il posto delle parole

livio partiti

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

  1. 19h ago

    Barbara Nappini "Sette volte futuro"

    Barbara Nappini "Sette volte futuro" Un'altra idea di mondo Prefazione di Luciana Castellina Slow Food Editore www.slowfoodeditore.it Viviamo in un tempo in cui crisi ambientali, sociali, economiche e politiche sembrano sovrapporsi fino a comporre un unico labirinto senza uscita. Ma ciò che appare inevitabile è il risultato di scelte più o meno consapevoli e, proprio per questo, può essere cambiato. Partendo dal cibo, il nostro contatto più intimo con la natura, Barbara Nappini attraversa sette grandi questioni del presente: il rapporto con il limite, la biodiversità, la complessità, i territori, la pace, il ruolo delle donne e l'azione collettiva.  Ogni capitolo prende le mosse da una stortura del modello dominante, a cui segue un Oppure: un'alternativa possibile, già praticabile, fatta di agroecologia, comunità, relazioni, cura, cooperazione e partecipazione. Queste proposte vanno a comporre un mosaico di speranze e azioni possibili, nonché un'altra idea di mondo. Sette volte futuro non promette soluzioni facili né scenari rassicuranti. Restituisce però al futuro la sua qualità più politica: quella di non essere già scritto. Perché cambiare il sistema alimentare significa anche cambiare il modo in cui abitiamo il mondo.  Barbara Nappini vive nella campagna della bella Valdambra, tra il Valdarno di Sopra, Siena e Arezzo. Dopo anni in una multinazionale nel mondo della moda, nel 2010 si trasferisce in un casale in campagna e si appassiona alla permacultura, si misura con l’autoproduzione e fonda l’associazione Il grano e le rose. Nel 2012 incontra Slow Food Colli Superiori del Valdarno e scopre Terra Madre: da quel momento non sarà più la stessa. Comincia occupandosi di progetti educativi e attività per adulti finché, nel 2014, col Congresso di Riva del Garda, diventa membro del Consiglio nazionale. Da luglio 2021 è presidente di Slow Food Italia, prima donna a ricoprire questo ruolo. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Barbara Nappini "Sette volte futuro"
  2. 20h ago

    Andrea Faziioli "Una piccola cosa proibita"

    Andrea Fazioli "Una piccola cosa proibita" Guanda Editore www.guanda.it Un circolo di lettura, una libreria fuori mano e un concorso di haiku dall’apparenza innocente. Eppure, proprio queste brevi poesie sembrano nascondere la chiave di un feroce omicidio avvenuto nella Svizzera italiana. Il corpo di un uomo, un importante avvocato di Milano, è stato rinvenuto davanti all’ingresso di un’antica miniera. A condurre le indagini arriva proprio da Milano l’ispettrice Anna Scovalupi, che si trova a confrontarsi con la cauta macchina giudiziaria elvetica e a collaborare con l’investigatore Elia Contini. Lei, appassionata ciclista, percorre strade ignote e scopre un paese meno quieto del previsto. Lui, più a suo agio fra boschi e montagne che tra le persone, è coinvolto nella caccia a quello che si rivelerà un assassino seriale. Mentre la polizia segue piste che conducono ai lati più oscuri della finanza fra Svizzera e Italia, un giovane libraio continua a ricevere anonimi haiku che sembrano anticipare ogni sviluppo delle indagini... In un crescendo di tensione, senza mai abbandonare i toni dell’ironia, Andrea Fazioli ci conduce attraverso un caso imprevedibile, in cui le ombre del passato e dell’omertà si allungano sul paesaggio del Canton Ticino, dove la tentazione di lasciarsi andare a una piccola cosa proibita può generare conseguenze fatali. Andrea Fazioli è nato nel 1978 e vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Guanda ha pubblicato L’uomo senza casa (2008, Premio Stresa di Narrativa, Premio Selezione Comisso), Come rapinare una banca svizzera (2009), La sparizione (2010, Premio Fenice Europa), Uno splendido inganno (2013), Il giudice e la rondine (2014), Lezioni private (2016), L’arte del fallimento (2016, Premio Fenice Europa), Gli svizzeri muoiono felici (2018), Il commissario e la badante (2020), Le strade oscure (2022, Premio Ceresio in Giallo). Oltre a scrivere, lavora come giornalista e conduttore per la Radiotelevisione svizzera (RSI). Nel 2017 il presidente Mattarella gli ha conferito l’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia per la sua opera letteraria.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Andrea Faziioli "Una piccola cosa proibita"
  3. 21h ago

    Massimiliano Bellavista "Nera di malasorte" "Aquagranda"

