TWENTYFOUR

Trash Talking

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  1. 10 h fa

    Ep. 268 - a Oklahoma City nessuno potrà mai più indossare il numero 0 di Russell Westbrook e gli altri passaggi di oggi

    Gli Oklahoma City Thunder hanno annunciato che ritireranno il numero 0 di Russell Westbrook il 7 febbraio 2027 nella partita contro i New York Knicks, affiancandolo al numero 4 di Nick Collison come unica altra maglia ritirata dalla franchigia, dopo 11 stagioni in cui è diventato il primo di sempre per partite giocate, punti e assist e in cui ha vinto l'MVP del 2017 con 31,6 punti, 10,7 rimbalzi e 10,4 assist di media, diventando il primo giocatore dopo 55 anni a chiudere una stagione intera in media tripla doppia, e lo ha scoperto durante un pranzo di commemorazione all'Oklahoma City National Memorial dove era andato a ricevere un premio. Intanto Spike Lee ha detto a Variety di sperare che i Knicks non vadano alla Casa Bianca a festeggiare il titolo, mentre James Dolan a giugno aveva già ricevuto e accettato l'invito e ricorda di conoscere il presidente da 30 anni, in un quadro in cui da quando Trump è in carica nessuna squadra campione NBA ci è andata, mentre sotto Biden ci sono andati Bucks, Warriors e Celtics. Infine Yaxel Lendeborg, che domenica ha segnato 37 punti contro i Clippers diventando il rookie dei Warriors con più punti in una partita dai 42 di Stephen Curry del 14 aprile 2010, 2 giorni dopo quella che aveva definito la peggior partita della sua vita, e che 5 anni fa giocava in un junior college a Yuma, in Arizona. Una maglia ritirata premia i numeri o quello che resta in una città quando il giocatore è andato via? Una squadra campione che va alla Casa Bianca fa una visita istituzionale o una scelta politica? E un rookie da 37 punti è una sorpresa o soltanto qualcuno che nessuno aveva guardato abbastanza? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  2. 1 g fa

    Ep. 267 - le Golden State Valkyries sono campionesse dopo 2 anni di vita facendo una cosa che nessuno in America era mai riuscito a fare così in fretta e gli altri passaggi di oggi

    Le Golden State Valkyries hanno battuto le Atlanta Dream 68-63 in gara 7 e hanno vinto il titolo WNBA al secondo anno di esistenza, cosa che nessuna squadra delle grandi leghe nordamericane aveva mai fatto così in fretta, in una partita in cui nessuna delle due ha superato i 40 punti prima di metà terzo quarto e in cui Gabby Williams, dopo 2 punti nel primo tempo e il 22 per cento da tre in tutta la serie, ne ha segnati 28 nella ripresa stabilendo il record dei playoff WNBA, chiudendo con 30 punti, 4 stoppate e il premio di MVP delle Finals, mentre il proprietario Joe Lacob aveva promesso un titolo entro 5 anni nell'ottobre del 2023, quando la squadra non aveva ancora un nome. Intanto in America si discute se queste Valkyries possano ripetersi, con Williams e Veronica Burton sotto contratto per altre 2 stagioni, Stokes, Charles, Salaün e Jocytė fino al 2027, spazio salariale libero e le migliori free agent dell'estate nei due ruoli da rinforzare, dopo una stagione chiusa al primo posto per efficienza difensiva e con sole 93 partite perse per infortunio. Infine Cecilia Zandalasini, campionessa WNBA per la seconda volta ma la prima da protagonista, con 34 presenze da titolare su 37, 22 punti al debutto nei playoff e 8,5 punti in 19 minuti di media in finale, 9 anni dopo l'antisportivo che costò all'Italia il Mondiale. Una squadra che vince al secondo anno di vita è un caso isolato o il nuovo modello di questa lega? Una dinastia si costruisce con i soldi o con la struttura che si mette intorno ai soldi? E la più grande cestista italiana di sempre si misura con i trofei o con quante bambine iniziano a giocare grazie a lei? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  3. 4 gg fa

