TWENTYFOUR

Trash Talking

Dal lunedì al venerdì. Il primo daily podcast italiano sul gioco più bello del mondo.  Per chi vive di pallacanestro a ogni ora del giorno.  TWENTYFOUR è gratuito e così vuole rimanere.  Tu puoi aiutarmi a mantenerlo tale offrendomi un caffè.  buymeacoffee.com/twentyfour

  1. 22 h fa

    Ep. 236 - a Los Angeles per la NBA adesso ci sono problemi anche sponda Lakers e gli altri passaggi di oggi

    Martedì Adam Silver aveva garantito che nel vagliare Mark Walter come proprietario dei Lakers la NBA non aveva trovato nessuna red flag, e stanotte una class action depositata in Florida ha accusato lui e quattro sue società di aver nascosto a centinaia di migliaia di pensionati un'indagine penale federale, mentre dirottava i loro risparmi dentro il fondo che, secondo l'accusa, ha comprato prima i Dodgers e poi i Lakers: con i Clippers puniti il 2 settembre e la procura di Brooklyn che indaga su di loro, la lega si ritrova senza una sponda pulita nella città più importante che ha dopo New York. Intanto a Boston, alla presentazione dei tre nuovi acquisti, mancava Mitchell Robinson, e il motivo che i Celtics avevano definito personale lo ha raccontato lui stesso davanti a una telecamera, tre mesi dopo quel pugno al pick up che gli costò un dito e che nessuno, durante le Finals, sapeva spiegare. Infine da Denver arriva la storia di DeMar DeRozan, trentasette anni, diciottesima stagione e un contratto annuale firmato dopo essere stato tagliato da Sacramento, che continua a fare quello che ha iniziato nel 2018 quando raccontò per primo la sua depressione, e che oggi passa le giornate a convincere dei ragazzi di contare qualcosa, con addosso il tatuaggio di una domanda che si sentì rivolgere a Compton da bambino. Chi vaglia i proprietari delle squadre NBA sta facendo male il suo lavoro o sta facendo l'unico lavoro possibile con gli strumenti che ha? Che impatto avrà Mitchell Robinson ai Celtics? E della salute mentale si parla ormai abbastanza o siamo ancora all'inizio di tutto? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  2. 2 gg fa

    Ep. 235 - solo i Clippers potevano trattare Chris Paul come stanno continuando a fare e gli altri passaggi di oggi

    Sullo shop online dei Clippers sono comparse le maglie di Bradley Beal con il numero 3, quello che a Los Angeles nessuno aveva più indossato dal 2017, quello che Beal stesso si era tolto di dosso dodici mesi fa per restituirlo a Chris Paul, e quello che Lawrence Frank aveva promesso di ritirare proprio nei giorni in cui lo stava rispedendo a casa da una trasferta ad Atlanta: ovvero il modo in cui solo i Clippers potevano trattare Chris Paul. Intanto NFL, NBA, MLB, NHL e MLS hanno firmato con i loro sindacati una lettera indirizzata a trentacinque stati americani e a Washington DC per chiedere il divieto a vita dalle piattaforme di scommessa per chi minaccia gli atleti, in una stagione in cui Fred VanVleet è stato avvicinato in chiesa e J.B. Bickerstaff ha dovuto rivolgersi alle autorità. Infine New York, dove i Knicks sistemano il fondo del roster con cinque contratti da training camp per due posti, Jalen Brunson passa dagli Emmy al set di Law & Order a Saturday Night Live nel giro di tredici giorni, e il prezzo per vedere i campioni in carica dal vivo parte da milletrecento dollari. Ritirare una maglia è un gesto dovuto o una concessione che si può ritirare quando cambia il vento? Le molestie agli atleti sono il prezzo inaccettabile, sia ben chiaro, ma inevitabile di un mercato legale o una cosa che si può fermare con delle regole? E una squadra che vince l'anello diventa più grande per i suoi tifosi o semplicemente più cara? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  3. 3 gg fa

    Ep. 234 - Adam Silver ha ammesso che la NBA sta trattando con l'Eurolega ma ancora non si sa precisamente su cosa e gli altri passaggi di oggi

