il posto delle parole

livio partiti

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

  1. 16h ago

    Albano Marcarini "Atlante dei sentieri di campagna. Piemonte a piedi e in bicicletta"

    Albano Marcarini "Atlante dei sentieri di campagna" Piemonte a piedi e in bicicletta ediciclo editore www.ediciclo.it Il nuovo volume della fortunata collana "Atlante dei sentieri di campagna" di Ediciclo Editore è dedicato al Piemonte, dopo i volumi precedenti su Lombardia e Liguria (Riviera di Levante). Il libro raccoglie 36 itinerari, alcuni da percorrere a piedi e altri in bicicletta, attraverso le campagne piemontesi: dai vigneti del Monferrato alle risaie del Vercellese, dai frutteti della Provincia Granda ai noccioleti delle Langhe. Un viaggio a velocità ridotta pensato per cogliere l'intima bellezza di un paesaggio che, dal Monte Rosa al corso pianeggiante del Po, si offre come un caleidoscopio di forme, strutture e colori. Non una semplice guida escursionistica, ma un vero e proprio atlante che intreccia geografia, storia e cultura: la regione raccontata è quella di Cavour, di Paolo Conte e del Barolo, terra di eccellenze ambientali e di un patrimonio paesaggistico e storico di grande valore. Come nei volumi precedenti della collana, ogni itinerario è pensato per essere percorso con calma, privilegiando le strade bianche e i percorsi minori che si snodano lontano dal traffico, alla riscoperta di una campagna spesso trascurata dalle guide tradizionali. Il libro si distingue per l'accuratezza cartografica e per il taglio narrativo tipico di Marcarini, che unisce rigore tecnico (mappe dettagliate, indicazioni pratiche, tracce GPS scaricabili) e una scrittura capace di restituire il fascino dei luoghi attraversati. Albano Marcarini è nato a Milano nel 1954. Fin da bambino ha coltivato una passione precoce per la geografia e le carte geografiche: si racconta che a tre anni conoscesse a memoria l'indice dell'Atlante scolastico De Agostini, e che abbia compiuto la sua prima "spedizione" alla ricerca delle sorgenti del Lambro Meridionale. Laureato in Urbanistica all'Università di Venezia (IUAV), ha lavorato come urbanista e cartografo, ma è soprattutto conosciuto come viaggiatore, scrittore e illustratore di guide di viaggio a piedi e in bicicletta. Percorre ogni anno centinaia di chilometri alla ricerca di luoghi dimenticati, in continuità ideale con la lezione di Luigi Vittorio Bertarelli, storico animatore del Touring Club Italiano. Marcarini è fondatore e presidente di Co.Mo.Do. (Confederazione per la Mobilità Dolce), è stato segretario generale dell'Associazione dei Viaggi Dimenticati (AVD) e dirige la rivista Cycle!, dedicata alla cultura della bicicletta. Possiede un patrimonio di circa 10.000 carte topografiche storiche, che utilizza come base per i suoi lavori. Ciò che rende unico il suo lavoro è la tecnica: ogni guida è illustrata personalmente dall'autore con acquarelli originali, realizzati quando possibile en plein air. "L'acquarello rilassa lo spirito: si lavora nella quiete, con lentezza" ha dichiarato Marcarini, che considera il fermarsi a dipingere un luogo un modo per "entrarci maggiormente" — un principio che è anche la cifra filosofica di tutta la sua opera, in aperta contrapposizione alla fretta del vivere contemporaneo. Tra le sue pubblicazioni più note, oltre alla collana degli Atlanti dei sentieri di campagna (Lombardia, Liguria, Piemonte), figurano la guida al Sentiero Viandante, l'Atlante inutile del mondo, l'Atlante dei monti arcani (Hoepli, 88 montagne illustrate), Il balcone dei tre laghi e Piemonte bike (entrambi Ediciclo). Si definisce, più che artista, un narratore. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  2. 16h ago

    Paolo Repossi "L'anarchia del torrente"