    Massimiliano Bellavista, "Nera di malasorte" Roberto Bianchin "Aquagranda" Betti Editore www.betti.it Il 4 novembre 1966 l’acqua colpì nello stesso giorno due città che più diverse non potrebbero essere. A Firenze l’Arno uscì dagli argini e riempì di fango strade, botteghe, biblioteche e chiese. A Venezia il mare salì oltre ogni misura conosciuta, e la laguna con le sue isole più esposte si scoprì senza difese. Sessant’anni dopo Betti Editrice mette le due tragedie nello stesso libro, e lo fa in un modo che si capisce solo tenendolo in mano. «4 novembre 1966. Due storie di fango e di luce» è un volume “testa-coda”: ha due copertine e due ingressi, e si può cominciare da una parte o dall’altra. Le due storie camminano l’una verso l’altra e si incontrano a metà, dove il libro va girato per andare avanti. Da un lato c’è «Aquagranda» di Roberto Bianchin, il romanzo della Venezia sommersa. Dall’altro c’è «Nera di malasorte», il romanzo che Massimiliano Bellavista dedica alla Firenze alluvionata. Roberto Bianchin è un giornalista veneziano e per molti anni è stato inviato speciale di «la Repubblica». Nel 1996 ha vinto il Premio Aurelio Piva come miglior reporter, e con «La Resa» (Filippi, 1997) il premio per la cultura veneta “Carlo Goldoni”. «Aquagranda» racconta il 4 novembre 1966 visto dalla laguna e da Pellestrina, l’isola che quel giorno il mare quasi si portò via. Dal romanzo Bianchin ha poi ricavato il libretto dell’opera omonima, andata in scena alla Fenice esattamente cinquant’anni dopo, il 4 novembre 2016. Così, nello stesso volume, il giornalista che ha raccontato Venezia per tutta la vita incontra a metà strada lo scrittore senese che ha scelto di raccontare Firenze. Con Bellavista parliamo della metà fiorentina del libro. È nato a Siena nel 1973 e insegna Management strategico all’Università di Siena, ma da tempo la sua scrittura va spesso verso la storia: le parole di Matteotti, un Malaparte “proibito”, un disegno di Raffaello trafugato nel 1944 in «Immagini in una pagina bianca», Firenze e il Tour de France in un libro scritto a quattro mani con Paolo Ciampi. A Siena anima anche la scuola di scrittura Recensio. Per chi ci segue non è una voce nuova: era già stato qui con «La confutazione dei sogni», un romanzo a episodi sui confini del sogno. Questa volta al posto del sogno c’è una notte che una città intera ricorda ancora. Nella conversazione ci chiediamo come si scrive un romanzo su un evento che Firenze ha già trasformato in immagine, tra gli angeli del fango e il Crocifisso di Cimabue ferito, senza rifare la cartolina. Parliamo di un titolo come «Nera di malasorte», che sa insieme di cronaca nera e di destino. E di che cosa vuol dire, per uno scrittore, trovarsi rilegato (proprio alla lettera) a un altro romanzo e a un’altra città, con un lettore che può arrivare a te dopo aver attraversato Venezia. Il progetto ha anche un risvolto che merita di essere detto. Lo promuove il Distretto Lions 108La, e autori ed editore hanno rinunciato ai compensi. Il ricavato, tolti i costi di stampa, va al service Libro Parlato Lions, che porta i libri in audio a chi non può leggerli con gli occhi. Il volume viene presentato ufficialmente giovedì 5 novembre alle 17.30 nella Sala Lettura dell’Ateneo Veneto, a Venezia. Fango e luce, appunto: quello che l’acqua si porta via e quello che una comunità riesce a rimettere in piedi. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

  4. 1d ago

    Ilaria Gaspari "Malinconia, emozione o malattia?"

