contribuiscono ad arricchire il già ricco portafoglio di partecipazioni della Faac. «Portiamo avanti le acquisizioni, tutte autofinanziate», sottolinea Moschetti, che segnala che il mercato americano va molto bene «nonostante i dazi» e che tira anche il mercato africano, mentre in Italia «si soffre un po’». Il valore dell’azienda è stimato intorno ai 2 miliardi di euro e la proprietà ecclesiastica ha respinto le offerte di diversi fondi d’investimento (tra i quali tre giganti internazionali come Cvc Capital Partners, Blackstone, ed Eqt). La posizione del cardinale di Bologna Matteo Zuppi, che controlla la società attraverso la Curia, è netta: "Abbiamo detto di no - spiega Zuppi - perché i fondi hanno come unico obiettivo l’aumento del fatturato e del profitto, mentre il centro dell’economia deve essere l’uomo. È chiaro che i conti devono essere a posto, ma il profitto non è l’unico parametro per valutare il valore del lavoro". Se ne discute con Andrea Moschetti, Presidente esecutivo di FAAC Technologies.

  5. 6d ago

    L'allarme di Federchimica, settore sull'orlo di una "crisi esistenziale"

    Si è svolta questa mattina a Milano l’Assemblea 2026 di Federchimica dal titolo «Dalla molecola al prodotto: la chimica all'origine dell'industria», presieduta dal Presidente dell'associazione, Francesco Buzzella. Il quadro delineato nel corso dell'assemblea dal Presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, e dai dati della nota economica diffusa dall'associazione mostra una situazione di forte criticità per l'intero comparto. A livello europeo, la capacità produttiva persa nel settore chimico tra il 2022 e il 2025 è stata di 37 milioni di tonnellate (pari a circa il 9% del totale), con circa 110.000 posti di lavoro coinvolti; negli ultimi quattro anni, inoltre, le chiusure di impianti annunciate in Europa sono sestuplicate. In Italia la produzione risulta inferiore di oltre il 13% rispetto ai livelli del 2021, penalizzata da costi energetici e delle materie prime non competitivi e da una persistente debolezza della domanda industriale. In apertura dei lavori, il Presidente Buzzella ha lanciato un forte allarme sullo stato dell'industria: «Siamo un mercato interessante e stabile che gran parte del mondo ci invidia per i suoi 450 milioni di consumatori e per i nostri risparmi, ma siamo davvero sull'orlo di una crisi esistenziale. I motivi risiedono nei costi energetici e delle materie prime, nel dumping cinese, nelle carenze infrastrutturali, nella perdita di competitività e nell'eccesso di normative. A volte sembra di trovarci sul ponte di una nave a fissare l'orizzonte senza essere in grado di afferrare il timone». Il commento di Francesco Buzzella, presidente di Federchimica. Caporalato nell’edilizia, l’impegno di Assimpredil Ance per contrastare lo sfruttamento e promuovere la legalità nei cantieri Il settore edile rappresenta una delle più semplici porte d’ingresso nel mondo del lavoro per chi ha poche competenze e soprattutto per i cittadini stranieri, ma proprio questa caratteristica può esporre i lavoratori più vulnerabili al rischio di sfruttamento e caporalato.  Secondo i dati della Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza, il 70% dei lavoratori è straniero e il 30% delle imprese ha un titolare straniero. Un fenomeno che rende ancora più importante il ruolo delle imprese edili come presidi sul territorio per promuovere la sicurezza, la legalità e la coesione sociale. In questo contesto si inserisce l'impegno quotidiano di Assimpredil Ance per la corretta e regolare gestione dei cantieri e il contrasto alle forme di lavoro irregolare. Un esempio concreto arriva dalla vicenda degli operai impiegati nella costruzione del consolato americano a Milano, finiti al centro di un'inchiesta per grave sfruttamento. Dopo il commissariamento dell'azienda dell'Alabama Caddell, accusata di aver sottoposto i lavoratori a condizioni di sfruttamento, Assimpredil Ance ha avviato un confronto con le organizzazioni sindacali per valutare la possibilità di ricollocare parte degli operai nelle imprese edili milanesi e dell'hinterland. Facciamo il punto con Dario Fiersech, vicepresidente vicario di Assimpredil Ance con delega ai rapporti sindacali Cina, al via il plenum del Comitato centrale del Partito comunista Il presidente Xi Jinping e alti funzionari cinesi hanno dato il via oggi a Pechino a un'importante riunione dedicata alla governance del Partito comunista cinese (Pcc) al potere. Il plenum del Comitato centrale del Pcc, che conta circa 300 membri, ha l'obiettivo di rafforzare la disciplina all'interno del partito, ridurre la corruzione e rendere i quadri dirigenti più efficienti e leali, secondo i media statali. Nello specifico: dal 26 al 29 ottobre i circa 300 membri effettivi e supplenti del Comitato però lavoreranno sulle questioni legate al cosiddetto “autogoverno completo e rigoroso del partito”, con l’obiettivo di rafforzare la disciplina, l’obbedienza e l’efficienza dei funzionari e consolidare l’autorità della leadership di Xi Jinping che si avvicina alla nuova riconferma quinquennale. Intanto secondo un’analisi dell’Ispi: «È la Cina di Xi a essere di gran lunga il primo autore per eventi di coercizione economica pesati per la loro gravità». Il livello di pressioni, restrizioni o minacce in ambito commerciale o finanziario utilizzate da altri Paesi per condizionare le decisioni politiche dell’Unione europea è aumentato di otto volte dal 2018 a oggi. Gli autori di queste pressioni sono prevalentemente tre: Cina, Stati Uniti e Russia. Ma la minaccia più persistente e duratura arriva da Pechino, come evidenzia la nuova analisi dell’Ispi «Sicurezza economica, Ue contro tutti?», pubblicata alla vigilia dell’accordo raggiunto a Pechino dal commissario Ue al Commercio Maroš Šefcovic e il ministro del Commercio cinese Wang Wentao, dopo mesi di trattative, che potrebbe ridurre di oltre la metà le esportazioni cinesi di auto ibride e ibride plug-in verso l’Ue nell’arco di quattro anni. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com

