il posto delle parole

livio partiti

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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    Carmelina Novembre "L'essenza del genio"

    Carmelina Novembre "L'essenza del genio" Il profumo di Leonardo da Vinci Bonfirraro Editore www.bonfirraroeditore.it Un profumo può custodire una verità capace di attraversare secoli. Anchiano, 1452. Nell'atmosfera dorata della campagna toscana, tre donne assistono una giovane partoriente: è Caterina, sedicenne segnata da un passato doloroso. Schiava venduta a Venezia e madre di Leonardo, sa di non poter tenere il figlio che sta per nascere. Prima di lasciarlo, imprime nel neonato il ricordo di casa attraverso il profumo di una foglia di fico, un segno olfattivo destinato a sopravvivere al tempo. Torino, presente. Carmelina Novembre, profumiera alchimista, crea un'essenza rivoluzionaria ispirata non a Leonardo da Vinci in sé, ma a La Dama con l'Ermellino, l'opera più enigmatica del genio: una fragranza costruita come un ritratto olfattivo di Cecilia Gallerani, fatta di foglie di fico, ambra, pergamena e legno bagnato. La giornalista francese Giulia Dumas, affiancata dallo storico dell'arte Lorenzo Mantegazza, decide di investigare sull'origine di quella fragranza per il suo prossimo libro. La loro ricerca li conduce a una verità nascosta: il legame profondo tra Leonardo e Caterina, una madre di nobili origini strappata alla libertà, il cui amore vive nell'aroma che segnò l'infanzia del genio. Ma non tutti vogliono che la verità venga alla luce. Gabriele Volpe, profumiere spietato discendente di una famiglia umiliata da Leonardo, si mette sulle tracce del segreto olfattivo per sfruttarlo commercialmente. Il furto di documenti cruciali trasforma la ricerca storica in una pericolosa caccia al tesoro. Giulia dovrà seguire indizi olfattivi, collegare passato e presente e scoprire che il vero tesoro non è una formula segreta, ma la più potente delle storie d'amore: quella di una madre per il figlio che le fu portato via, eternata in un profumo. Carmelina G. Novembre è nata a Grassano, in provincia di Matera, dove ha trascorso infanzia, adolescenza e giovinezza. Dopo il matrimonio con Franco Novembre ha seguito il marito in diverse città italiane, vivendo tra Palermo e Modena prima di stabilirsi a Torino, dove ha trovato equilibrio tra vita familiare e professionale insieme alle figlie Idia e Giusy. Originaria della Basilicata e da sempre legata al mondo delle fragranze, ha trasformato questa passione in un mestiere: è un Naso, creatrice di profumi, e nella sua Maison torinese dà vita a essenze che nascono da storie, incontri e suggestioni. Con L'essenza del genio ha ideato anche una fragranza ispirata a La Dama con l'Ermellino, pensata come complemento olfattivo al romanzo. Nel 2021 ha pubblicato con Bonfirraro Editore Il mistero del profumo di Rol, il racconto autobiografico del suo incontro con la figura di Gustavo Adolfo Rol, sensitivo torinese, e della creazione dei profumi "Mistero" ed "Elna" a lui ispirati. Con L'essenza del genio, edito sempre da Bonfirraro nella collana Romanzo B., torna in libreria intrecciando romanzo storico, indagine contemporanea e arte profumiera. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  2. 1 h fa

    Giuseppe Scaraffia "Una strana coppia" Jean Cocteau

    Giuseppe Scaraffia "Una strana coppia" Jean Cocteau Traduzione di Simona Mambrini Edizioni Adelphi www.adelphi.it Sole e Luna alle prese con l’educazione dei loro piccoli astri – una storia scritta e disegnata da Cocteau per i lettori più giovani. Per la strana coppia di questa storia l’educazione dei figli è una faccenda piuttosto complicata. Troppo presi dalle loro incombenze, il signor e la signora Sole (nata Luna) affidano i loro piccoli astri alle cure di un cane che si guadagna da vivere come venditore ambulante di palloncini. Ma le conseguenze di una scelta a dir poco avventata non tarderanno ad arrivare... Basato sull’edizione originale pubblicata in tiratura limitata nel 1948, questo libro invita i lettori più giovani ad avventurarsi nel mondo grafico di Jean Cocteau. Giuseppe Scaraffia (1948) è un giornalista, saggista e critico letterario italiano, tra le firme storiche de "Il Sole 24 Ore" e collaboratore de "La Stampa". Esperto di Ottocento e Novecento francese, dandismo e mondanità letteraria, ha dedicato numerosi saggi a figure come Baudelaire, i dandy parigini e la vita mondana europea tra Otto e Novecento. Tra le sue opere più note: "Dandies", "Il romanzo di Parigi" e vari volumi sulle grandi cortigiane e sui salotti letterari. Jean Cocteau (Maisons-Laffitte, 1889 – Milly-la-Forêt, 1963) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo, regista e artista visivo francese, figura centrale dell'avanguardia del Novecento. Legato all'ambiente surrealista pur mantenendo una voce indipendente, ha attraversato quasi ogni forma espressiva: dal romanzo ("Les Enfants terribles") al teatro ("La Voix humaine"), dal cinema ("La Belle et la Bête", "Orphée") al disegno. Amico e collaboratore di artisti come Picasso, Stravinsky e Diaghilev, resta una delle personalità più poliedriche della cultura francese del XX secolo. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  3. 1 h fa

    Carla Fiorentino "L'altrove è un cane bianco"

