il posto delle parole

livio partiti

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

  1. Marco Filoni "La Russia e l'Occidente" Fëdor Tjutčev

    1d ago

    Marco Filoni "La Russia e l'Occidente" Fëdor Tjutčev

    Marco Filoni "La Russia e l'Occidente" Fëdor Tjutčev Adelphi www.adelphi.it Un libro che parla di geopolitica molto prima che questa avesse un nome – indispensabile per capire la Russia di oggi alla luce di quella di quasi due secoli fa. A cura di Marco Filoni Con un saggio di Massimo Cacciari «Per la prima volta in Europa si levò la voce ferma e coraggiosa dell’opinione pubblica russa». Con queste lapidarie parole lo scrittore Ivan Sergeevič Aksakov accolse una serie di articoli apparsi in Germania e in Francia sul finire degli anni Quaranta dell’Ottocento e destinati a suscitare una vasta eco in Occidente. L’autore di quelle pagine anonime, che osavano rivolgersi all’Europa con inaudita libertà e dignità, era Fëdor Tjutčev. Diplomatico, poeta ammirato da Puškin e da Turgenev, da Dostoevskij e da Tolstoj, uomo di grandi vizi e virtù, Tjutčev era animato da un entusiasmo senza limiti per la sua Russia, che – credeva fermamente – sarebbe diventata un grande impero, capace di unire tutti i popoli slavi di fede ortodossa. Ancora oggi, se si vogliono comprendere le mire espansionistiche di quel paese, è agli scritti politici di Tjutčev che occorre volgere lo sguardo. Fra le sue «intuizioni storiche» – come le definisce il teologo Georgij Florovskij –, spiccano l’agonia della civiltà occidentale, la questione romana e il Papato, il ruolo della censura e dell’autocrazia zarista, fino alla previsione di una catastrofica guerra che l’Occidente avrebbe scatenato contro la Russia uscendone sconfitto, e che avrebbe segnato l’inizio di un nuovo capitolo della Storia. Temi, come salta agli occhi, di bruciante attualità. Appartenente a una famiglia dell’aristocrazia moscovita, Fëdor Ivanovič Tjutčev (1803-1873) fu diplomatico oltre che eminente poeta, e dopo aver iniziato la carriera nel Collegio degli Affari esteri di Pietroburgo operò come incaricato speciale a Monaco di Baviera – dove frequentò Heine, Schelling e gli ambienti del Romanticismo tedesco – e a Torino, dove visse dal 1837 al 1839. Nel 1836 alcune sue liriche furono pubblicate dalla rivista di Puškin «Il contemporaneo», suscitando i primi, ampi consensi. Nel 1844 tornò definitivamente in Russia, mentre la sua fama di poeta cresceva dopo i riconoscimenti tributatigli da Turgenev, Fet, Dobroljubov. Marco Filoni insegna filosofia politica all’Università Link di Roma. Ha insegnato e svolto ricerca al Politecnico di Milano, all’Istituto di Studi Superiori dell’Università di Bologna e all’École Normale Supérieure di Parigi. Nel 2022 è stato nominato titolare del programma di ricerca Éclaireurs della Fondation Robert de Sorbon di Parigi. Tra i suoi libri: Anatomia di un assedio. La paura nella città (Skira 2019); L’azione politica del filosofo. La vita e il pensiero di Alexandre Kojève (Bollati Boringhieri 2021); Il calcolo della paura (Einaudi 2021); Lineamenti di una fenomenologia del diritto (Marsilio 2024). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    23 min
  2. Helena Janeczek "Il futuro della memoria" Memoria Festival