  6. Oct 23

    Domani a Milano due presidi autorizzati, preoccupazione per piazza Duomo. Sentiamo chi presidia il territorio

    Sono due domani a Milano i presidi autorizzati dalla Questura mentre rimane la preoccupazione per quanto potrà accadere nel pomeriggio in piazza Duomo e dintorni, teatro di devastazioni lo scorso fine settimane, dove per tutta la giornata Forze dell'ordine e parà della Folgore saranno schierati per monitorare eventuali assembramenti, dei quali a ora si ha notizia solo via social. Al netto della gestione dell'ordine pubblico ci interessa capire chi presidia tutti i giorni il territorio che fa un lavoro enorme per integrare e contrastare il disagio giovanile. Va ricordato che: sono centinaia i ragazzi bloccati tra sabato e domenica e accompagnati in questura per essere identificati. Nell'80% dei casi si tratta di minorenni. Tra loro c'è bambino di 11 anni. Il ragazzino non è imputabile. Nei video compare vestito di scuro e con il passamontagna, durante le devastazioni a Milano, è ripreso mentre esce da un negozio e in mezzo alla strada con i soli occhi scoperti. “Già domenica hanno cominciato a girare i video. I suoi occhi, bellissimi, sono inconfondibili. È uno dei momenti più brutti che ho vissuto nella mia carriera”, spiega al Corsera la dirigente dell'istituto comprensivo del quartiere Barona raccontando anche lo scoramento dei docenti che lo seguono e il senso di impotenza che vive la scuola difronte a queste situazioni. Ragioniamo insieme a Alem Gracic, Segretario Generale della FILCA CISL Lombardia.