    Ilaria Gaspari "Malinconia, emozione o malattia?" Festival della Malinconia, Perugia Il Festival della Malinconia è alla seconda edizione e si tiene a Perugia dal 4 all’8 novembre 2026. Fa parte di Umbria Green Festival ed è stato ideato da Daniele Zepparelli. In cinque giorni passa per cinema, musica, filosofia, letteratura e teatro. Gaspari interviene giovedì 5 novembre alle 17 alla Libreria Feltrinelli con Malinconia, emozione o malattia?. L’incontro parla del confine, spesso poco netto, tra esperienza interiore, sofferenza e patologia. Nella nostra conversazione abbiamo cercato quel confine: dove finisce un sentimento che ci appartiene e dove comincia qualcosa che ci fa male. Che cosa ce ne facciamo, oggi, della malinconia? Viviamo in un tempo che ci vuole efficienti, rapidi e possibilmente felici, e quel velo che a volte cala sulle cose viene trattato come un difetto da correggere. Eppure per secoli filosofi, poeti e pittori ne hanno fatto una forma di conoscenza. Da questa domanda parte la conversazione con Ilaria Gaspari, ospite a Perugia del Festival della Malinconia. Nata a Milano nel 1986, Ilaria Gaspari ha studiato filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa e ha preso il dottorato all’Université Paris I Panthéon-Sorbonne. Ha esordito nella narrativa nel 2015 con Etica dell’acquario (Voland), seguito da Ragioni e sentimenti (Sonzogno). Con Einaudi ha pubblicato Lezioni di felicità (2019) e Vita segreta delle emozioni (2021), due libri che portano il pensiero antico e moderno nella vita di tutti i giorni senza annacquarlo. Nel 2022 ha seguito i passi di Ingeborg Bachmann in A Berlino (Giulio Perrone). Poi è tornata al romanzo con La reputazione (Guanda, 2024), la storia di una ragazzina scomparsa e del peso delle voci che girano, e con L’hotel del tempo perso. Non rubare (Rizzoli, 2025), un giallo filosofico sul furto più subdolo di oggi: quello del nostro tempo. Oltre ai libri ci sono la radio, la televisione e l’insegnamento. È stata tra i volti di Play Books per Rai, collabora con la Radiotelevisione svizzera e tiene corsi di scrittura. I suoi libri sono tradotti anche all’estero, dalla Spagna alla Polonia. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  5. 1d ago

    Davide Orsini "L'arcipelago atomico"

    Davide Orsini "L'arcipelago atomico" La Maddalena, la base USA tra rischi ambientali e segreti militari Meltemi Editore www.meltemieditore.it Nel 1972 la marina militare degli Stati Uniti installò una base per sottomarini nucleari nell’Arcipelago de La Maddalena, in Sardegna, grazie a un accordo con il governo italiano. La decisione, mai approvata dal Parlamento, provocò da più fronti veementi proteste e preoccupazioni per i rischi ambientali e sanitari nel Mediterraneo occidentale. In questo saggio, Davide Orsini – sulla scorta di documenti d’archivio inediti e di un lavoro etnografico pluriennale – getta nuova luce sul caso, analizzando la presenza militare statunitense sul territorio italiano, la percezione del pericolo tra gli abitanti del luogo, gli incidenti occultati e l’inadeguatezza del sistema di sorveglianza radiologica del nostro Paese. Grazie a questa ricostruzione, La Maddalena appare come uno spazio di conflitto tra esperti tecnocratici al servizio della NATO e scienziati e attivisti impegnati a rivendicare maggiore trasparenza. La vicenda, conclusasi con la chiusura della base USA nel 2008, torna oggi di grande attualità: di fronte alle nuove guerre e agli annunciati riarmi, ci invita a riflettere sui rischi del nucleare e sul prezzo che le comunità locali pagano per le strategie geopolitiche delle superpotenze. Un interrogativo allarmante sorge spontaneo: quanto può davvero decidere l’Italia sulle basi NATO presenti sul suo territorio? Davide Orsini ha conseguito un dottorato di ricerca in Antropologia e storia presso la University of Michigan (Ann Arbor). Da anni studia i processi storici e sociali di produzione della conoscenza scientifica, con particolare attenzione ai risvolti ambientali e politici delle applicazioni civili e militari dell’energia nucleare. Attualmente svolge la sua attività di docente e ricercatore presso il Rachel Carson Center for Environment and Society della Ludwig Maximilians Universität di Monaco di Baviera, in Germania, dove guida un progetto di studio internazionale sulle implicazioni socioecologiche ed economiche dello smantellamento degli impianti nucleari. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  6. 1d ago

    Francesco Niccolini "L'alluvione di Firenze"