    Paolo Repossi "L'anarchia del torrente" Piccoli movimento sul lato selvatico della natura ediciclo editore www.ediciclo.it "L'anarchia del torrente" è il ritratto letterario di uno degli elementi più trascurati e insieme più vitali del paesaggio italiano: il torrente, "il ragazzo ribelle dei corsi d'acqua", come lo definisce lo stesso Repossi. Diversamente dal fiume maestoso e celebrato, il torrente vive ai margini, imprevedibile e mutevole, eppure domina silenziosamente la vita della vallata: regola il respiro del versante, erode la terra, accumula sedimenti, e proprio per questa sua marginalità diventa custode di storie e memoria del territorio. Il libro non è organizzato in capitoli tradizionali, ma scorre continuo, "come le acque di un torrente", intrecciando storia, osservazione naturalistica e riflessione personale. Lungo il suo corso si incontrano personaggi diversi che il torrente ha accolto nel tempo: i partigiani che vi trovarono rifugio, una ragazza che salta tra i massi, un ciclista che si allena sui greti di ghiaia, un anziano che coltiva un orto lungo la sponda. Frammenti di vite che il corso d'acqua lega insieme, come fili di una stessa trama. Al centro dell'opera c'è un'idea forte: il torrente come simbolo di libertà, resistenza e insubordinazione rispetto all'ordine gerarchico del paesaggio — da qui il titolo "anarchia". È un'incisione nel territorio che può apparire una ferita, ma che per generazioni ha rappresentato una cura, un rifugio, il legame più solido tra l'uomo e la terra. Un piccolo movimento selvatico, appunto, dentro la natura addomesticata delle nostre valli. Scritto con una prosa che unisce letteratura, saggio e scrittura di viaggio, il libro si inserisce nella collana "Piccola filosofia di viaggio" di Ediciclo, dedicata a testi brevi e intensi capaci di trasformare l'osservazione di un elemento naturale in un percorso di riflessione interiore. Paolo Repossi è nato nel 1967 a Montalto Pavese, in provincia di Pavia, nell'Oltrepò Pavese, dove tuttora risiede. Ha una formazione in scienze geografiche e lavora come funzionario regionale, occupandosi nel corso della carriera di cartografia, gestione delle acque, mitigazione del rischio idrogeologico e progetti di sviluppo locale. Da ragazzo ha lavorato d'estate nei vigneti della sua terra d'origine, un'esperienza che ritorna spesso, in filigrana, nella sua scrittura legata al paesaggio e alla vita rurale. Autore di una decina di libri tra romanzi e raccolte di racconti, Repossi alterna narrativa e scrittura di viaggio/paesaggio. Tra le sue opere principali: "Pietro si volta" (2005), "La gestione dell'aria" (2011), "L'erba che fa il grano" (2013), "Estate in pieno" (2016, Instar Libri), "Sempre settembre. Romanzo di collina" (2020, Bolis), "Appennini" (2021, Touring Club Italiano, in collaborazione), "Il rito del filare" (2023, Ediciclo) e, più di recente, "Le alzatrici e altri racconti" (2025, Robin Edizioni) e "L'anarchia del torrente" (2026, Ediciclo). La sua scrittura è caratterizzata da un legame profondo con la terra d'origine e con gli elementi naturali del paesaggio collinare e vallivo, raccontati con uno sguardo che unisce competenza tecnica (la sua formazione da geografo) e sensibilità narrativa. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Paolo Repossi "L'anarchia del torrente"
  3. 1d ago

    Francesco Capitani "Dizionario dell'abbandono"

