Ciao, Internet! con Matteo Flora

Matteo Flora

Io sono Matteo Flora, mi occupo di #Reputazione Digitale, la insegno in Università e faccio consulenza ad Aziende, Enti e Professionisti con le mie aziende. E con Ciao, Internet! racconto come la Rete ci cambia.

  1. 3 gg fa

    SOCIAL COME LALCOL: quando il design ti tiene incollato... #1585

    Parte tutto da una cosa personale: smettere di bere è meno una questione di “forza di volontà” e più di rituali, abitudini, e di quel momento in cui cerchi di “staccare” dal lavoro. Il punto è che molti hanno sostituito il bicchiere con lo smartphone: stessa logica, stessa ricompensa intermittente, stessa difficoltà a rinunciare non tanto alla sostanza, ma al meccanismo che regge la giornata. Negli Stati Uniti si apre un processo enorme contro Meta (Facebook/Instagram) che prova a cambiare il terreno di gioco: non più il contenuto pubblicato dagli utenti, ambito dove entrano in gioco tutele come la Section 230, ma l’architettura del prodotto. L’accusa, basata anche su documenti interni emersi nel tempo, mira a dimostrare che certe scelte di design (feed, scroll infinito, ricompense a intervalli irregolari) siano state progettate sapendo di aumentare il carico dopaminico e quindi la dipendenza, soprattutto tra i più giovani. Se questa impostazione regge, potrebbe essere il “momento tabacco” dei social: non una crociata morale, ma un passaggio in cui diventa socialmente e legalmente discutibile ciò che prima era normalizzato. E obbliga tutti a una domanda semplice: lo stiamo usando “per lavoro”, o ci sta usando lui per non farci staccare mai? Video che cito » https://video.matteoflora.com/1569 00:00 Mezzo bicchiere e reset 01:27 Smettere: il problema è il rituale 03:16 Processo a Meta negli USA 04:15 Da contenuto a architettura 06:12 Il possibile momento tabacco 07:34 Dopamina e ricompense irregolari 09:55 Il telefono come sostituto 11:33 Trovare nuovi modi per staccare #Meta #Section230 #SocialMediaAddiction ~~~ Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com Newsletter: https://link.mgpf.it/nl Social: https://io.matteoflora.com English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet Privacy » https://privacy.matteoflora.com AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai Mail #adv: sales (at) matteoflora.com

  2. 5 gg fa

    MINORI ONLINE LA FRANCIA CI RIPENSA: il divieto ai social bocciato prima ancora di partire... #158

    Il divieto francese di accesso ai social per gli under 15 è durato meno di un mese: approvato dal Parlamento il 21 luglio, è stato bocciato dal Conseil constitutionnel il 14 agosto, prima dell’entrata in vigore prevista per il 1° settembre. Il punto non è “se” proteggere i minori, ma “come”: un bando generalizzato finisce per comprimere libertà di espressione e informazione anche dove il rischio non è dimostrato, e cancella la possibilità di una mediazione familiare. La seconda lezione è ancora più strutturale: la verifica dell’età, se imposta in modo rigido, obbliga di fatto tutti (anche gli adulti) a dimostrare chi sono per far emergere chi è minorenne. Senza garanzie tecniche e giuridiche chiare, l’effetto collaterale diventa una forma di identificazione e tracciamento di massa incompatibile con la tutela della vita privata. È il classico caso in cui la misura “per proteggere alcuni” richiede di controllare tutti. Nel frattempo il tema si replica in altri Paesi (Australia, Regno Unito) e rischia di spostarsi sempre più sul piano europeo: Digital Services Act e discussioni su nuove regole di “fairness” digitale. Il vero terreno di gioco resta il design delle piattaforme: riduzione delle dinamiche tossiche, sicurezza by design e responsabilità misurabili, invece di trasformare l’età in un lasciapassare universale. 00:00 Il divieto dura 24 giorni 00:00:54 Cosa prevedeva la legge 00:01:22 Bocciatura: divieto sproporzionato 00:02:38 Bocciatura: controllare tutti 00:04:19 Riscrittura e quadro europeo 00:04:35 Australia, Regno Unito, Italia 00:06:09 Protezione vs schedatura 00:06:41 DSA, DFA e prossime mosse #Francia #VerificaEta #DigitalServicesAct ~~~ Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com Newsletter: https://link.mgpf.it/nl Social: https://io.matteoflora.com English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet Privacy » https://privacy.matteoflora.com AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai Mail #adv: sales (at) matteoflora.com

