Rame

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Rame è la serie podcast di una community che vuole sfatare il tabù dei soldi. Nasce all'interno di una piattaforma (www.rameplatform.com) che attraverso i suoi contenuti si pone l’obiettivo di avviare una rivoluzione culturale nella società, che trasformi la finanza personale in un argomento di conversazioni audaci e liberatorie. Annalisa Monfreda, ogni settimana, dialoga con un ospite diverso seguendo il filo della sua storia economica. Parlare di soldi può essere intimo e coinvolgente, rivelatorio ed eccitante. E si finisce sempre per svelare chi siamo e ciò in cui crediamo.

  1. 10 h fa

    La bussola del desiderio 04. Ilaria Gaspari: “Allenare il desiderio non significa limitarlo”

    Nella quarta puntata de La bussola del desiderio, Annalisa Monfreda incontra Ilaria Gaspari, scrittrice e filosofa, per esplorare una forma di difesa molto comune: non desiderare troppo, per non esporsi troppo. Gaspari racconta di aver a lungo cercato di proteggersi proprio così, riducendo le aspettative e tenendo sotto controllo ciò che voleva. Ma il prezzo, dice, è alto: il desiderio è anche “una forma di conoscenza molto profonda”, perché ci rende vulnerabili e proprio per questo ci aiuta a capire meglio noi stessi e gli altri. La sua personale mappa del desiderio parte da Piccole donne e da Jo che scrive in soffitta, passa per il desiderio di diventare scrittrice e per tutti i modi in cui ha cercato di sabotarlo, fino al punto in cui scrivere è diventato quasi un bisogno fisico. “Io ho la sensazione che esisto al 100% quando sto scrivendo”, racconta, eppure ancora oggi tende a negarsi proprio quel tempo, riempiendolo di altro. È qui che emerge uno dei nodi più forti della puntata: a volte non ci manca il desiderio, ci manca l’autorizzazione a prenderlo sul serio. Gaspari attraversa anche i desideri più piccoli, quelli che fanno rumore e possono distrarci da ciò che vogliamo davvero: i rossetti comprati in serie, i regali fatti agli altri invece che a sé, il bisogno di riconoscimento che può diventare ricatto. “Allenare il desiderio non significa limitarlo, castrarlo”, dice. Significa piuttosto prenderne coscienza, interrogarlo, osservarne gli effetti sul corpo e sulla nostra vita, e imparare a distinguere ciò che ci fa bene da ciò che ci consuma. Nella seconda parte della puntata continua la Masterclass del desiderio con Martina Moraschi di Sella Personal Credit. Questa volta il desiderio viene portato dentro la vita concreta: quanto costa davvero, non solo in denaro ma anche in tempo ed energie? E come possiamo smettere di sabotarlo e iniziare invece a riservargli uno spazio reale? Costruiamo così il Budget del desiderio, uno strumento per trasformare il desiderio in una voce del bilancio approvata e protetta, senza farlo diventare né colpa né impulso. Per seguire la masterclass passo dopo passo, scarica il PDF guida. È lo strumento di accompagnamento dell’intero percorso, con gli esercizi, le domande e lo spazio per lavorare su un desiderio reale mentre ascolti. La bussola del desiderio è un podcast realizzato da Rame in collaborazione con Sella Personal Credit.

    La bussola del desiderio 04. Ilaria Gaspari: “Allenare il desiderio non significa limitarlo”
  2. 20 ott

    La bussola del desiderio 03. Elisa Cuter: “Il desiderio ci fa scoprire chi siamo”

    Nella terza puntata de "La bussola del desiderio", Annalisa Monfreda incontra Elisa Cuter, giornalista, saggista e autrice di Ripartire dal desiderio, per esplorare una delle tensioni più profonde del nostro tempo: da una parte progettiamo identità, carriere e vite sempre più coerenti; dall’altra il desiderio autentico tende a fare esattamente il contrario. “Ci disorienta”, dice Cuter, perché non conferma chi pensavamo di essere: può portarci verso qualcosa di inatteso, persino in conflitto con l’immagine che avevamo costruito di noi. Cuter racconta questa frattura anche attraverso la propria esperienza della maternità, a lungo percepita come incompatibile con la sua identità e con il suo femminismo, fino a diventare invece un desiderio capace di rompere quella “impalcatura”. Il desiderio, allora, non coincide con la curatela della propria identità e nemmeno con l’obbligo di essere sempre coerenti, giusti, irreprensibili. Può aprire conflitti, costringerci a cambiare idea su noi stessi, e per questo richiede una certa dose di coraggio. Ma quanto spazio resta per questo movimento quando il futuro è precario? Cuter lega il desiderio anche alla sicurezza materiale e alla fiducia: se ci sentiamo soli davanti agli imprevisti, diventiamo più prudenti, accumuliamo, ci difendiamo. Una base economica e sociale più solida, invece, può rendere possibile proprio ciò che il desiderio ha di più interessante: “degli esiti inattesi”, la possibilità di cambiare strada, di scegliere una vita diversa da quella prevista. Nella seconda parte della puntata continua la Masterclass del desiderio, il percorso pratico che accompagna tutta la serie. Questa volta, con Martina Moraschi di Sella Personal Credit, inseriamo una piccola frizione tra il “lo voglio” e il “clicco”: facciamo la prova del tempo, sperimentiamo una versione piccola e a basso rischio del nostro desiderio e, se resiste, iniziamo a trasformarlo in un progetto vero, mettendo nero su bianco costi, risorse, tempi e rinunce necessarie per proteggerlo. Per seguire la masterclass passo dopo passo, scarica il PDF guida. È lo strumento di accompagnamento dell’intero percorso, con gli esercizi e le domande da applicare a un desiderio reale mentre ascoltate. La bussola del desiderio è un podcast realizzato da Rame in collaborazione con Sella Personal Credit.