    Francesco G. Capitani "Dizionario dell'abbandono" Esercizi di esplorazione dei luoghi che restano ediciclo editore www.ediciclo.it "Dizionario dell'abbandono" è un libro che nasce da una passione tanto insolita quanto affascinante: l'esplorazione dei luoghi dimenticati. Case fatiscenti, fabbriche arrugginite, parchi giochi dismessi, alberghi vuoti, ospedali e manicomi chiusi, ville silenziose, chiese sconsacrate: sono questi gli spazi che Francesco Capitani attraversa e racconta, con lo sguardo di chi pratica l'urbex, l'esplorazione urbana dei luoghi abbandonati, ma con la sensibilità di chi cerca, dietro ogni rudere, una storia da recuperare. Il libro si presenta come un vero e proprio dizionario, una raccolta di voci ed esercizi di esplorazione che compongono, capitolo dopo capitolo, un'indagine sul senso dell'abbandono: cosa resta quando un luogo viene lasciato a sé stesso, cosa raccontano i segni del tempo sulle pareti scrostate, quali emozioni suscita muoversi tra ambienti sospesi tra memoria e oblio. Tra gli esempi che attraversano le pagine compare anche l'Abbazia di San Galgano, in Toscana, icona per eccellenza della bellezza malinconica delle rovine. Il filo conduttore del volume è un'idea tanto semplice quanto potente: ogni cosa dimenticata è, in verità, viva, fragile e vulnerabile — e per questo così simile all'essere umano. L'abbandono, nel racconto di Capitani, non è solo decadenza fisica, ma anche una condizione esistenziale che riguarda le persone, le comunità, la memoria collettiva. Esplorare questi luoghi diventa allora un modo per riflettere sul tempo che passa, sul valore di ciò che scompare e sulla possibilità di recuperare, almeno nel racconto, ciò che sembrava perduto per sempre. Scritto con un tono che alterna rigore quasi enciclopedico e afflato letterario, il libro (circa 158 pagine) si rivolge sia agli appassionati di urbex ed esplorazione urbana, sia più in generale a chi ama la letteratura di viaggio e i racconti di luoghi, unendo curiosità documentaria e riflessione filosofica sul senso della rovina. Francesco G. Capitani è avvocato, originario ed esercitante nel Fermano, nelle Marche (l'area di Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio). Accanto alla professione forense, coltiva da tempo una passione per l'esplorazione dei luoghi abbandonati, che lo ha portato a raccogliere anni di sopralluoghi, fotografie e riflessioni confluiti in "Dizionario dell'abbandono", pubblicato da Ediciclo Editore. Il libro è stato presentato in diverse occasioni pubbliche, tra rassegne letterarie ed eventi culturali nelle Marche e in altre regioni italiane — dalle prime presentazioni nel Fermano fino a incontri più recenti, tra cui una serata dedicata al libro in Toscana, in dialogo con una mostra fotografica sul tema dei ruderi appenninici. Le informazioni biografiche pubblicamente disponibili sull'autore restano limitate: Capitani non è una figura mediatica, ma un professionista che ha scelto di raccontare, con lo sguardo dell'esploratore urbano, un tema di nicchia e allo stesso tempo universale — quello di ciò che l'uomo abbandona e di ciò che, nonostante tutto, resta. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Francesco Capitani "Dizionario dell'abbandono"
  4. 1d ago

    Fabrizio Ardito "Segui il sole"

    Fabrizio Ardito "Segui il sole" Il Cammino di San Francesco di Paola ediciclo editore www.ediciclo.it Il Cammino di San Francesco di Paola nasce per ripercorrere gli itinerari compiuti dal santo (1416-1507), che fin da ragazzo scelse i boschi intorno a Paola come luogo di vita eremitica, prima di fondare l'Ordine dei Minimi. Da quella scelta di solitudine è nata una rete di sentieri che oggi attraversa l'intera Calabria, tra boschi, borghi e coste, fino ad aprirsi sul mare proprio a Paola. È un cammino che si distingue per la varietà del paesaggio — dalla montagna silana alle marine tirreniche — e per la densità di segni storici e religiosi che punteggiano il percorso: monasteri, eremi, santuari, ma anche piccoli centri che raccontano secoli di emigrazione e di resistenza. Fabrizio Ardito, giornalista e fotografo che da anni percorre a piedi i grandi cammini di fede e di storia d'Europa — dal Cammino di Santiago alla Via Francigena, dal Monte Athos al Vallo di Adriano — porta in questo libro lo sguardo di chi sa leggere un territorio attraverso il ritmo lento del passo, restituendo non una cronaca di tappe ma un'esperienza condivisibile: quella di un viaggio che è insieme fisico e interiore. Il volume si rivolge sia a chi progetta di percorrere concretamente il cammino, sia a chi cerca un racconto capace di far scoprire una regione ancora poco conosciuta nella sua identità più profonda, lontano dagli stereotipi. Fabrizio Ardito è nato a Roma nel 1957. Giornalista, fotografo e scrittore, ha iniziato a collaborare fin dai primi anni Ottanta con «Il Messaggero» e con la «Rivista della Montagna». Da sempre appassionato di speleologia — pratica che coltiva dal 1974 — e di grandi percorsi storici a piedi, ha partecipato a spedizioni speleologiche in Marocco, nell'ex Unione Sovietica e nel Borneo malese, ed è stato tra i primi giornalisti occidentali a documentare il prosciugamento del Mar d'Aral in Uzbekistan e a visitare il poligono nucleare sovietico di Semipalatinsk. Negli ultimi anni si è dedicato in particolare ai grandi cammini di fede e di storia: il Cammino di Santiago, il Sentier Cathare, la Via Francigena, i sentieri del Monte Athos, la Via di Francesco, il Cammino di San Francesco di Paola e il Vallo di Adriano. È autore di numerosi volumi dedicati all'escursionismo e ai viaggi, tra cui la Guida alle grotte e canyon d'Italia (Mursia), Di pietra e d'acqua (Vivalda), La ricerca di Eva (Giunti, con Daniela Minerva) e diverse guide della collana Guide Visuali Mondadori. Per il Touring Club Italiano ha firmato, tra gli altri, i volumi Peregrinos, Fortezze dell'eresia e Lungo la Francigena, oltre a numerosi titoli della collana Guide Verdi. La sua collaborazione con Ediciclo ha dato vita a diversi libri dedicati a viaggi e cammini, tra cui Sul Monte Athos, Come sopravvivere al Cammino di Santiago, A ciascuno il suo cammino, Le Vie di Francesco, Al centro della Terra e, da ultimo, Segui il sole. Per la collana 111 di Emons ha pubblicato inoltre volumi su Umbria, Malta, le chiese di Roma e i cammini d'Italia. Scrive per testate come GEO, l'Espresso, Meridiani e Nuova Ecologia, e ha collaborato con la Rai alla realizzazione di documentari e reportage televisivi. Nel 2022 ha vinto il premio «Raccontami l'Umbria» con un reportage sul Cammino dei Protomartiri Francescani Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  5. 1d ago

