Personaggi di Bologna

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  1. 09/22/2021

    Giacomo Bulgarelli e il Dall’Ara

    Nato a Portonovo di Medicina il 24 ottobre 1940, ha vestito ininterrottamente per diciassette stagioni la maglia del Bologna, collezionando 486 presenze: è in assoluto il calciatore ad aver indossato più volte la maglia rossoblù. Giacomo è stato un grande capitano ed è diventato una bandiera per aver dedicato tutta la sua carriera al Bologna. Negli anni Cinquanta la famiglia si trasferisce nella periferia orientale di Bologna, nell’odierno quartiere Mazzini, dove i ragazzini potevano sfogare le loro voglie negli spazi verdi che si alternavano ai neonati palazzoni. Leggenda narra che su quei cortili si affacciasse proprio la finestra dell’appartamento di Guyla “Giulio” Lelovich, che non si lasciò sfuggire quel piccoletto che correva a testa alta e giocava senza guardare il pallone, condotto con tocchi eleganti. L’ungherese era al servizio del club dagli anni 30’, quando divenne il capostipite della gloriosa dinastia di allenatori magiari che guidarono quel Bologna “che tremare il mondo fa”. Giacomo fu l’unico bolognese nell’anno della vittoria dell’ultimo scudetto nel 1964: indossava la maglia numero 8. Oltre allo scudetto del '64, con i rossoblù ha vinto 2 Coppe Italia, una Coppa Mitropa e una Coppa di Lega Italo-Inglese. In Nazionale ha giocato due Mondiali (nel 1962 e nel 1966) collezionando 29 presenze e 7 gol. Dopo aver dato addio al calcio giocato è stato dirigente sportivo e commentatore televisivo. Il Comune gli ha intitolato la curva Andrea Costa del Dall’Ara.

  2. 09/22/2021

    Neffa e il “Disco d’oro”

    Nato a Scafati, in provincia di Salerno, all'età di otto anni si trasferisce con la famiglia a Bologna, dove è cresciuto e risiede, e dove ha iniziato a fare hip hop nell'underground cittadino. Inizia la carriera negli anni Ottanta come batterista in diversi gruppi hardcore punk tra cui gli Impact e i Negazione, con cui suona in una storica tournée negli Stati Uniti con lo pseudonimo di Jeff Pellino, ma esce dalla band prima che, nel 1991, partecipi a Modena alla data italiana dei Monsters of Rock insieme a Metallica e AC/DC. Neffa vive in isolamento a San Lazzaro dopo anni passati al Pratello, non senza nostalgia di una stagione di vivacità musicale che ora non vede più. In un’intervista racconta: «Sono un eremita assoluto e mi sposto di rado da casa mia dove ho attrezzato uno studio discografico. Però ho dei bei ricordi di un periodo in cui Bologna era una città dalle grandi possibilità: quando frequentavo l’istituto per ragionieri "Marconi" e suonavo nelle cantine la musica». Dice di sentirsi molto affezionato al Casalone e alle case occupate di via Avesella, come al "Disco d’oro", il negozio che era il centro di raccolta di tutte le tendenze musicali cittadine, dai punk ai metallari agli skin. «A inizio anni ‘90», conclude, «c’era gente che voleva davvero creare e suonava tutte le sere nelle piazze, ora mi sembra tutto appiattito, mi sembra che la cultura sia azzerata ma non credo che riguardi solo Bologna».