    Adam Silver rompe il silenzio al termine del Board of Governors NBA e ammette per la prima volta quello che la lega aveva smentito fino a ventiquattro ore prima, ovvero che tra NBA ed Eurolega esistono trattative in corso, mentre il progetto della lega americana in Europa procede comunque per la propria strada con sedici squadre previste e nuovi annunci attesi nelle prossime settimane, e mentre sul fronte domestico l'espansione verso Las Vegas e Seattle resta in attesa di una decisione entro la fine dell'anno. Nella stessa conferenza stampa, poi, arriva il momento più spiazzante di tutta la riunione: interrogato dal Pablo Torre il cui podcast ha fatto esplodere il caso Clippers, il Commissioner riconosce che i giornalisti riescono a fare cose precluse agli investigatori tradizionali e confessa che su Mark Walter, oggi, non sa nulla di più di quanto sapesse quando la lega lo sottopose ai controlli prima di consegnargli i Los Angeles Lakers. E da Atlanta arriva infine la notizia più bella della giornata, perché le Dream riportano dentro la propria organizzazione Matilde Villa, cinque mesi dopo averne abbandonato i diritti e tre settimane dopo che la playmaker azzurra aveva firmato a Berlino il primo canestro italiano a un Mondiale dopo trentadue anni di assenza. Un fronte unito tra NBA ed Eurolega è davvero la soluzione migliore per il basket europeo, oppure è soltanto il modo più elegante per consegnare il continente a chi arriva da fuori? Se il capo della lega più ricca del mondo ammette che i suoi controlli non arrivano dove arriva un giornalista, quanto possiamo fidarci di chi viene ammesso nel club dei proprietari? E quella di Matilde Villa è la firma che apre finalmente le porte della WNBA a una generazione azzurra intera oppure resta un'occasione ancora tutta da conquistare? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  4. 3 gg fa

    Ep. 233 - adesso Kawhi Leonard è ufficialmente di nuovo un giocatore dei Toronto Raptors e gli altri passaggi di oggi

    Dopo due mesi e mezzo di attesa, ventiquattro ore dopo la resa pubblica di Steve Ballmer, lo scambio più discusso dell'estate si chiude finalmente: Kawhi Leonard torna ai Toronto Raptors rinunciando persino al proprio premio di cessione, mentre ai Clippers vanno Brandon Ingram, Gradey Dick e le uniche scelte al Draft rimaste a una franchigia che ha dilapidato un decennio di futuro per tre sole serie di playoff vinte. A New York, intanto, il consiglio dei proprietari NBA affronta due giorni densi come non lo erano da anni, tra il silenzio che Adam Silver deve finalmente rompere sul caso Clippers, la corsa all'espansione tra Seattle e Las Vegas, la spinta su NBA Europe e la smentita sull'ipotesi che la lega americana voglia comprarsi l'Eurolega, il tutto mentre a rappresentare Los Angeles siede un vice governatore il cui nome era comparso nell'inchiesta che ha fatto scoppiare tutto. E infine, le parole di Danilo Gallinari su Kawhi Leonard fanno il giro del mondo nel modo peggiore possibile, cioè private del contesto, del tono e soprattutto della storia di un giocatore che in sedici stagioni di NBA ha passato quasi cinquecento partite a guardare gli altri giocare.   Il ritorno a Toronto, per un trentacinquenne reduce dalla miglior stagione offensiva della carriera, può davvero riportare i Raptors dove erano nel 2019, o arriva semplicemente troppo tardi per entrambi? Cosa dirà Adam Silver oggi, quando dopo quasi tre settimane di silenzio dovrà spiegare pubblicamente le ragioni della sanzione più pesante mai comminata a una squadra? E quanto siamo disposti ad ammettere che il modo in cui una frase viene detta conti almeno quanto la frase stessa, prima di trasformare una battuta tra fratelli in un caso internazionale?   Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.   TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così.   Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  5. 5 gg fa

    Ep. 232 - il quinto titolo mondiale di Team USA femminile porta la sua imbattibilità ai Mondiali a 7.298 giorni e gli altri passaggi di oggi