    1d ago

    Helena Janeczek "Il futuro della memoria" Memoria Festival

    Helena Janeczek "Il futuro della memoria" Memoria Festival, Mirandola www.memoriafestival.it Venerdì 5 giugno 2026, ore 17:30 Memoria Festival, Mirandola Il futuro della memoria Con Helena Janeczek e Giacomo Papi In collaborazione con Fondazione Mondadori Quali sono le sfide della conservazione del sapere nell’era digitale? In un presente in cui la frammentazione dei linguaggi riscrive il rapporto con la memoria, Giacomo Papi e Helena Janeczek, in collaborazione con la Fondazione Mondadori, riflettono sulla necessità di adeguare le pratiche della memoria ai cambiamenti avvenuti e in corso, confrontandosi sui confini del testo letterario nell’epoca digitale. Helena Janeczek, nata in Germania, a Monaco di Baviera, da genitori ebrei di origine polacca, vive in Italia da quando aveva 18 anni. Il suo esordio nel mondo del libro arriva nel 1989 con la raccolta di poesie in lingua tedesca Ins Freie (Suhrkamp), mentre sceglie l’italiano per il debutto narrativo: è il romanzo Lezioni di tenebra (Mondadori, 1997), in cui affronta il tema della trasmissione della memoria. La Storia e le vicende personali di chi l’ha attraversata sono invece al centro di La ragazza con la Leica (Guanda, 2017), biografia della fotoreporter Gerda Taro, uccisa durante la guerra civile spagnola. Vincitore dei premi Strega, Bagutta e Selezione Campiello, il romanzo è tradotto in diverse lingue. L’ultima fatica letteraria – Il tempo degli imprevisti (Guanda, 2024) – segna il suo ritorno all’indagine, chirurgica e ossessiva, della Storia attraverso il racconto delle vite che travolge. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    21 min
  3. Giuliano Zanchi "Il bene che vince"

    1d ago

    Giuliano Zanchi "Il bene che vince"

    Giuliano Zanchi "Il bene che vince" L'Apocalisse,libro di speranza Vita e Pensiero www.vitaepensiero.it L’apocalisse oggi è sulla bocca di tutti e anche negli occhi di molti. Ma non si tratta di quell’Apocalisse evangelica e cristiana che ha trovato posto nel canone della Scrittura: è piuttosto l’ombra dei fraintendimenti che nei secoli hanno trasformato questa parola in un termine quasi tecnico per indicare la fine catastrofica del mondo. In questo suo nuovo libro, Giuliano Zanchi accompagna il lettore a riscoprire il significato autentico del libro dell’Apocalisse, intendendolo per quello che è, un libro di speranza. È un percorso chiaro e accessibile, quasi un’introduzione per principianti, pensato per avvicinare chiunque a uno dei testi più affascinanti e misteriosi della Bibbia, capace di unire attrazione e oscurità, seduzione ed enigma. Collocandola nella tradizione storico-biblica che ne ha preparato la nascita, l’autore restituisce profondità storica, culturale e teologica all’apocalittica e al genere letterario da cui essa prende forma: ne ripercorre le radici e ne mostra la trasformazione decisiva nell’Apocalisse cristiana, dove il linguaggio visionario diventa prospettiva escatologica. Così, riletta nel suo orizzonte originario, l’Apocalisse torna a essere ciò che il suo nome indica: rivelazione, apertura di senso, promessa che attraversa il presente e lo orienta al compimento. Giuliano Zanchi (1967), prete di Bergamo, licenziato in Teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, è direttore della «Rivista del Clero Italiano» e si occupa di temi ai confini tra estetica e teologia. È direttore scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo e direttore della Collezione Paolo VI di Concesio (Brescia). Tra i suoi libri pubblicati da Vita e Pensiero: Rimessi in viaggio. Immagini da una Chiesa che verrà (2018); La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo (2020); Icone dell’esilio. Immagini vive nell’epoca dell’Arte e della Ragione (2022); Di questi tempi. Sette pezzi utili con due divagazioni sportive (2023); La vita sotto il cielo. Figure e temi della sapienza biblica (2024); Dare luogo alla grazia. Sugli spazi della liturgia (2025). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    31 min
  4. Camilla Baresani "Desiderio à la carte: perché usciamo a cena" Seminare Idee Festival

    1d ago

    Camilla Baresani "Desiderio à la carte: perché usciamo a cena" Seminare Idee Festival