    Ep. 266 - la prima gara 7 alle Finals nella storia della WNBA e gli altri passaggi di oggi

    Le Atlanta Dream hanno battuto le Golden State Valkyries 80-69 in gara 6 delle finali WNBA, pareggiando la serie sul 3-3 e portando quel campionato alla prima gara 7 della sua storia, in programma sabato alle 20 della costa est a San Francisco, dopo una partita in cui Allisha Gray ha segnato 23 punti con 5 triple, Rhyne Howard ne ha aggiunti 21 e Angel Reese ha chiuso con 15 punti, 14 rimbalzi e 6 assist, mentre Golden State ha tirato il 31 per cento dal campo e ha segnato soltanto 10 dei 28 tiri presi direttamente al ferro, e a quella palla a due fissata a mezzogiorno e mezzo di un giovedì si sono presentate 17.099 persone, invitate a lasciare il palazzo 4 minuti dopo la sirena perché il parquet andava girato per Cleveland-Atlanta della sera. Intanto stanotte comincia la quarta edizione della NBA Cup, con New York a Philadelphia e i Lakers a Golden State, i diritti esclusivi a Prime Video, le semifinali che tornano nei palazzi di casa e la finale spostata da Las Vegas all'Hinkle Fieldhouse di Indianapolis, 9.100 posti, per l'11 dicembre. Infine Steve Kerr, che sul flopping ha detto che la NBA dovrebbe chiamarsi No Bullshit Association, e che sulla lunghezza del calendario ha invece negato un legame con gli infortuni di questo avvio di stagione. Una finale che riempie un palazzo a mezzogiorno di giovedì dimostra la forza di una lega o la distrazione di chi la governa? Una coppa in stagione serve a dare un senso a novembre o a riempire un calendario già pieno? E il flopping si toglie dal gioco cambiando le regole o cambiando quello che gli arbitri decidono di non accettare? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  4. 5 gg fa

    Ep. 265 - pur possedendo il 42% della WNBA questa settimana la NBA non ha difeso il proprio investimento e gli altri passaggi di oggi

    La NBA possiede il 42 per cento della WNBA, un altro 42 per cento è della lega stessa e il 16 per cento restante appartiene a investitori che sono anche proprietari di franchigie NBA. Perciò l'orario di gara 6 delle finali, in programma oggi alle 12:30 della costa est, è un'occasione mancata non della WNBA ma di chi la controlla, visto che una lega che vale 5,5 miliardi di dollari e che ha fatto ascolti forti nelle prime 3 partite di questa serie avrebbe potuto vedersi spostare una partita di stagione regolare degli Atlanta Hawks, come la NBA ha già fatto l'anno scorso per una tempesta di neve e per la condensa sul parquet dello United Center. Intanto Tyrese Haliburton ha uno stiramento al bicipite femorale sinistro ed è considerato week by week, con rientro stimato al 13 novembre, 14 mesi dopo la rottura del tendine d'Achille in gara 7 delle Finals, mentre Ben Sheppard è stato operato di menisco e Karl-Anthony Towns si è fatto il polso sinistro mettendo un blocco, chiudendo comunque con 19 punti e 13 rimbalzi. Infine Ernie Johnson, 70 anni, ha annunciato che a fine stagione lascia Inside the NBA dopo 37 anni, raccontando di problemi di cuore e di un bypass, con i saluti in diretta di Kenny Smith, Shaquille O'Neal e Charles Barkley. Una lega che controlla il 42 per cento di un'altra lega deve proteggerla o lasciarla camminare da sola? L'ennesimo infortunio di Haliburton è solo sfortuna o tutti questi infortuni sono il segnale che nel calendario qualcosa non torna? E chi racconta uno sport per 37 anni ne diventa parte o resta comunque un testimone? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  5. 6 gg fa