    Il quinto titolo mondiale consecutivo degli Stati Uniti arriva alla Uber Arena di Berlino al termine di una finale che per un tempo intero è stata saldamente in mano alla Francia, prima che un secondo tempo chiuso sul 54 a 24 spegnesse il sogno transalpino e consegnasse a Breanna Stewart un premio di miglior giocatrice che certifica una carriera senza sconfitte nelle competizioni che contano, mentre l'imbattibilità iridata americana tocca i 7.298 giorni. Steve Ballmer, intanto, compie la marcia indietro più clamorosa dell'estate: undici giorni dopo aver definito caccia alle streghe l'indagine della NBA, il proprietario dei Clippers annuncia di aver pagato i trenta milioni di multa, di accettare integralmente le sanzioni e di rinunciare a qualunque azione legale, chiedendo scusa a tifosi, dipendenti e colleghi proprietari a poche ore dal consiglio della lega e a pochi giorni dall'apertura dell'indagine penale del Dipartimento di Giustizia. E dopo essere stato accostato a uno dei due nuovi progetti romani, Ettore Messina sceglie di cambiare aria e continente, entrando come consulente nello staff degli Atlanta Hawks allenati da quel Quin Snyder che quindici anni fa gli faceva da assistente al CSKA Mosca. Con nove esordienti assolute in dodici convocate e con due stelle rimaste a casa per infortunio, questo gruppo americano ha davvero ancora il margine che tutti gli riconoscono o il resto del mondo si è avvicinato più di quanto il punteggio finale racconti? Le scuse improvvise di Steve Ballmer sono un atto di responsabilità verso la propria comunità o una mossa dettata dalla comparsa dei procuratori federali e dalla speranza di vedersi alleggerire la condanna? E la scelta di Ettore Messina di ripartire dal campionato più competitivo del mondo, invece che da un progetto italiano in costruzione, dice qualcosa su di lui o dice qualcosa sullo stato della nostra pallacanestro? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  6. 11 set

    Ep. 231 - a Roma il derby tra le due nuove squadre di pallacanestro della città è già cominciato a colpi di advisor e gli altri passaggi di oggi

    La corsa agli annunci tra le due nuove squadre della Capitale trasforma un derby non ancora nato in una gara di giocata lontano dal parquet, con la Maxima che porta Francesco Totti e Ciro Immobile dentro un progetto impegnando per la sola firma dell'ex capitano giallorosso più della metà di quanto speso per costruire l'intera squadra, e con il Basketball Club Roma che ventiquattr'ore dopo replica arruolando nel proprio comitato consultivo Bryan Colangelo e Chris Mullin, accanto a Sergio Scariolo e a quel Valerio Bianchini che nel 1983 vinse l'unico scudetto della storia cestistica romana. Il 5 ottobre i proprietari dei club di Eurolega si riuniranno intanto a Villa d'Este, sul lago di Como, per un summit organizzato dall'Olimpia Milano in cui si deciderà se il basket europeo debba costruirsi da solo il proprio modello a franchigie, con undici candidati già preselezionati e quasi settecento milioni di euro di offerte sul tavolo, oppure aprire le porte a una possibile acquisizione da parte della NBA. E a una settimana esatta dalla sanzione più pesante nella storia della lega, il caso Kawhi Leonard esce definitivamente dal perimetro sportivo: il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha aperto un'indagine penale, la procura federale di Brooklyn ha già emesso una citazione a comparire, e adesso in gioco non ci sono più soltanto scelte al Draft e multe milionarie. Le grandi firme arrivate a Roma sposteranno davvero l'attenzione della città verso la pallacanestro o resteranno testimonial pagati a peso d'oro in un progetto ancora tutto da costruire? Il summit sul lago di Como consegnerà all'Europa un modello finalmente autonomo e sostenibile oppure segnerà l'inizio della resa definitiva alla lega americana? E Steve Ballmer, che aveva promesso battaglia contro la NBA con ogni mezzo a disposizione, manterrà la stessa linea adesso che dall'altra parte del tavolo si è seduto un procuratore federale? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  7. 10 set