  3. 09/22/2021

    Enzo Biagi e Il resto del Carlino

    È stato uno dei volti più popolari del giornalismo italiano del XX secolo. Nato nel piccolo borgo appenninico di Pianaccio, all'età di nove anni si trasferì a Bologna nel rione di Porta Sant'Isaia. L'idea di diventare giornalista nacque in lui dopo aver letto Martin Eden di Jack London. Frequentò l'istituto tecnico per ragionieri Pier Crescenzi, dove con altri compagni diede vita ad una piccola rivista studentesca, Il Picchio, che fu soppressa dopo qualche mese dal regime fascista e da allora nacque in Biagi una forte indole antifascista. Nel 1942 fu chiamato alle armi ma non partì per il fronte a causa di problemi cardiaci. Fu costretto a rifugiarsi sulle montagne, dove aderì alla Resistenza combattendo nelle brigate Giustizia e Libertà legate al Partito d'Azione. Si occupò della stesura di un giornale partigiano, Patrioti, con il quale informava la gente sul reale andamento della guerra lungo la Linea Gotica. Biagi considerò sempre i mesi che passò da partigiano come i più importanti della sua vita: in memoria di ciò, volle che la sua salma fosse accompagnata al cimitero sulle note di Bella ciao. Terminata la guerra, Biagi entrò con le truppe alleate a Bologna e fu proprio lui ad annunciare dai microfoni del Psychological Warfare Branch alleato l'avvenuta liberazione. Poco dopo fu assunto come inviato speciale e critico cinematografico al Resto del Carlino, la cui nuova sede fu inaugurata nel 1936 in via Dogali (ora via Gramsci).

  4. 09/22/2021

    Roberto Freak Antoni e il parco del Cavaticcio

    Fondatore e leader degli Skiantos e considerato il padre del rock demenziale italiano, uno dei suoi principali meriti è l'aver trasformato il linguaggio dei giovani del suo tempo nella poesia beffarda e aggressiva che l'ha caratterizzato. È noto come agitatore culturale per il suo anticonformismo e l'impegno rivoluzionario e irriverente nella musica e nell'arte in generale contro la retorica delle istituzioni. La sua dissacrante e irresistibile ironia ha colpito anche lo stagnante intellettualismo degli anni Settanta e Ottanta e i comportamenti contraddittori di molti pseudo-rivoluzionari. Roberto è cresciuto nella cittadina di San Giovanni in Persiceto, alle porte di Bologna, e ha conseguito il diploma di perito agrario all'Istituto Tecnico Agrario "Arrigo Serpieri" all'inizio degli anni Settanta. Ha poi frequentato il DAMS di Bologna. In quegli anni inizia a prendere forma il personaggio di leader, cantante, paroliere, animatore del gruppo rock demenziale Skiantos. Gli Skiantos si formano nel 1975, sono studenti del DAMS e iniziano a suonare nella cantina di Roberto Antoni, che solo in seguito sarà conosciuto come Freak Antoni. Nel parco del Cavaticcio - giardino John Klemen è stata inaugurata nel 2018 una scultura a lui dedicata. Rappresenta l'artista - in puro stile “demenziale” - mentre esce da un wc con un razzo sulle spalle. La dedica sul basamento lo ricorda come colui che “distribuì la cultura a badilate”.

  5. 09/22/2021

    Giulietta Masina e il Giardino in via Torreggiani

    Nasce il 22 febbraio 1921 a San Giorgio di Piano, nella pianura bolognese. Nel centenario della nascita dell’attrice il Comune di San Giorgio di Piano, l’Unione Reno Galliera e la Città metropolitana di Bologna celebrano l’anniversario con l’evento “A Giulietta con affetto”. Un patchwork di ricordi e testimonianze di chi la conobbe andato in onda sulla pagina Facebook della Città metropolitana di Bologna e di tutti gli Enti coinvolti in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Portata a Roma da piccola, Giulietta ha frequentato la facoltà di lettere e tentato diverse strade in ambito artistico: ballerina, violinista, attrice. È stata però la radio ad aprirle la strada del successo. Nel 1942 incontra negli studi dell'EIAR Federico Fellini. Già nel luglio 1943 la coppia si presenta ai genitori di lei. Dopo l'8 settembre 1943 la loro unione conosce un'accelerazione: Fellini, invece di rispondere alla chiamata alla leva, convola a nozze con Giulietta il 30 ottobre. Nei primi mesi vivono insieme nella casa della zia milanese della moglie. Intanto il sodalizio artistico era già avviato. Nel 1948 la Masina è giunta al cinema con Lattuada in Senza pietà. Con Fellini forma nel dopoguerra un esemplare sodalizio umano e professionale, è infatti stata protagonista di alcuni dei più noti film da lui diretti: oltre alla Strada, Le notti di Cabiria, Giulietta degli Spiriti, Ginger e Fred. A Giulietta è stato intitolato un giardino in Via Alfonso Torreggiani.

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