    Francesco Niccolini "L'alluvione di Firenze" 3-4 novembre 1966 tab edizioni www.tabedizioni.it il libro "L’alluvione di Firenze. 3-4 novembre 1966" (tab edizioni, collana "Il giorno prima") di Serena Giacomin, Paolo Mattera, Francesco Niccolini, Gianni Silei e Anna Zuccaro viene presentato in anteprima a Firenze, martedì 3 novembre alle 17, alla Biblioteca delle Oblate  Via dell’Oriuolo, 24 - Sala storica Dino Campana Sono passati sessant’anni dalla notte in cui l’Arno uscì dagli argini, e Firenze se la ricorda ancora. Serena Giacomin, Paolo Mattera, Francesco Niccolini, Gianni Silei e Anna Zuccaro firmano insieme “L’alluvione di Firenze. 3-4 novembre 1966”, pubblicato da tab edizioni. Non è un libro di sole fotografie o soltanto di ricordi. Sono cinque voci che, partendo dal passato, ricostruiscono l’evoluzione storica, climatica e sociale che porta l’Italia verso il futuro in termini di solidarietà e prevenzione. Sotto c’è una domanda semplice e scomoda: il segno nero lasciato dal fango sui muri della città ha davvero separato un prima da un dopo?  Ognuno guarda l’evento da un lato diverso. Il punto di vista storico arriva da Gianni Silei, che insegna Storia sociale all’Università di Siena e coordina l’Osservatorio Rischi e Eventi Naturali e Tecnologici. Silei studia da anni il modo in cui una società reagisce alle catastrofi, e ricorda che la natura non è né “madre” né “matrigna”: le responsabilità vanno cercate tra gli uomini. Paolo Mattera, storico dell’Italia contemporanea, colloca il 1966 nel suo tempo, un Paese in pieno boom economico colto impreparato. Serena Giacomin si occupa del clima: che cosa accadde nel cielo in quei giorni e che cosa è cambiato da allora, mentre gli eventi estremi si fanno più frequenti. Anna Zuccaro completa il quadro con il suo contributo.  Poi c’è Francesco Niccolini, drammaturgo e narratore, che a questa storia ha già dedicato “La guerra grande dell’Arno: l’alluvione di Firenze del 4 novembre ‘66” (scienzaexpress, 2011). A lui spetta lo sguardo del racconto: le persone, le voci, il fango vissuto da dentro, e il passaggio dalla cronaca alla memoria condivisa.  Il libro sta tutto in questo intreccio di storia, scienza e narrazione. Non chiede solo che cosa sia successo a Firenze, ma che cosa abbiamo imparato e che cosa rischiamo di dimenticare. Ne parliamo con Francesco Niccolini ai microfoni de Il Posto delle Parole. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  7. 4d ago

    Massimiliano Tappari "Quelli che sognano"

    Massimiliano Tappari, Chiara Carminati "Quelli che sognano" Edizioni Lapis www.edizionilapis.it Chiara Carminati e Massimiliano Tappari, saranno protagonisti incontrando i bambini a Scrittori in Città a Cuneo. Guarda il programma e scopri gli appuntamenti: www.scrittorincitta.it Chi sono quelli che sognano? Sono quelli che guardano avanti senza smettere di guardare in alto, che sanno cambiare punto di vista, riconoscere coincidenze e vedere possibilità nuove nelle cose di ogni giorno. Chiara Carminati e Massimiliano Tappari tornano a lavorare insieme in un libro di poesia e fotografia. I brevi testi incontrano immagini di oggetti, dettagli, forme e scene raccolte nel mondo intorno a noi, creando associazioni e rimandi visivi inattesi.  Sognare, in queste pagine, non significa chiudere gli occhi o aspettare che qualcosa accada. Il sogno è «un disegno desto per preparare il presente e il futuro che vogliamo».  Un libro per lettori di tutte le età, che invita a osservare il mondo da punti di vista differenti e a riconoscere possibilità nuove in ciò che ci circonda.  Età di lettura da 8 anni Chiara Carminati È autrice di poesie, racconti, romanzi, canzoni e spettacoli teatrali. Specializzata in Didattica della poesia, tiene corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e bibliotecari, in Italia e all’estero. All’attività di scrittura affianca incontri con le classi e laboratori di poesia. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior autrice e nel 2016 ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi con il romanzo Fuori Fuoco (Bompiani). È stata candidata da Ibby per l’Italia all'H.C. Andersen International Award 2016, nel 2018 ha vinto il Premio Nati per Leggere con A fior di pelle (Lapis) e nel 2021 con Occhio ladro (Lapis) ha vinto il Premio Andersen — Miglior libro fatto ad arte. I suoi libri sono pubblicati da Einaudi Ragazzi, Rizzoli, Mondadori, Bompiani e tanti altri. Massimiliano Tappari Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Brera, con i suoi scatti racconta le storie nascoste nelle piccole cose. Premio Andersen 2016 come Protagonista della cultura, da anni conduce workshop di stupore a km zero presso scuole, biblioteche, musei e festival stimolando bambini e adulti a usare la creatività e a cogliere il lato fantastico della vita quotidiana. Mostre delle sue opere sono state ospitate alla Casina di Raffaello a Roma, alla Fondazione Remotti di Camogli (nell’ambito del Premio Skiaffino) e al PAN – Palazzo delle Arti Napoli.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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