  3. 17 ago

    CLAUDE TI MARCHIA: come la AI firma i testi che scrive senza dirtelo... #1581

    Anthropic ha introdotto un watermark “invisibile” nei testi generati da Claude: una filigrana statistica che sopravvive al copia-incolla e che, con una chiave segreta, permette di stimare se un brano provenga dal modello. L’idea (attribuita allo schema proposto da Scott Aaronson) agisce durante la scelta delle parole: tra alternative quasi equivalenti, il modello viene spinto a selezioni coerenti con una funzione crittografica basata sul contesto recente. A parole sembra la soluzione al problema della trasparenza, anche in risposta alle richieste dell’AI Act UE e al cosiddetto Bruxelles Effect. Il punto però è che la filigrana è forte soprattutto nei “casi puri” (testo generato da zero e pubblicato tale e quale) e diventa debole proprio nei casi reali: correzioni leggere di stile e grammatica, documenti ibridi a strati (parti umane + parti IA), o semplici trasformazioni che spezzano la finestra di contesto. Inoltre nei testi a bassa entropia—definizioni tecniche, formule, diritto, e spesso anche codice—c’è meno libertà lessicale e il watermark è strutturalmente più fragile. Resta il nodo politico: chi controlla la chiave e la soglia di rilevazione controlla anche l’attribuzione. Senza numeri pubblici su falsi positivi e soglie minime, il “rilevato dal watermark” rischia di diventare un sospetto vestito da prova, con conseguenze concrete in scuole, redazioni e tribunali. 00:00 La firma invisibile di Claude 02:05 Come funziona il watermark 04:00 AI Act e Brussels Effect 06:15 Cosa c’è di buono 07:40 Correzioni e casi ibridi 10:12 Traduzioni e definizioni ambigue 12:54 Come distruggerlo facilmente 15:01 Chiave segreta e rischi #Claude #Anthropic #AIACT ~~~ Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com Newsletter: https://link.mgpf.it/nl Social: https://io.matteoflora.com English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet Privacy » https://privacy.matteoflora.com AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai Mail #adv: sales (at) matteoflora.com

  4. 14 ago

    TUTTO OK È IPHONE: la campagna di Apple sbagliata nei tempi, modi e molto altro #1578

    TUTTO OK, è un IPHONE. In mano a un neonato. Peccato che, in un momento storico in cui si discute di dipendenza da smartphone, parental control e utilizzo dei device da parte dei minori, l’immagine di un neonato con un telefono in mano non viene letta come “resistenza del prodotto”, ma come normalizzazione dell’iper-esposizione digitale fin dalla culla. E quando un cartellone è polissemico, non scegli tu quale significato vincerà. Il punto è la responsabilità di chi progetta la comunicazione: non basta l’intenzione della campagna (iPhone “tough”, che sopravvive a pioggia, sport, cadute), conta come verrà interpretata da pubblici diversi. È qui che entrano stakeholder mapping e letture ostili: autorità, avversari, attivisti, concorrenti, opinione pubblica. Un messaggio perfetto per “gli amici” può diventare un boomerang se offre munizioni a chi ti guarda con sospetto. La conseguenza è il cortocircuito reputazionale: un’immagine pensata come dimostrazione di robustezza finisce per attivare il tema “bambini e smartphone”, con sensibilità e reazioni istituzionali più alte del previsto. Prima di affiggere un messaggio, bisogna prevedere tutti i segnali che scatena, non solo quello che volevi trasmettere. 00:00 Il cartellone del neonato 00:00:57 Pubblicità e interpretazioni 00:02:08 Cosa voleva dire Apple 00:03:04 Stakeholder mapping e contesto 00:05:00 Quando il messaggio diventa crisi 00:05:46 Le 4A: amici, autorità, avversari 00:07:06 Polisemia: pensare tutti i segnali #Apple #iPhone #ReputazioneDigitale ~~~ Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com Newsletter: https://link.mgpf.it/nl Social: https://io.matteoflora.com English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet Privacy » https://privacy.matteoflora.com AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai Mail #adv: sales (at) matteoflora.com

  5. 12 ago

    ESORCISTI CONTRO AI: al convegno di Roma il problema non è il diavolo... #1575

    A Roma, al convegno annuale degli esorcisti, l’allarme non riguarda storie pittoresche di possessioni: il tema centrale è ChatGPT. Sempre più persone portano in confessione dubbi nati da conversazioni con chatbot trattati come entità: consigli su divorzio, scelte familiari, perfino domande su paradiso e inferno. Quando l’IA risponde con formule liturgiche pescate dai testi religiosi, l’effetto “oracolo” si amplifica e qualcuno finisce per ritualizzare quelle risposte. Il punto non è il soprannaturale nella macchina, ma un bisogno antico: delegare il senso a un intermediario. Qui torna utile Max Weber e il suo “disincanto del mondo”: la razionalità tecnica svuota lo spazio del magico, ma gli esseri umani cercano comunque un “re-incanto” altrove. Nel 2026 quel varco si è spostato sullo smartphone: la macchina risponde sempre, velocemente, senza attese, e proprio questa disponibilità la rende credibile. La domanda scomoda è cosa stia davvero sostituendo l’IA. Più che il divino, sembra sostituire l’ascolto: la presenza paziente di un interlocutore umano. E quando la relazione viene rimpiazzata da una statistica ben confezionata, il rischio non è l’eresia: è la solitudine che si traveste da risposta. 00:00 Esorcisti vs ChatGPT 01:24 Il convegno e i numeri 02:19 Chatbot come oracoli 02:49 Weber: disincanto del mondo 04:18 Il reincanto nella macchina 05:32 Fame di senso e rischio 06:08 Non sostituisce Dio: ascolto #ChatGPT #MaxWeber #Esorcisti ~~~ Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com Newsletter: https://link.mgpf.it/nl Social: https://io.matteoflora.com English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet Privacy » https://privacy.matteoflora.com AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai Mail #adv: sales (at) matteoflora.com

