Massimiliano Bellavista, "Nera di malasorte" Roberto Bianchin "Aquagranda" Betti Editore www.betti.it Il 4 novembre 1966 l’acqua colpì nello stesso giorno due città che più diverse non potrebbero essere. A Firenze l’Arno uscì dagli argini e riempì di fango strade, botteghe, biblioteche e chiese. A Venezia il mare salì oltre ogni misura conosciuta, e la laguna con le sue isole più esposte si scoprì senza difese. Sessant’anni dopo Betti Editrice mette le due tragedie nello stesso libro, e lo fa in un modo che si capisce solo tenendolo in mano. «4 novembre 1966. Due storie di fango e di luce» è un volume “testa-coda”: ha due copertine e due ingressi, e si può cominciare da una parte o dall’altra. Le due storie camminano l’una verso l’altra e si incontrano a metà, dove il libro va girato per andare avanti. Da un lato c’è «Aquagranda» di Roberto Bianchin, il romanzo della Venezia sommersa. Dall’altro c’è «Nera di malasorte», il romanzo che Massimiliano Bellavista dedica alla Firenze alluvionata. Roberto Bianchin è un giornalista veneziano e per molti anni è stato inviato speciale di «la Repubblica». Nel 1996 ha vinto il Premio Aurelio Piva come miglior reporter, e con «La Resa» (Filippi, 1997) il premio per la cultura veneta “Carlo Goldoni”. «Aquagranda» racconta il 4 novembre 1966 visto dalla laguna e da Pellestrina, l’isola che quel giorno il mare quasi si portò via. Dal romanzo Bianchin ha poi ricavato il libretto dell’opera omonima, andata in scena alla Fenice esattamente cinquant’anni dopo, il 4 novembre 2016. Così, nello stesso volume, il giornalista che ha raccontato Venezia per tutta la vita incontra a metà strada lo scrittore senese che ha scelto di raccontare Firenze. Con Bellavista parliamo della metà fiorentina del libro. È nato a Siena nel 1973 e insegna Management strategico all’Università di Siena, ma da tempo la sua scrittura va spesso verso la storia: le parole di Matteotti, un Malaparte “proibito”, un disegno di Raffaello trafugato nel 1944 in «Immagini in una pagina bianca», Firenze e il Tour de France in un libro scritto a quattro mani con Paolo Ciampi. A Siena anima anche la scuola di scrittura Recensio. Per chi ci segue non è una voce nuova: era già stato qui con «La confutazione dei sogni», un romanzo a episodi sui confini del sogno. Questa volta al posto del sogno c’è una notte che una città intera ricorda ancora. Nella conversazione ci chiediamo come si scrive un romanzo su un evento che Firenze ha già trasformato in immagine, tra gli angeli del fango e il Crocifisso di Cimabue ferito, senza rifare la cartolina. Parliamo di un titolo come «Nera di malasorte», che sa insieme di cronaca nera e di destino. E di che cosa vuol dire, per uno scrittore, trovarsi rilegato (proprio alla lettera) a un altro romanzo e a un’altra città, con un lettore che può arrivare a te dopo aver attraversato Venezia. Il progetto ha anche un risvolto che merita di essere detto. Lo promuove il Distretto Lions 108La, e autori ed editore hanno rinunciato ai compensi. Il ricavato, tolti i costi di stampa, va al service Libro Parlato Lions, che porta i libri in audio a chi non può leggerli con gli occhi. Il volume viene presentato ufficialmente giovedì 5 novembre alle 17.30 nella Sala Lettura dell’Ateneo Veneto, a Venezia. Fango e luce, appunto: quello che l’acqua si porta via e quello che una comunità riesce a rimettere in piedi. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/