  7. Oct 22

    Pensioni, coi nuovi coefficienti fino a 845 euro in meno annui

    Assegno della pensione più leggero dal primo gennaio 2027 con i nuovi coefficienti di trasformazione pensionistica che penalizzano integralmente le pensioni del sistema contributivo e parzialmente quelle del sistema misto (per la quota contributiva). Rispetto al 2025-2026, nel prossimo biennio con l’uscita a 67 anni, chi guadagna 30mila euro, 40mila o 50mila euro può arrivare a perdere rispettivamente fino a 372, 496 e 620 euro lordi l’anno. Sull’intera speranza di vita la perdita per chi esce a 67 anni vale fino a circa 7.300, 9.700 e 12.100 euro. Il picco si ha per chi esce a 71 anni con la pensione di vecchiaia contributiva, con una retribuzione di 50mila euro si stima una perdita annua di 845 euro. Questo è l’effetto del decreto direttoriale dei ministeri del Lavoro e dell’Economia che ha rivisto al ribasso i coefficienti per il prossimo biennio, come anticipato da Il Sole 24 ore del 20 ottobre. Inoltre per effetto della scorsa legge di Bilancio nel 2027 scatta l’aumento di un mese dei requisiti pensionistici che porta l’età per il pensionamento di vecchiaia a 67 anni e un mese, e l’anzianità contributiva per la pensione anticipata a 42 anni e 11 mesi per gli uomini (41 anni e 11 mesi per le donne). Nel 2028 si aggiungono ulteriori due mesi per i requisiti pensionistici, e l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e tre mesi, mentre per la pensione anticipata i contributi salgono a 43 anni e un mese per gli uomini (42 anni e un mese per le donne) Per la pensione anticipata va considerata anche la finestra mobile di tre mesi. Facciamo il punto con Giorgio Pogliotti, Il Sole 24 Ore. Borse in profondo rosso con vendite sul tech e super greggio, alta tensione sui bond Proseguono in rosso, senza nessun appiglio per un'inversione di rotta, le Borse europee, appesantite dai conti in chiaroscuro delle prime Big Tech americane, dalla nuova impennata dei rendimenti obbligazionari e dalla corsa del petrolio, mentre la tensione in Medio Oriente non accenna a diminuire. Non convincono in particolare le trimestrali di Tesla e Meta, che riaccendono i dubbi sulla capacità delle aziende tecnologiche di generare redditività a fronte degli imponenti investimenti per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.  Milano, arrivata a perdere fino al 2%, cede l'1,6%, con Technoprobe e Prysmian maglia nera, entrambe in calo del 4,34%, seguite da Stmicroelectronics (-3,74%). Sotto vendita anche le banche, con Intesa Sanpaolo che perde il 2,75% e Unicredit il 2,66%. In rosso anche gli altri listini europei: Francoforte cede lo 0,9%, Parigi l'1,31% e Madrid l'1,41%. Al contempo continua a pesare la tensione sui titoli di Stato, soprattutto in Francia, dove la persistente incertezza politica, l'imminente revisione del rating sovrano e le forti pressioni di rifinanziamento stanno minando la fiducia degli investitori. A preoccupare è soprattutto lo scetticismo sulla capacità del governo di ridurre il deficit di bilancio al 5% del Pil entro il 2027, con una proposta di bilancio che deve superare numerosi ostacoli in un Parlamento politicamente frammentato. Il rendimento dell'Oat decennale francese è salito al 5,142%, il livello più alto dal 2002, mentre lo spread rispetto al Bund tedesco si è ampliato fino a 177 punti base, sui massimi dalla fine del 2011. Circa il 30% dei titoli di Stato francesi giungerà a scadenza entro i prossimi tre anni e dovrà essere rifinanziato a costi significativamente più elevati. Per il 2027 il Tesoro francese prevede emissioni per 340 miliardi di euro, contro i 310 miliardi del 2026. L'attenzione è ora concentrata sulla revisione del rating della Francia da parte di Moody's, attesa per venerdì, con un declassamento ampiamente anticipato. In Italia, lo spread tra Btp e Bund oscilla intorno ai 124 punti base, con il rendimento del decennale al 4,61%. Il commento di Vito Lops, Il Sole 24 Ore. Autotrasporto: Fedralog sospende il fermo in Calabria, ma resta il nodo del gasolio. Dal Governo 105 milioni per il settore  La Federazione regionale della logistica (Fedralog) ha sospeso la protesta dei camionisti in Calabria per senso di responsabilità verso cittadini e imprese, riattivando i rifornimenti di carburante e le consegne di generi alimentari nei supermercati della regione. La decisione si basa sulla fiducia accordata alle istituzioni a seguito dei primi passi avanti nei tavoli di confronto (tra cui l'ascolto su sospensione dei leasing e credito d'imposta per i mezzi). Contestualmente, il Consiglio dei Ministri ha varato un pacchetto di aiuti da 175 milioni di euro per autotrasporto, agricoltura e pesca contro il rincaro dei carburanti: nello specifico, ai Tir sono destinati 105,2 milioni di euro complessivi tra rifinanziamento del credito d'imposta per il periodo marzo-agosto 2026 (che sale a 480 milioni) e nuove coperture per le spese di settembre e ottobre. La sospensione del blocco resta tuttavia temporanea: Fedralog attende dal Governo e dal ministro Matteo Salvini risposte concrete nell'incontro del 27 ottobre, in particolare sull'introduzione di un tetto al prezzo del gasolio, avvertendo che in mancanza di misure adeguate la mobilitazione riprenderà con un corteo di Tir verso Roma. Ne parliamo con Domenico Notaro, portavoce per la Calabria della Fedralog.