  6. 10 ago

    GUIDE VIAGGI FALSE: su Amazon le firmano autori che non esistono... #1577

    Migliaia di guide di viaggio su Amazon sembrano “normali”: copertina curata, impaginazione pulita, 300 pagine e prezzo da 7-10 euro. Il problema è che molte sono firmate da autori inesistenti, con biografie inventate e foto generate dall’IA. Dentro, testi plausibili ma pieni di errori: orari e prezzi sballati, indirizzi sbagliati, ristoranti chiusi da anni, itinerari che ignorano la sicurezza dei sentieri o dei quartieri. Il caso riportato da Futurism (2024) racconta di una turista che, seguendo un percorso di trekking “facile” indicato da una guida sospetta su Santorini, si è ritrovata in una situazione pericolosa ed è stata soccorsa dalle autorità locali. Il punto non è solo la truffa del singolo libro: è un fallimento di mercato. Con l’asimmetria informativa descritta da George Akerlof (il “mercato dei bidoni”), se l’acquirente non sa distinguere qualità e spazzatura, il prezzo medio scende e i contenuti fatti bene diventano economicamente insostenibili. Kindle Direct Publishing abbassa a quasi zero il costo di produzione, mentre i controlli restano reattivi: molte rimozioni arrivano solo dopo segnalazioni manuali. Quando “good enough” basta per vendere, la qualità esce dal mercato e resta l’automazione. 00:00 Guide IA e autori inesistenti 00:00:39 Il caso Santorini: trekking pericoloso 00:01:18 Come nascono le guide su KDP 00:02:23 Controlli Amazon e segnalazioni 00:03:06 Akerlof e il mercato dei bidoni 00:05:01 Perché la piattaforma non certifica 00:07:17 Come riconoscere una guida affidabile #AmazonKDP #Akerlof #GuideViaggioIA ~~~ Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com Newsletter: https://link.mgpf.it/nl Social: https://io.matteoflora.com English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet Privacy » https://privacy.matteoflora.com AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai Mail #adv: sales (at) matteoflora.com

  7. 7 ago

    LUCCELLO CHE NON ESISTE: foto AI perfette e la scienza che ci casca... #1574

    Una foto perfetta di un uccello “rarissimo” finisce in un gruppo di birdwatching, prende stelline, e poi scivola dentro i database usati dai ricercatori per capire dove vivono davvero le specie. Peccato che quell’uccello non esista: è generato con IA. Il risultato non è solo una figuraccia online, ma un dato sporco che può spostare mappe di distribuzione, alterare serie storiche e confondere chi studia migrazioni, presenze e scomparse. Il problema è doppio: da un lato ci sono immagini interamente sintetiche (il “tucano in Siberia”), dall’altro ritocchi più subdoli su foto reali fatti con strumenti generativi (rimuovere rami, ricostruire parti, cambiare cielo). In un contesto di ricerca, anche una piccola modifica può cambiare dettagli diagnostici: piumaggi, penne, colori, differenze tra specie o tra maschio e femmina. Qui la tech policy incontra un paradosso economico e filosofico: la verifica costa molto più della falsificazione (e spesso la fanno volontari) e l’inquinamento dei dati può far collassare la fiducia, come nel “mercato dei bidoni” di George Akerlof. E c’è un rischio ulteriore: non è (solo) menzogna, è indifferenza verso il vero—la distinzione di Harry Frankfurt tra mentire e produrre “stronzate”. Quando la verità smette di essere un obiettivo, un archivio scientifico non dice “cose sbagliate”: smette proprio di dire cose. 00:00 L’uccello che non esiste 00:00:47 Database e scienza dal basso 00:02:35 Foto IA e casi assurdi 00:03:35 Ritocchi generativi subdoli 00:05:49 Perché quei dati servono 00:06:45 Moderazione e costi di verifica 00:07:36 Akerlof e collasso fiducia 00:10:20 Frankfurt: vero vs plausibile #iNaturalist #eBird #citizenscience NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo! ~~~ Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo Flora INFO E AZIENDE: https://matteoflora.com Il CORSO di AI: https://zero.matteoflora.com Newsletter: https://link.mgpf.it/nl Social: https://io.matteoflora.com English: https://www.youtube.com/@CiaoInternet Privacy » https://privacy.matteoflora.com AI Policy » https://privacy.matteoflora.com/ai Mail #adv: sales (at) matteoflora.com

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