Jazz Anthology

Radio Popolare

"Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).

  1. FEB 23

    Gregg Belisle Chi: Slow Crawl; Alexis Marcelo: Solo PIano; Angelika Niescier: Chicago Tapes (tutti album Intakt)

    Tre brillanti uscite recenti della dinamica etichetta svizzera Intakt. Negli ultimi anni la intakt ha pubblicato diversi album del sassofonista newyorkese Tim Berne - dagli anni ottanta figura cruciale dell'avanguardia - fra cui un suo duo con il chitarrista Gregg Belisle Chi: del quale adesso la Intakt propone un album di interpretazioni in solo di musiche di Tim Berne, alcune già sperimentate da Berne e Belisle Chi in vari organici, altre composte dal sassofonista appositamente per questo album. Se si è avuta l'occasione di ascoltare Alexis Marcelo - newyorkese, afrolatino, con un background musicale molto interessante e articolato - per esempio accanto a James Brandon Lewis, si è rimasti con il desiderio di approfondire la conoscenza del suo pianismo: complimenti alla Intakt che gli ha offerto una bella vetrina dandogli l'opportunità di un piano solo. La sassofonista tedesca Angelika Niescier, che già aveva robusti rapporti con la scena newyorkese, negli ultimi anni ha intensificato quelli con la scena chicagoana: assieme a figure molto rappresentative dell'avanguardia della Windy City, Nicole Mitchell al flauto, Dave Rempis al sax alto e tenore, Jason Adasiewicz al vibrafono, Mike Reed alla batteria, e a Luke Stewart, bassista degli Irreversible Entanglements, Angelika Niescier crea una musica con una grande coesione di gruppo e di rimarchevole densità e slancio. A cura di Marcello Lorrai.

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  2. FEB 16

    Grandi inediti: Horace Silver - Silver in Seattle: Live at the Penthouse

    La Blue Note sta puntando su live inediti di grandi protagonisti del jazz pescando in un'epoca ricca di grande musica dal vivo, la metà degli anni sessanta: come il travolgente live del gruppo di McCoy Tyner e Joe Henderson allo Slugs nel '66 portato alla luce nel 2024 e di cui ci siamo a suo tempo occupati (puntata del 30 dicembre 2024). Adesso - con un album disponibile in Cd e Lp - è la volta di Horace Silver, dal vivo nel '65 al Penthouse di Seattle con un quintetto in cui ritroviamo al sax tenore appunto Joe Henderson, e completato dal grande Woody Shaw alla tromba, e da Teddy Smith al contrabbasso e Roger Humphries alla batteria. Sinonimo di hard bop, il genere di cui con Art Blakey alla metà degli anni cinquanta è stato all'origine, emblema della Blue Note, per la quale tra i cinquanta e i settanta incide una trentina di album, all'epoca di questo live Silver è all'apice della popolarità: all'inizio del '65 è uscito l'album Song for My Father, che prende il titolo da uno dei suoi brani più fortunati, e che resterà il suo album di maggiore successo. In questo live Silver interpreta Song for My Father, ma anticipa anche un altro fortunato brano, The Cape Verdean Blues, che darà il titolo al suo album successivo, inciso un paio di mesi dopo l'ingaggio al Penthouse. Un genere - l'hard bop - accattivante, brani di grande presa, e musicisti eccellenti come Henderson e Shaw: senza dimenticare che - come si può ben cogliere da questo inedito - Silver è stato anche uno dei pianisti più importanti e coinvolgenti degli anni cinquanta e sessanta.

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  3. FEB 9

    1955: Erroll Garner - Concert by the Sea

    Uscito a tamburo battente nell'ottobre '55 - il mese dopo l'esibizione da cui fu ricavato - Concert by the Sea di Erroll Garner è stato uno dei successi più clamorosi del jazz degli anni cinquanta e di tutta la vicenda di questa musica, e continua ancora oggi ad essere uno dei dischi di jazz più popolari. Autentico fenomeno - un virtuoso dello strumento che non imparò mai a leggere la musica - il pianista afroamericano era in ascesa sulla scena del jazz dalla metà degli anni quaranta, ma il vero decollo della sua carriera avviene proprio a partire dalla metà degli anni cinquanta. Nell'estate del '54 Garner registra per la prima volta una sua composizione, Misty, che esce poi nel '55 nel suo album Contrasts, e che avrà un successo enorme. Ma è proprio con Concert by the Sea che Garner consolida definitivamente la sua popolarità. Guidato da uno straordinario fiuto, George Avakian, produttore della Columbia, decise di pubblicare l'album benché la registrazione, effettuata da un militare che lavorava per il network radiofonico delle forze armate, fosse tecnicamente tutt'altro che impeccabile: ma il pubblico fu conquistato dalla freschezza, dalla verve, dalla comunicativa del pianismo di Garner e del suo trio, e prima della fine dell'anno il disco aveva venduto già 225mila copie. L'esibizione di Garner era uno degli appuntamenti jazzistici organizzati a Carmel, in California, dall'animatore radiofonico e produttore Jimmy Lyons: concerti che rappresentano le premesse del festival di Monterey che Lyons avrebbe poi varato nel '58. A cura di Marcello Lorrai.

    1h 3m
  4. JAN 26

    Grandi inediti - Bill Evans: Haunted Heart. The Legendary Riverside Studio Recordings / Libri - Enrico Pieranunzi: Bill Evans. Ritratto d'artista con pianoforte

    Se il pianismo di Bill Evans ha avuto dalla fine degli anni cinquanta una enorme influenza sul pianismo jazz successivo, i suoi trii sono stati fondamentali per il rinnovamento della logica dell'interplay del trio piano-basso-batteria, e su questo il trio con Scott LaFaro al contrabbasso e Paul Motian alla batteria ha avuto una importanza decisiva. Portrait in Jazz e Explorations sono i due album di studio realizzati da Evans con LaFaro e Motian, usciti rispettivamente nel '60 e nel '61: che ci permettono di entrare nel laboratorio - nel momento in cui è allo stato nascente - della nuova dimensione del piano trio. Delle sedute da cui nacquero i due album, in occasione delle successive ripubblicazioni in Cd erano emerse diverse tracce inedite: ma la raccolta recentemente pubblicata dalla Craft (triplo Cd, quintuplo vinile o digitale) porta alla luce ben diciassette altre tracce inedite, che oltre a darci nuove occasioni di piacere incrementano le possibilità di confronto fra diverse interpretazioni degli stessi brani nel corso di una seduta, portandoci dunque ancora più all'interno del laboratorio del trio. E sono proprio le tracce inedite prima di questa raccolta che privilegiamo in questa puntata. Per ricordare che cosa rappresentano i due straordinari album di Bill Evans ci facciamo aiutare dal libro di Enrico Pieranunzi - da decenni uno dei maggiori pianisti italiani e assai considerato anche oltre Atlantico - pubblicato negli anni novanta e ora opportunamente riproposto dal Saggiatore (Bill Evans. Ritratto d'artista con pianoforte, 220 pp. circa, 18 euro). Pieranunzi, che ha profondamente meditato la lezione di Evans, è nella migliore posizione per illuminare i procedimenti "tecnici" del pianista, ma, in un libro scritto con finezza, accurato e allo stesso tempo agile, dedica molto spazio al "senso" più profondo della sua musica. A cura di Marcello Lorrai.

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"Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).

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