  8. Oct 21

    Consumi elettrici ai massimi dal 2014, cresce il peso delle rinnovabili ma il prezzo dell'energia resta legato al gas

    Secondo i dati diffusi oggi da Terna, a settembre il fabbisogno elettrico nazionale ha raggiunto 27,8 TWh, in aumento del 6,5% rispetto allo stesso mese del 2025: si tratta del valore più alto registrato nel mese di settembre dal 2014.  La crescita della domanda prosegue ininterrottamente da settembre dello scorso anno. Nei primi nove mesi del 2026 la domanda elettrica è cresciuta di circa 12 TWh (+5,2%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Parallelamente aumenta la produzione di energia da fonti rinnovabili, che nei primi nove mesi dell'anno ha coperto il 42,1% del fabbisogno elettrico nazionale, grazie soprattutto alla crescita del solare (+20,5%) e dell'eolico (+7%). Eppure, nonostante il peso crescente delle rinnovabili, il prezzo dell'elettricità continua a essere fortemente influenzato da quello del gas naturale. Il motivo risiede nel funzionamento del mercato elettrico, basato sul meccanismo del prezzo marginale: nelle ore in cui le centrali a gas sono necessarie per soddisfare la domanda, sono spesso queste ultime, caratterizzate da costi di produzione più elevati, a determinare il prezzo all'ingrosso riconosciuto anche all'energia prodotta da fonti meno costose. Si crea così un paradosso: mentre il sistema elettrico italiano riduce progressivamente la propria dipendenza dai combustibili fossili, famiglie e imprese continuano a risentire delle oscillazioni del prezzo del gas. Un problema evidenziato anche dal rapporto sul Pniec presentato oggi dal think tank Ecco, secondo cui la crescita delle rinnovabili non si traduce ancora pienamente in benefici economici per i consumatori. Ne parliamo con Maurizio Delfanti, professore del dipartimento di Energia del Politecnico di Milano sulle rinnovabili. Protesta tir: blocchi su strada, scaffali vuoti e benzinai chiusi. Scorta per beni essenziali Si inasprisce la protesta degli autotrasportatori in Campania. Chiusi il nodo tra l'A1 e l'A30 Caserta-Salerno dalle 7 circa per chi proviene da Roma, lo svincolo di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze e il nodo tra l'A1 e la Sp1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la Ss7 Appia. Si registrano 3 chilometri di coda verso Napoli e 2 chilometri verso Roma. A presidiare le aree interessate dai disagi ci sono gli agenti della polizia stradale e il personale di Autostrade per l'Italia, società che consiglia agli automobilisti percorsi alternativi attraverso la viabilità ordinaria, con uscite e rientri in autostrada in altre località a seconda della provenienza e della destinazione. Le associazioni di autotrasporto: “Il governo intervenga per fermare i blocchi”. Gli Industriali di Campania, Puglia e Calabria: “Imprese al collasso, ora risposte”. Dopo l'incontro di ieri tra il ministro Matteo Salvini e le rappresentanze dell'autotrasporto, i sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, in una nota congiunta, prendono atto degli impegni annunciati e tornano a chiedere un intervento urgente per fronteggiare le gravi criticitò che stanno interessando le citta' del Mezzogiorno. "Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell'autotrasporto - si legge nella nota - la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore. A Napoli, Bari e in numerosi altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano. Non siamo più di fronte a una crisi circoscritta al settore dell'autotrasporto, ma a un'emergenza che rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre piuù pesanti". Il commento di Domenico Notaro, portavoce per la Calabria della Fedralog. Protesta Tir: Federdistribuzione, situazione critica al Sud Federdistribuzione ha preso atto con favore degli esiti del tavolo che si è svolto ieri tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni dell'autotrasporto, che ha consentito di individuare una prima serie di soluzioni per rispondere alle difficoltà di un settore fortemente colpito dall'aumento dei costi del carburante. Permane tuttavia, si legge in una nota, una situazione di forte criticita' nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Puglia, Calabria e Campania, dove il blocco della circolazione delle merci non solo continua, ma in molti territori risulta in ulteriore peggioramento. Le consegne stanno subendo pesanti ripercussioni e, in numerosi casi, le merci sono bloccate nei centri distributivi senza poter raggiungere i punti vendita. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i prodotti deperibili, molti dei quali risultano ormai inutilizzabili, con un crescente danno economico e un inaccettabile spreco di beni alimentari. La situazione, prosegue Federdistribuzione, sta generando rilevanti disagi per supermercati e punti vendita, che registrano carenze sempre più diffuse di prodotti sugli scaffali. Se questa condizione dovesse protrarsi ulteriormente, il rischio è quello di dover sospendere l'attività di numerosi esercizi commerciali, con inevitabili ripercussioni anche sui lavoratori coinvolti Le criticita' riguardano inoltre l'intera filiera agroalimentare. Molti produttori agricoli stanno infatti incontrando enormi difficoltà nel conferire i propri raccolti e, in numerosi casi, rischiano di perdere intere produzioni a causa dell'impossibilità di trasportarle verso i mercati di destinazione. Facciamo il punto con Carlo Alberto Buttarelli - Presidente Federdistribuzione.

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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa. 

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