    Camilla Baresani "Desiderio à la carte: perché usciamo a cena" Seminare Idee Festival, Prato www.seminareideefestival.it Seminare Idee, Festival Prato Museo del Tessuto Sabato 6 giugno 2026, ore 16:45 Camilla Baresani Desiderio à la carte: perché usciamo a cena Il desiderio di uscire da casa per mangiare, per stare con conosciuti e sconosciuti in un luogo dove, a pagamento, si consuma un pasto, unito al desiderio di provare piatti che non sappiamo o non possiamo preparare nella nostra cucina è parte integrante della vita dell’uomo contemporaneo. È un’esperienza gastronomica, estetica e soprattutto sociale: vedere e farsi vedere, rendere felici le persone che invitiamo, assaggiare un cibo ma anche una porzione di mondo, moltiplicare le nostre esperienze e le cose che potremo raccontare. Quando è iniziato questo desiderio di uscire a mangiare per svago, più che per bisogno? Come è diventato un desiderio di massa? Se mangiare fuori casa è stata, da sempre, una necessità per i viandanti, per i soldati, per i pellegrini, i truffatori, le prostitute, quando è iniziata la storia della ristorazione come forma di intrattenimento? E come è evoluta? Tutto inizia nel XIX secolo con la nascita della borghesia. Con l’aiuto della letteratura, della pittura, di cinema, fotografia e giornalismo Camilla Baresani racconta l’epopea dei locali che servono cibo, delle persone che li frequentano, dei cuochi divenuti protagonisti dello star system.  Camilla Baresani laureata in lettere moderne all’Università di Milano è scrittrice e giornalista. Ha esordito nel 2000 con il romanzo Il plagio (Mondadori). Ha pubblicato romanzi con Mondadori, Bompiani, Feltrinelli e La nave di Teseo, tra cui L’imperfezione dell’amore, Un’estate fa, Il sale rosa dell’Himalaya e Gelosia. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore e Vanity Fair, poi con Corriere della Sera, e Il Foglio. Ha lavorato in radio e per la Rai, e insegna scrittura creativa. Dal 2016 è presidente del Centro Teatrale Bresciano. Nel 2019 ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Camilla Baresani "Jasmine vuole tutto" Non nominare il nome di Dio invano Rizzoli Editore www.rizzolilibri.it Jasmine ha vent’anni, una bellezza folgorante e una disperata fame di riscatto. Cresciuta in un quartiere grigio e sotto i rigidi dettami di una madre opprimente, sogna una vita lussuosa, adeguata a quella delle clienti del centro estetico in cui lavora. La sua occasione prende le sembianze di Sergio Lenzi, quarantenne affascinante e marito di Simona, una facoltosa habitué del salone. L’uomo la seduce e la trasforma nella sua amante: la installa in un bilocale sul lago, la riempie di lingerie di seta, di borse griffate, di promesse. Ma il prezzo per entrare in questo paradiso artificiale è altissimo. Jasmine deve licenziarsi, allontanarsi dalla madre e non rivelare a nessuno l’identità del suo benefattore. Quest’ultima regola di Sergio è spietata, come il comandamento biblico: “Non nominare il nome di Dio invano”, e ora il signore e padrone assoluto è soltanto lui. Jasmine non immagina però di essere diventata la pedina vulnerabile di un gioco al massacro tra feroci manipolatori. Chi mente davvero? E chi pagherà il prezzo più alto? Camilla Baresani declina il secondo comandamento con un romanzo psicologico affilato come un bisturi, che scardina il mito della ricchezza facile e ci trascina nelle pieghe più ciniche e tossiche del desiderio. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    18 min
  5. Natascia Chiarlo "Rassegna Internazionale di Canto Corale"

    1d ago

    Natascia Chiarlo "Rassegna Internazionale di Canto Corale"

