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Dall'Intelligenza artificiale alla blockchain, dai nuovi materiali alle tecnologie per la sostenibilità, dalle nano-scienze alla robotica, dalla bioingegneria allo spazio: l'innovazione è protagonista a Smart City, ogni giorno, con una nuova tecnologia raccontata da personalità del mondo della ricerca, delle imprese e delle start-up.

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Dall'Intelligenza artificiale alla blockchain, dai nuovi materiali alle tecnologie per la sostenibilità, dalle nano-scienze alla robotica, dalla bioingegneria allo spazio: l'innovazione è protagonista a Smart City, ogni giorno, con una nuova tecnologia raccontata da personalità del mondo della ricerca, delle imprese e delle start-up.

    Trasmissione del 16 aprile 2021

    Trasmissione del 16 aprile 2021

    Celle fotovoltaiche organiche: scoperto a Milano meccanismo cruciale per la loro efficienza

    Celle fotovoltaiche organiche: scoperto a Milano meccanismo cruciale per la loro efficienza

    Immaginate ombrelloni, cofani e giubbotti fotovoltaici. Immaginate, in buona sostanza, di poter spalmare su qualunque superficie, rigida o flessibile, piatta o curva, una sottilissima pellicola capace di produrre energia elettrica con la luce del sole. Questa prospettiva si chiama fotovoltaico organico e da anni è un vero rompicapo per ricercatori in tutto il mondo. Infatti, fra le possibili alternative al silicio, il fotovoltaico organico è quello che sulla carta offre i maggiori vantaggi: è a bassissimo impatto ambientale, facile da produrre e da smaltire. Ma è anche il più complesso: la fisica dei composti organici, infatti, è molto più varia e complicata di quella dei composti minerali, come il silicio, e presenta una gran numero di problemi irrisolti. La notizia è che uno studio recentemente pubblicato su Nature Communications da scienziati del Politecnico di Milano e dell'IFN-CNR ha permesso di far luce su alcuni meccanismi prima ignoti, che offrono un criterio fondamentale per guidare lo sviluppo di questa tecnologia in futuro.Ospite Franco Camargo, ricercatore dell'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR

    Responsive polimers: il futuro in una pigna

    Responsive polimers: il futuro in una pigna

    Si chiamano Responsive polimers e sono materiali capaci di cambiare forma reagendo a uno stimolo esterno. Ispirati a oggetti come le pigne, che pur essendo materia morta sono capaci di aprirsi e chiudersi rispondendo a stimoli quali il calore e l'umidità, i responsive polimers sono materiali che incorporano la capacità di eseguire un compito se vengono scaldati, bagnati, illuminati o altro, a seconda dei casi, e possono dare vita a oggetti capaci di eseguire un movimento senza bisogno di motori, riserve di energia, circuiti di controllo o altro.Materiali di questo tipo, che per di più possono essere biodegradabili, possono trovare applicazioni in robotica, nello spazio, nel monitoraggio ambientale, in medicina e in farmacologia, solo per citare alcuni esempi.

    Ospite Stefano Mariani, ricercatore dell'IIT di Pontedera del gruppo Bioinspired Soft Robotics

    Arrivano gli sferoidi, micro-cervelli col cuore di silicio

    Arrivano gli sferoidi, micro-cervelli col cuore di silicio

    Li hanno chiamati sferoidi, ma il nome non gli rende giustizia, infatti sono più dei mini-organi cibernetici costituiti da un piccolissimo dispositivo elettronico avvolto in un gomitolo di cellule nervose, ciò che li rende simili a dei micro cervelli con un cuore di silicio.Sono stati ottenuti in Italia dal gruppo Microtechnology for Neuroelectronics dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) che li ha descritti in un articolo pubblicato su Advanced Biosystems nel quale si ipotizza un loro futuro utilizzo in campo medico o nella cibernetica. Come vedremo, infatti, tra il microchip e le cellule nervose che lo circondano si instaura un dialogo, che il microchip ritrasmette all'esterno. Ciò permette di utilizzare gli sferoidi in vari modi: come cavie in miniatura per testare farmaci, o come "microspie" per monitorare parametri biologi all'interno di un essere vivente.

    Ospite Lidia Giantomasi, ricercatrice del gruppo Microtechnology for Neuroelectronics dell'Istituto Italiano di Tecnologia.

    Superconduttività: raggiunto il Santo Graal!... per 10 nanosecondi

    Superconduttività: raggiunto il Santo Graal!... per 10 nanosecondi

    Creato il primo superconduttore a temperatura e pressione ambiente, anche se solo per una frazione di secondo. E' un traguardo storico, per quanto sfuggente, quello raggiunto da un team internazionale di ricerca che ha incluso anche l'università di PARMA. La superconduttività, ossia quella proprietà per cui molti materiali, a temperature di oltre 200 gradi sotto zero, conducono l'elettricità senza alcuna dissipazione, cambierebbe il mondo dell'energia e dei trasporti, se solo si trovasse il modo di indurla a temperatura ambiente. Da decenni gli scienziati ci provano e solo negli ultimi mesi ci sono riusciti, ma in materiali sottoposti a pressioni mostruose, superiori a quelle presenti nel centro della terra, e perciò inutili ai fini pratici. La ricerca di cui parleremo stasera, rappresenta un altro importante tassello del puzzle della superconduttività, perché dimostra che è possibile anche in condizioni ambiente, anche se solo per pochi nano-secondi.
    Ospite Mauro Riccò, docente di Fisica Sperimentale al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell'Ateneo di Parma

    Arriva il robot personal trainer: è il primo, ed è nato tra Torino e Milano

    Arriva il robot personal trainer: è il primo, ed è nato tra Torino e Milano

    Arriva il primo robot personal trainer. Si tratta di un robot umanoide capace di seguire e consigliare una persona durante una sessione di allenamento sportivo a corpo libero. L'idea è stata sviluppata nell'ambito del progetto "AI empowered hardware for fitness applications", condotto da un team di studenti dell'Alta Scuola Politecnica dei Politecnici di Milano e Torino, un percorso parallelo alla laurea che coinvolge alcuni degli studenti più brillanti dei due atenei.Sviluppato a partire da Pepper - una piattaforma robotica umanoide tra le più diffuse, che ricorda un bambino - il robot personal trainer è in grado di contare gli esercizi e di controllare che vengano svolti in modo corretto. Tra gli esiti del progetto, la decisione da parte di alcuni membri del giovane team di sviluppatori di fondare una startup, Gymnasio, per far tesoro delle competenze acquisite e riversarle nel campo del cosiddetto home fitness.

    Prof.ssa Barbara Caputo, direttrice del laboratorio di eccellenza del Politecnico di Torino su Learning ed Intelligent systems; Coordinatrice del progetto AI empowered hardware for fitness applications

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