    Marcello Simoni "Delitto di mezzanotte"

    Marcello Simoni "Delitto di mezzanotte" Newton Compton Editori www.newtoncompton.com Aprile 1794. Durante una notte di tempesta che imperversa sulla Garfagnana, il maestro di cappella del duomo di San Pietro di Castelnuovo viene trovato morto all’interno di un confessionale: mani e piedi legati, la fronte segnata da un simbolo misterioso, il cranio aperto come un calice. A indagare sull’omicidio saranno Vitale Federici e il suo giovane discepolo, Bernardo della Vipera. Ma a tenerli impegnati non sarà soltanto la caccia all’assassino: nel duomo si sospetta, infatti, la presenza di un manoscritto eretico attribuito al poeta Ludovico Ariosto; mentre nei pressi di una rocca vicina si svolgono rituali oscuri che coinvolgono una loggia massonica alla quale sembrerebbe appartenere Elisabetta Caminer Turra, giornalista e tipografa dal fascino ambiguo. Tra fede, potere e passioni nascoste, ogni indizio conduce a nuove rivelazioni. E più si avvicineranno alla verità, più Vitale e Bernardo comprenderanno di dover svelare un mistero più pericoloso di quanto avessero immaginato. Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Ha vinto inoltre il premio Stampa Ferrara, il premio Salgari, il premio Ilcorsaronero e il premio Jean Coste. La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici: i diritti di traduzione sono stati acquistati in venti Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller, tra cui La taverna degli assassini, Il teatro dei delitti, la trilogia Codice Millenarius Saga, la Secretum Saga, La torre segreta delle aquile e L'eredità dei gattopardi, vendendo due milioni di copie.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  6. 2d ago

    Andrea Bocconi "L'incanto del labirinto"