    Natascia Chiarlo Rassegna Internazionale di Canto Corale "Sergio Chiarlo" Dal 5 al 7 giugno 2026 Savigliano e il territorio ospiteranno la 36a Rassegna Internazionale di Canto Corale “Sergio Chiarlo”, storico appuntamento dedicato alla musica corale che quest’anno coincide con un importante traguardo: il 51° anno di attività del Coro Milanollo di Savigliano.  Tre giornate di concerti, incontri e momenti istituzionali animeranno la città e coinvolgeranno artisti provenienti dall’Italia e dall’estero, confermando la rassegna come uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio. Il programma si aprirà venerdì 5 giugno alle ore 21.00 presso il Teatro Milanollo di Savigliano con il concerto inaugurale “Radici e nuovi orizzonti”, serata dedicata all’incontro tra tradizione corale e nuove espressioni musicali. Il giorno successivo, sabato 6 giugno alle ore 21.00, Piazza Europa a Moretta ospiterà “Voci d’Europa in Concerto”, grande evento all’aperto che vedrà protagonisti tutti i cori partecipanti. La manifestazione si concluderà domenica 7 giugno alle ore 11:00, con la Santa Messa nella Chiesa di San Filippo Neri a Savigliano, accompagnata dalle corali ospiti, seguita alle ore 12.00 dalla cerimonia ufficiale presso il Palazzo del Comune con il saluto delle istituzioni cittadine e il tradizionale scambio dei doni. I cori partecipanti Coro Milanollo di Savigliano Fondato nel 1975, il Coro Milanollo rappresenta una delle realtà corali più attive e consolidate del territorio piemontese. In oltre cinquant’anni di attività ha promosso la cultura musicale attraverso concerti, rassegne e collaborazioni artistiche in Italia e all’estero, distinguendosi per la qualità interpretativa e per l’attenzione alla valorizzazione del repertorio corale. La formazione è oggi diretta da Natascia Chiarlo (Presidente e direttrice del coro) e Ivan Chiarlo (pianista accompagnatore) e continua a essere un importante punto di riferimento culturale per la città di Savigliano. Il Coro Misto del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana è una delle più prestigiose istituzioni musicali dell’Albania. Attivo all’interno del principale ente lirico nazionale, il coro vanta un ampio repertorio che spazia dalla musica operistica alla polifonia sacra e contemporanea. Diretto da Dritan Lumshi, il complesso si esibisce regolarmente in produzioni internazionali e rappresenta un’importante testimonianza della tradizione musicale balcanica. Il Coro Misto “Minuscolo Spazio Vocale” nasce a Roma con l’obiettivo di promuovere il repertorio corale attraverso una ricerca musicale attenta e innovativa. Diretto da Filippo Stefanelli, il gruppo affronta programmi che spaziano dalla musica antica alle composizioni contemporanee, con particolare attenzione alla qualità vocale e all’espressività interpretativa. Negli anni ha partecipato a festival e rassegne nazionali ottenendo apprezzamenti di pubblico e critica. Coro Giovanile Artemusica di Valperga (TO) Il Coro Giovanile Artemusica di Torino è una formazione composta da giovani coristi accomunati dalla passione per la musica vocale e per la sperimentazione artistica. Diretto da Debora Bria, con Carlo Beltramo al pianoforte, il coro propone un repertorio dinamico e versatile che unisce tradizione corale, arrangiamenti moderni e attenzione alla formazione musicale delle nuove generazioni. Tutti gli eventi saranno a ingresso libero su prenotazione. Programma 5 giugno 2026 – ore 21.00 Savigliano, Teatro Milanollo - Concerto inaugurale “Radici e nuovi orizzonti” Prenotazioni: 340.6856173 – 347.8072022 6 giugno 2026 – ore 21.00 Moretta, Piazza Europa – concerto corale all’aperto “Voci d’Europa in Concerto” Prenotazioni: Comune di Moretta – 0172.911035 (interno 5) 7 giugno 2026 – ore 11:00 e 12:00 Savigliano, Chiesa San Filippo Neri ore 11.00 - Santa Messa con la partecipazione delle corali Savigliano, Palazzo Comunale ore 12.00 - Cerimonia ufficiale con le Istituzioni e scambio dei doni Per informazioni e prenotazioni: 340.6856173 – 347.8072022 Per il concerto di Moretta: Comune di Moretta – 0172.911035 (interno 5) Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    13 min
  6. Gianluca Corrado "De Mente"

    1d ago

    Gianluca Corrado "De Mente"

    Gianluca Corrado "De Mente" Filosofia e follia nella disputa tra Michel Foucault e Jacques Derrida Edizioni Studium www.edizionistudium.it 1961, esce in Francia "Storia della follia" nell’età classica di Michel Foucault. 1963, Jacques Derrida rivolge all’opera critiche affilate. 1972, in occasione della nuova edizione del libro, Foucault replica. 1992, ormai scomparso quest’ultimo, Derrida rivisita l’ambiguo rapporto tra la concezione foucaultiana della follia e la psicoanalisi freudiana. Su queste date si articola il dibattito tra la pionieristica indagine dell’altra faccia della mente – la follia –, svolta dalla "Storia", e i rilievi filosofici mossi da Derrida. Con Cartesio sullo sfondo, in gioco il dovere ma insieme la difficoltà della ragione di misurarsi, arrischiarsi e convalidarsi/invalidarsi con quell’altro da sé che può cercare di capire senza tuttavia poter evadere da se stessa. Un tentativo di dialogo, d’altra parte, quanto mai ineludibile appena ci ricordiamo che la follia non è un’astrazione, ma s’incarna in persone accanto a noi. È necessario riconoscere l’alterità del loro pensiero, senza però estremizzarla in una differenza coi tratti della distanza o, peggio ancora, coi tratti residuali di quelle emarginazioni, espulsioni, segregazioni, relegazioni medicaliste che i matti hanno subìto soprattutto tra il XVII e parte del XIX secolo, l’“età classica” considerata dall’autore. Nel centenario della nascita di Foucault, nato nel 1926 e morto nel 1984, un’occasione per rileggere la sua incisiva visione della "folie" nel confronto più importante che ha avuto. Gianluca Corrado ha pubblicato, tra gli altri, i saggi La follia in scena (2008), Il folle e la società. Il dibattito tra Foucault e Chomsky (2009), Oltre l’indifferenza. Barthes e Derrida (2025), il romanzo La Sapiente (2025), le raccolte di racconti In credito di sole (2022) e Strabismo perfetto e altri racconti (2023). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    35 min
  7. Roberto Rossi Precerutti "Un silenzioso dispendio"