    Ep. 264 - la NBA che lunedì ha firmato con Kalshi e Polymarket è la stessa lega che ieri ha visto un suo giocatore accettare di dichiararsi colpevole nel caso scommesse e gli altri passaggi di oggi

    La NBA ha annunciato lunedì due accordi con Kalshi e Polymarket, le piattaforme di prediction market più grandi che esistono, concedendo dati ufficiali, proprietà intellettuale, loghi e pubblicità dentro le trasmissioni delle partite e tenendo per sé il diritto di approvare quali mercati le due società possono offrire, in un quadro in cui lo stato di New York quest'anno ha fatto causa a entrambe sostenendo che gestiscano scommesse sportive senza licenza, e il giorno dopo Malik Beasley, 9 stagioni di NBA alle spalle, ha fatto sapere che si dichiarerà colpevole il 9 dicembre davanti al tribunale federale di Brooklyn per uno schema in cui manipolava il proprio rendimento, dopo essere finito in debito per il gioco d'azzardo e aver ricevuto un prestito da Ed Davis. Intanto le Atlanta Dream hanno scritto una lettera ai propri tifosi per scaricare sulla lega la responsabilità dell'orario di gara 6 delle finali WNBA, fissata domani alle 12:30 della costa est, mentre un memo dimostra che le date dei playoff erano state comunicate a tutte e 15 le squadre il 4 dicembre 2025, con scadenza al 31 dicembre per segnalare i conflitti e l'indicazione di bloccarle nel palazzo principale. Infine il computo delle infermerie a 8 giorni dall'inizio del campionato, con 94 nomi sul report infortuni e 72 giocatori fuori, fra cui Anthony Edwards, che si opera al ginocchio destro, e un'Oklahoma City che ne ha 6 sul proprio report ed è comunque 4-0. Una lega che firma con i mercati predittivi sta proteggendo l'integrità delle proprie partite o la sta mettendo in gioco? La responsabilità di un orario impossibile sta in chi lo decide o in chi non blocca il palazzo in tempo? E gli infortuni della prima settimana sono sfortuna o il conto di un carico che non si ferma mai? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  6. 27 ott

    Ep. 263 - 'everybody watches women's sports' ma la WNBA si sta impegnando affinché non sia così mettendo la partita che può assegnare il titolo alle 12:30 di giovedì e gli altri passaggi di oggi

    Le Golden State Valkyries hanno battuto le Atlanta Dream 64-55 in gara 5 e al secondo anno di vita si trovano a una vittoria dal titolo, con Atlanta costretta al 29,2 per cento dal campo e a soli 18 punti in area dopo essere stata la miglior squadra della lega in quella voce, mentre gara 6, quella che può assegnare il trentesimo campionato della WNBA a una squadra che non lo ha mai vinto, è stata fissata giovedì alle 12:30 della costa est, cioè le 9:30 del mattino per chi tifa in California, perché la State Farm Arena quella sera ospita anche Atlanta-Cleveland, una partita della seconda settimana di stagione regolare, e lunedì mattina, a 72 ore dalla palla a due, su Ticketmaster di quella finale non esisteva ancora traccia, dopo che anche gara 3 era stata anticipata di un giorno per un concerto e gara 4 spostata di orario per gli stessi Hawks. Intanto a Oklahoma City arriva la diagnosi di Jalen Williams, frattura della fibula e lussazione della caviglia sinistra con intervento chirurgico, mentre Cason Wallace, che la settimana prima aveva firmato per 5 anni e 139 milioni di dollari, ha una lesione del labbro della spalla e anche lui va operato. Infine l'equinozio sportivo di lunedì notte, con World Series, finale WNBA, Monday Night Football, 9 partite NBA e 3 di NHL nella stessa serata, che per chi guarda dall'Italia significa una sveglia che non suona mai. Una lega che sposta la propria finale per far spazio a una partita qualsiasi sta risolvendo un problema o ne sta creando uno più grande? Un infortunio nella prima settimana cambia una stagione o la racconta soltanto? E seguire lo sport americano dall'Europa è un privilegio o una rinuncia? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  7. 26 ott