    Andrea Bocconi "L'incanto del labirinto" Piccole proposte per sperdersi ediciclo editore www.ediciclo.it L'incanto del labirinto. Piccole proposte per sperdersi, il nuovo libro di Andrea Bocconi pubblicato da Ediciclo Editore all'interno della collana "Piccola filosofia di viaggio", di cui rappresenta il settantesimo titolo. Un piccolo volume — appena 96 pagine, 9,50 euro — che affronta con la leggerezza apparente del saggio breve uno dei simboli più stratificati della cultura umana: il labirinto. Bocconi, psicoterapeuta e narratore, non scrive un trattato sul mito, ma costruisce egli stesso un labirinto testuale: il libro è privo di capitoli, si sviluppa per digressioni e associazioni, senza un percorso lineare imposto al lettore. "Aprendo questo libretto", avverte l'autore fin dall'incipit, "siete entrati nel labirinto". La forma, insomma, replica il contenuto. Il racconto prende le mosse da due luoghi che hanno segnato la biografia dell'autore: il labirinto inciso sul portale del Duomo di Lucca, scoperto durante l'infanzia, e quello del giardino storico di Villa Barbarigo, visitato in età adulta. Tra questi due poli si apre un ventaglio di percorsi che tocca il mito greco del Minotauro e di Icaro, la Commedia dantesca e la sua "selva oscura", la letteratura di Borges, Calvino ed Eco, il cinema (da Shining a A Beautiful Mind), fino ai piccoli labirinti quotidiani: il bosco in cui ci si perde cercando funghi, il souk di Marrakech, le calli di Venezia, i nastri zigzaganti degli aeroporti, e persino i labirinti del corpo umano — l'orecchio interno, le circonvoluzioni cerebrali. Un passaggio centrale del libro riguarda la distinzione, cara a Bocconi, tra labirinto unicursale — quello che conduce inevitabilmente al centro, un solo percorso possibile — e labirinto multicursale, dove il rischio di smarrirsi è reale. Una metafora della vita stessa, che alterna tratti guidati a momenti di autentico disorientamento. Tra le esperienze narrate spicca quella condotta dall'autore in un labirinto di lavanda nel Padovano, dove un gruppo di partecipanti ha attraversato un percorso ispirato al labirinto della cattedrale di Chartres, confrontandosi con il mito del Minotauro attraverso la scrittura: il filo di Arianna diventa così narrazione, strumento per dare senso all'esperienza del perdersi. Il cuore filosofico del libro sta in una convinzione che Bocconi sostiene con la competenza dello psicoterapeuta e la leggerezza del viaggiatore: perdersi, a tratti, è il modo più profondo per ritrovare la strada. Un invito a recuperare il valore dell'errare — verbo che l'autore ama per la sua ambivalenza, capace di contenere insieme l'idea dello sbaglio e quella del vagabondare senza meta imposta. Andrea Bocconi è nato a Lucca nel 1950. Psicoterapeuta e scrittore, è tra gli ultimi allievi viventi di Roberto Assagioli (1888-1974), il fondatore della psicosintesi, di cui Bocconi è oggi docente per la Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica e per la Psykosyntesakademin di Stoccolma. Insegna inoltre scrittura presso la Scuola del Viaggio. La sua produzione letteraria spazia tra libri di viaggio, romanzi, racconti, testi teatrali e saggi. Per Guanda ha pubblicato, tra gli altri, Viaggiare e non partire (2002), Il giro del mondo in aspettativa, La tartaruga di Gauguin, Di buon passo, In viaggio con l'asino (2009, scritto insieme al giornalista e viaggiatore Claudio Visentin) e L'India formato famiglia (2011). È inoltre autore di Il monaco di vetro (Jaca Book) e, insieme a Guido Bosticco, di Raccontare il viaggio. 30 lezioni dalla scrittura all'immagine (Touring Club Italiano, 2017). Per Mondadori ha scritto Duelli (2018). Per Ediciclo Editore, oltre a L'incanto del labirinto (2026), ha pubblicato Io, altrove. Accanto alla scrittura e alla pratica clinica, Bocconi coltiva da sempre la scherma, disciplina che pratica dall'età di dieci anni: è stato quattro volte campione italiano individuale e due volte campione europeo a squadre master di sciabola. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  7. 2d ago

    Francesca Sunseri "Filosofia, psicologia, tecnologia in Gilbert Simondon"