    Ep. 230 - il talento nostro è l'anima e gli altri passaggi di oggi

    L'eliminazione delle Azzurre per mano dell'Australia chiude un Mondiale in cui l'Italia è tornata tra le prime dodici del pianeta dopo trentadue anni di assenza, e lo fa nel modo più crudele possibile: ventisei punti di svantaggio ribaltati fino all'ottanta pari con una tripla da nove metri di un'esordiente di ventidue anni, e un ultimo appoggio al tabellone che si ferma sul ferro prima di uscire, mentre coach Capobianco consegna a fine partita la frase che racconta questo gruppo meglio di qualunque tabellino. La sanzione più pesante nella storia della NBA chiude intanto dodici anni di un rapporto che era cominciato nel modo opposto, con un commissioner appena insediato che definiva Steve Ballmer il proprietario assolutamente perfetto e con il proprietario più ricco dello sport americano che ripuliva l'immagine della franchigia più derisa della lega, prima di ritrovarsi sospeso per un anno da un'indagine che ha finanziato lui stesso. E l'apertura in due giorni dei negozi di figurine di Mo Bamba e Cooper Flagg, dentro una corsa che ha già arruolato Tom Brady, Lewis Hamilton, Jay-Z e i proprietari di mezza NBA, svela un movimento molto più profondo di una semplice moda del momento. Questa Nazionale, capace di sfiorare l'impresa contro gli Stati Uniti e di rimontarne ventisei all'Australia, ha davvero ricostruito le fondamenta per tornare stabilmente ai piani alti del basket mondiale? Steve Ballmer considererà quanto accaduto una punizione da accettare o un tradimento da portare davanti a un tribunale, trasformando il caso nella prova più dura della gestione di Adam Silver? E gli atleti che oggi si comprano i negozi in cui vengono vendute le loro stesse figurine stanno inseguendo una passione oppure stanno prendendo posizione, con largo anticipo, dentro un mercato destinato a valere sempre di più? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  8. 9 set

    Ep. 229 - se anche il giocatore più ricco e influente della NBA si accompagna a Polymarket e gli altri passaggi di oggi

    Lo spot patinato girato nel quartier generale di Polymarket sancisce l'ingresso di LeBron James nell'universo dei mercati predittivi, e arriva nel momento più delicato che la lega ricordi sul fronte delle scommesse, tra radiazioni a vita, arresti dell'FBI e un'inchiesta federale che dal professionismo si è ormai allargata al basket universitario, mentre la piattaforma appena sposata è la stessa su cui in un solo anno hanno vinto un soldato delle forze speciali che sapeva dove trovare Maduro e un ingegnere informatico che conosceva in anticipo le tendenze di ricerca di Google. Il ritorno di Kawhi Leonard ai Toronto Raptors resta intanto inspiegabilmente congelato a una settimana dalla sentenza che avrebbe dovuto sbloccarlo, con i ruoli capovolti rispetto a luglio e una dirigenza decapitata dalle sospensioni che frena l'unica operazione capace di restituire ai Clippers un minimo di futuro, mentre il giocatore si allena a Miami con compagni che formalmente non sono ancora i suoi. E i Lakers annunciano infine la statua di Phil Jackson, l'allenatore più vincente nella storia di questo sport, con un comunicato firmato da Jeanie Buss proprio nelle settimane in cui la sua famiglia sta uscendo per sempre dalla proprietà della franchigia acquistata dal padre nel 1979. Se persino l'atleta in attività più influente e più ricco del mondo decide di mettere la propria faccia accanto a una piattaforma di mercato predittivo, quale margine resta alla lega per pretendere che i suoi giocatori ne stiano alla larga? Il ritardo dei Clippers è davvero soltanto una questione di organigrammi da ricostruire, oppure è il primo segnale della battaglia legale che Steve Ballmer ha promesso di combattere con ogni mezzo a disposizione? E il tributo a Phil Jackson verrà ricordato come il gesto più giusto di una dinastia che ha governato Los Angeles per quarantasette anni o soltanto come il suo ultimo atto? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

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