    2d ago

    Roberto Rossi Precerutti "Un silenzioso dispendio"

    Roberto Rossi Precerutti "Un silenzioso dispendio" Manni Editori www.mannieditori.it Organizzata in tre sezioni, la raccolta poetica introduce il lettore in una complessità di strumenti lirici. L’accostamento a Petrarca, ma anche la forma e l’ausilio di una più libera sperimentazione, rimandano all’io e agli altri, in una visione del mondo drammatica, caratterizzata costantemente dal segno della perdita.  Così volti amati e luoghi della memoria rimangono reliquie di tempi felici. Le poesie dicono tristemente il buio della perdita, sono matrici di un dialogo muto che racconta il congedo e tenta un bilancio esistenziale, ma al cospetto di una natura partecipe.  Le parole, come pietre sorde ed inerti, una dopo l’altra, sono forti, con versi di nervi e di ossa inseriti in comunione e corrispondenza fra i vivi e chi non c’è più. Poi, la grazia di un luminoso accadere può essere la scrittura, immaginata come figura di donna irraggiungibile e, pur nella ricerca, può riscattare la finitudine umana. Roberto Rossi Precerutti È nato nel 1953 a Torino, dove vive. Medievista per formazione e da sempre votato agli studi letterari, ha scritto saggi critici, traduzioni dal francese, dallo spagnolo e dall’antico provenzale, pubblicate anche sulla rivista “Poesia” e in antologie edite da Crocetti, e varie raccolte poetiche.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    24 min
  8. Antonella Rizzo "Interno barocco"

    3d ago

    Antonella Rizzo "Interno barocco"

    Antonella Rizzo "Interno barocco" Poesia del disinganno Edizioni Croce www.edizionicroce.it Poesia che disinganna, sollevando da convincimenti errati e delusioni obbligatorie. Sottesa da una concezione viva, sensibile e sensuale, dell’umanità, sottratta al potere del razionalismo, profano e scientista, da cui siamo stregati. Perché quasi tutto ciò che dà fiori e frutti ha radici nell’irrazionale, mentre l’impettita coscienza, sovente falsa, esplicativa e rigida, pietrifica quel che di vitale tocca. Poetica pertanto del proferire a metà, dietro il velo e il ventaglio, col genio del cuore che vanifica l’autoincensarsi e insegna a far segni come muti, generando desideri e significati alternativi. Antonella Rizzo è nata a Roma il 17 gennaio 1967. E’ poeta, scrittrice, giornalista, performer, attiva nel campo dell’intercultura e della letteratura di genere. Ha pubblicato: Il sonno di Salomè – Edizioni Tracce, 2012; Confessioni di una giovane eretica – Lepisma Edizioni, 2013; Cleopatra. Divina Donna d’Inferno – Fusibilia libri, 2014; Iratae pièce teatrale con Maria Carla Trapani – Fusibilia libri 2015; Plethora – Nuove Edizioni Aldine, 2016; A dimora le rose – Edizioni Croce, 2018, A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice – Lavinia Dickinson, 2019. È stata tradotta in albanese, arabo, inglese, polacco, romeno; i suoi testi sono presenti in molte Antologie di Poesia contemporanea. È organizzatrice di eventi culturali di carattere nazionale e internazionale, cortometraggi, pièces teatrali, in collaborazione con artisti visivi e musicisti. Ha conseguito Premi nazionali e internazionali ed è giurata in diversi Concorsi letterari. È ideatrice e responsabile del Premio letterario “Antica Pyrgos”. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    19 min

About

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

You Might Also Like