    Francesca Sunseri "Filosofia, psicologia, tecnologia in Gilbert Simondon" Orthotes Editrice www.orthotes.com Che cosa accade se si assume la psicologia come nucleo genetico del progetto filosofico di Gilbert Simondon? Questo lavoro propone una rilettura sistematica del suo pensiero, mettendo in luce il ruolo decisivo della psicologia all’interno dell’architettura teorica simondoniana. Lungi dall’essere un ambito marginale o preliminare, la psicologia emerge come il centro genetico e metodologico attraverso cui diventa intelligibile l’individuazione, intesa come processo relazionale e metastabile. Attraverso un percorso che intreccia ricostruzione storica e analisi teorica, il volume mostra la continuità e l’evoluzione di una psicologia genetica capace di pensare l’individuo come realtà in divenire e strutturalmente aperta. In questa prospettiva, la filosofia della tecnica appare come un’estensione necessaria della problematica psichica: tecnica e psiche si co-individuano, delineando un campo di relazioni che coinvolge dimensioni individuali, collettive e simboliche. Valorizzando testi a lungo trascurati e proponendo una ricostruzione unitaria del corpus simondoniano, il libro restituisce alla psicologia genetica il suo ruolo centrale, colmando una lacuna significativa negli studi. Ne emerge un dispositivo teorico di forte attualità, capace di rinnovare il dibattito contemporaneo sulla soggettività, tra vita, tecnica e simbolico. Francesca Sunseri è assegnista di ricerca presso l’Università di Palermo. I suoi interessi di ricerca si collocano all’incrocio tra filosofia, psicologia e teoria della tecnica. È autrice di diversi articoli, tra cui: “Ciberneretica” simondoniana (2023); Gilbert Simondon: un panpsichismo informazionale? (2024); L’umanesimo tecnologico in Gilbert Simondon (2025);. L’ultimo volume da lei curato, insieme ad Andrea Le Moli, è Ambiente e Tecnica. Gilbert Simondon a cent’anni dalla nascita (2025). Gilbert Simondon nasce il 2 ottobre 1924 a Saint-Étienne. Nel 1944 entra alla École Normale Supérieure di Parigi, dove segue i corsi di Maurice Merleau-Ponty, Jean Hyppolite e Georges Canguilhem, quest'ultimo destinato a influenzarne profondamente il pensiero. Insegna filosofia al liceo di Tours dal 1948 al 1955, poi ottiene la cattedra di Lettere e Scienze umane a Poitiers e infine quella di Psicologia alla Sorbona e all'Università Paris-Descartes, dove fonda il Laboratorio di Psicologia generale e di Tecnologia. Nel 1958 discute le due tesi che costituiscono il cuore della sua opera: Du mode d'existence des objets techniques, pubblicata subito, e L'individuation à la lumière des notions de forme et d'information, la cui seconda parte uscirà solo nel 1989, l'anno della sua morte. Al centro del suo pensiero c'è il concetto di individuazione: contro la tradizione che spiega l'individuo a partire da una forma già data, Simondon lo pensa come processo continuo, un divenire per fasi di equilibrio metastabile. La sua riflessione sulla tecnica, che rifiuta di vedere nella macchina una minaccia per l'uomo, ne ha fatto un riferimento centrale della filosofia contemporanea, con un'influenza decisiva su Gilles Deleuze, Bernard Stiegler e Bruno Latour. Rimasto per anni un autore di nicchia, è stato riscoperto su scala internazionale solo a partire dagli anni Duemila. Muore il 7 febbraio 1989 a Palaiseau, all'età di 64 anni. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  8. 2d ago

    Pier Giorgio Curti "Elogio del lamento"

    Pier Giorgio Curti "Elogio del lamento" Contro la tirannia del problem solving Edizioni ETS www.edizioniets.com Non tutto deve essere risolto. Eppure, è proprio questo che il nostro tempo non tollera. In un mondo che esige risposte rapide, il lamento è diventato contenuto, esposizione, prestazione. Ma il lamento non nasce per essere risolto: nasce per essere ascoltato. Tra psicoanalisi, filosofia e cultura, Elogio del lamento costruisce il proprio percorso intrecciando teoria, vignette cliniche e brevi racconti: non esempi, ma dispositivi che mettono in atto uno spazio di parola irriducibile alla funzione. Dal pianto infantile alla tragedia greca fino alla scena digitale, il lamento emerge come ciò che eccede ogni soluzione. Contro la tirannia del problem solving, questo libro compie un gesto radicale: sottrarre il lamento all’obbligo di funzionare. Pier Giorgio Curti. Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, saggista, direttore delle strutture O.A.M.I. di Livorno, supervisore individuale e istituzionale, direttore della collana editoriale “Oltre la disabilità” pubblicata da ETS Edizioni Pisa. Da oltre trent’anni la sua ricerca opera sui margini tra psicoanalisi, filosofia e arte. Autore e curatore di numerose pubblicazioni, tra cui Riflessi di solitudine. Un percorso tra psicoanalisi, pittura e filosofia, pubblicato da Edizioni ETS nel 2025. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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