    La bussola del desiderio 03. Elisa Cuter: “Il desiderio ci fa scoprire chi siamo”
  3. 13 ott

    Episodio 150. Sono ricca, ma mio fratello ha più diritto di me ai soldi

    Emma ha 30 anni, vive in un piccolo paese in Abruzzo ed è cresciuta in una famiglia molto benestante. I soldi, però, non sono mai stati soltanto abbondanza. Nella sua famiglia sono anche un’ombra: stanno dietro a vecchie eredità, aziende, litigi tra fratelli e rapporti che a un certo punto si interrompono. Quando Emma è ancora bambina, suo padre smette di frequentare i propri fratelli. Lei cresce così in un nucleo ristretto, dove il denaro dà sicurezza ma ha già mostrato di poter dividere una famiglia. Da adolescente Emma riceve una paghetta molto generosa, ne spende una parte e il resto lo mette da parte. Non sente l’urgenza di lavorare per mantenersi e sa di avere alle spalle una famiglia che può sostenerla. Finché quella stessa sicurezza, molti anni dopo, non diventa il terreno di un nuovo conflitto. Suo fratello decide di lasciare l’azienda di famiglia e chiede al padre una somma importante per avviare una nuova attività. Emma scopre che la richiesta è stata tenuta nascosta proprio a lei e che, almeno inizialmente, suo fratello dovrebbe ricevere quei soldi mentre lei no. Si oppone. «Non ci dovevo fare nulla con quel denaro, però volevo la mia parte». Alla fine il padre dà la stessa cifra a entrambi. Ma ciò che colpisce Emma è la reazione che la sua richiesta scatena. «Io ero diventata una pazza, una strega, mi hanno detto che ho il demonio dentro. Ma io stavo solo dicendo: com’è possibile? Non ho mai chiesto un euro in più rispetto a mio fratello». A poco a poco si accorge che quella reazione contiene qualcosa che all’inizio non aveva visto. Sua madre glielo dice quasi come se fosse una regola ovvia: «È risaputo che i maschi nelle famiglie pretendono di più, che si cerca di dare di più al maschio». È lì che Emma capisce che il conflitto non riguarda soltanto quanto denaro spetti a ciascuno. Riguarda chi, dentro una famiglia, è autorizzato a pretendere e chi invece dovrebbe essere disposto a rinunciare. Suo fratello può chiedere di più; è Emma, rifiutandosi di avere meno, a essere accusata di aver creato il problema. «Non si è mai parlato del fatto che lui chiedesse di più, ma si è parlato del fatto che io non ho accettato». Eppure Emma è cresciuta con un’idea molto precisa di cosa significhino i soldi per una donna. Gliel’ha trasmessa sua nonna, che non aveva studiato e aveva vissuto il matrimonio anche come una necessità economica. A lei ripeteva che la sua vita sarebbe stata diversa: avrebbe avuto un lavoro, un’azienda, la possibilità di andarsene se avesse voluto. «Per me i soldi sono, soprattutto per una donna, libertà».

    Episodio 150. Sono ricca, ma mio fratello ha più diritto di me ai soldi

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Rame è la serie podcast di una community che vuole sfatare il tabù dei soldi. Nasce all'interno di una piattaforma (www.rameplatform.com) che attraverso i suoi contenuti si pone l’obiettivo di avviare una rivoluzione culturale nella società, che trasformi la finanza personale in un argomento di conversazioni audaci e liberatorie. Annalisa Monfreda, ogni settimana, dialoga con un ospite diverso seguendo il filo della sua storia economica. Parlare di soldi può essere intimo e coinvolgente, rivelatorio ed eccitante. E si finisce sempre per svelare chi siamo e ciò in cui crediamo.

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