    Ep. 262 - la partita tra Olimpia Milano e Virtus Bologna che doveva essere trasmessa in chiaro ma non lo è stata e gli altri passaggi di oggi

    Ieri pomeriggio al Forum, nel derby d'Italia vinto dalla Virtus Bologna 98 a 94 dopo un supplementare e una rimonta da 19 punti, mancava una cosa sola: la diretta in chiaro su Cielo che la Lega aveva annunciato, che la Virtus aveva confermato nella presentazione della partita e che le anteprime elencavano fra le emittenti, perché alle 16 sul canale 26 è andato in onda un film, e a 24 ore di distanza non hanno detto niente né la Lega né Sky né Cielo né i due club, mentre il controllo giornata per giornata mostra che in tutto ottobre su Cielo non era annunciata nessun'altra partita di Serie A, dentro un accordo che ne prevede una al mese, 8 lungo l'arco delle 30 giornate. Intanto a Oklahoma City, a 1 minuto e 14 dalla fine della vittoria sui Clippers, Jalen Williams è atterrato con la gamba sinistra piegata sotto di sé ed è uscito in barella alzando entrambi i pollici verso un palazzo che aveva appena cominciato a chiamare il suo nome, con Shai Gilgeous-Alexander che si asciugava le lacrime a bordo campo. Infine la risposta dei Knicks all'inchiesta sugli anelli, che definisce uno sfortunato errore l'uso dell'anello come esca in un test di phishing e promette più di 275 anelli per oltre 3,7 milioni di dollari a giocatori, allenatori e dipendenti, due giorni dopo avere risposto ai giornalisti che non stava rivelando niente a proposito degli anelli. Una finestra in chiaro persa pesa più per chi il basket lo segue o per chi non lo guarda mai? Di fronte a un infortunio così conta di più quello che si vede in campo o quello che si vede in panchina? E un comunicato che ripara un errore vale perché ripara o perché arriva soltanto dopo un articolo? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  8. 23 ott

    Ep. 261 - lo staff dei New York Knicks al posto dell'anello del titolo ha ricevuto un tentativo di phishing e gli altri passaggi di oggi

    Martedì sera, alla cerimonia dell'anello al Madison Square Garden, gli assistenti di Mike Brown sono saliti a centrocampo a ricevere una scatola nera con dentro niente, perché i loro anelli non c'erano e nessuno li aveva mai nemmeno misurati, e quelle scatole vuote erano state aggiunte alla cerimonia all'ultimo momento, mentre molti impiegati storici del palazzo un anello non lo riceveranno affatto, dopo che a fine settembre si erano visti arrivare una mail che gliene annunciava uno gratuito a scelta fra due modelli e che era invece un test di phishing finito con un corso obbligatorio di sicurezza informatica. Intanto, all'esordio casalingo di Philadelphia, i Sixers hanno battuto Cleveland 114 a 106 dopo essere stati sotto di 29 punti sul 69-40 e di 24 all'intervallo fra i fischi del proprio pubblico, vincendo il secondo tempo 74 a 37 e firmando la rimonta più grande della storia della franchigia da quando esistono i dati play by play, nonché la più grande della carriera di LeBron James, arrivata nella partita in cui lui è stato soltanto il quarto marcatore dei suoi. Infine la striscia di Shai Gilgeous-Alexander, che dopo 141 partite consecutive sopra i venti punti, la più lunga nella storia della lega, si è fermata a diciassette contro Denver, cioè contro la stessa squadra che a marzo lo aveva visto agganciare Wilt Chamberlain, nella serata in cui Oklahoma City vinceva comunque 96 a 84. Un titolo appartiene solo a chi lo gioca o anche a chi lavora per la società che lo vince? Una rimonta da ventinove punti dice più della squadra che la firma o di quella che la subisce? E una striscia come quella di Gilgeous-Alexander racconta la grandezza di un giocatore o soltanto la sua continuità? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

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