    Carla Fiorentino "L'altrove è un cane bianco" Fandango Libri www.fandangolibri.it Violetta detta Vetta, giornalista di viaggio romana, e Federico, l’uomo con cui divide il fardello dell’esistenza, hanno una nuova scusa per tornare nel loro altrove, Carloforte nel Sud Sardegna: l’inaugurazione del ristorante che la burbera Caterinetta ha deciso di aprire insieme alla laconica chef giapponese Misato, fondendo due culture culinarie misteriosamente simili. Entrambi hanno con l’Isola delle questioni in sospeso: Federico deve concludere l’acquisto della casa che ha promesso a Vetta come dimostrazione del suo amore; lei vuole reincontrare gli amici isolani, soprattutto Pietro, il bel sommozzatore di tonnara che non sente ormai da diversi mesi. Per uno strano incastro di coincidenze, questa volta, non saranno i soli a partire e la cosa non li rende troppo contenti. Ma il bello dell’altrove è che non è mai uguale a se stesso e anche questa volta Carloforte ha in serbo una sorpresa per la protagonista, che non resiste allo stimolo dell’ignoto ed è sempre pronta a mettere in discussione se stessa e le proprie relazioni con il mondo. Inevitabilmente ne uscirà cambiata, ma fino a che punto? Dopo I tonni non nuotano in scatola e Dallo scoglio si vede tutto, Carla Fiorentino ci riporta a Carloforte e tra una focaccia e un takoyaki, un bagno di notte e una scarpinata sulla falesia, ci ricorda che un sorriso al momento giusto non toglie il peso ai problemi, ma aiuta a vederli dal loro lato migliore (sempre che ce l’abbiano). Carla Fiorentino (Cagliari, 1979) a diciannove anni lascia la Sardegna per studiare a Roma, dove si laurea in Sociologia della Letteratura e inizia subito il suo viaggio nel mondo editoriale. Dal 2021 è la direttrice editoriale di Emons. Per Fandango Libri sono usciti Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore (2018), I tonni non nuotano in scatola (2020) e Dallo scoglio si vede tutto (2024). Nel 2020 ha realizzato Forty. Il podcast che ci rivela i superpoteri dei quarantenni (Emons Record) che è diventato un libro nel 2021. Nel 2025 per Emons è uscito il libro per ragazzi Anche il diavolo si stanca. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  4. 4 h fa

    Maurizio Pratelli "Drink Parade"

    Maurizio Pratelli "Drink Parade" 101 canzoni da bere in un fiato Arcana Edizioni www.arcanaedizioni.com Drink Parade nasce da una lontana suggestione mai rimossa: il piccolo Maurizio, nove o dieci anni, ogni venerdì mattina, appena suonava la campanella dell’ultima ora, usciva da scuola e correva fino a casa per arrivare in tempo per accendere la radio e ascoltare la sigla iniziale: “Lelio Luttazzi presenta Hit Parade”. A questo rito, per lui irrinunciabile, si era arresa anche sua nonna: nessun pranzo pronto in tavola finché non avevano ascoltato tutti gli otto 45 giri più venduti della settimana. Posate, piatti e bicchieri dovevano rimanere in silenzio fino alla canzone regina, quella al primo posto. Drink Parade nasce dunque da questo primo seme che ha dato vita alla passione per la musica, coltivata poi negli anni in varie forme. Ma naturalmente questo libro non potrebbe non essere anche figlio della fortunata relazione editoriale, in tre fortunati atti, tra Vini e Vinili. Un giovane erede che ha però già deciso di iniziare il proprio percorso cercando di evitare le troppe curve: “101 canzoni da bere d’un fiato”. Non una classifica ma un veloce viaggio di suggestioni pop senza tempo, dissetato alla fine di ogni tappa da un buon vino: Lucio Corsi e le vecchie vigne di Trebbiano, Elvis Presley e le bollicine ancestrali di un moscato secco, Bob Dylan e un leggendario Barolo delle Langhe, e via così, per 101 volte. Il filo conduttore è la leggerezza di un jukebox ritrovato lungo la strada in un locale metropolitano dove, dopo la prima canzone, l’autore ha chiesto al barman altre monete e un altro bicchiere di rosso. Prefazione di Alessio Brunialti Maurizio Pratelli. Giornalista e promotore culturale, dal 2006 fa parte della giuria del Premio Tenco. Per Arcana ha pubblicato diversi saggi, tra cui la trilogia Vini e Vinili, divenuta nel tempo un cult degli abbinamenti tra calici e canzoni. Due, invece, i romanzi editi da Ultra Novel: La fattoria del pop (2024) e Scendo prima del capolinea (2025). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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    Laura Bellinato "Il profumo degli dèi"

    Laura Bellinato, Silvia Ferrara "Il profumo degli dèi" Fragranze del Mediterraneo antico Edizioni del Mulino www.mulino.it L’olio profumato si diffondeva nei templi come una presenza invisibile, ungeva i corpi delle regine e dei re, addolciva la pelle dei vivi e preparava quella dei morti. Tra le note persistenti di quella fragranza millenaria possiamo ascoltare l’eco di un mondo scomparso. C’era una volta, tra le stanze di un palazzo miceneo, una tavoletta d’argilla diversa dalle altre: i segni incisi in lineare B custodivano i segreti di un profumo antichissimo. Poche parole e nessuna istruzione: olio da bollire, coriandolo, cipero, rosa, salvia, miele, vino. Da queste liste scarne prende avvio un viaggio travolgente che ci conduce nei palazzi di Cnosso e Pilo, tra archivi e laboratori dove il profumo era materia preziosa, rituale quotidiano, segno di potere e di bellezza. Tracce minime che parlano di artigiani, scribi, reti commerciali mediterranee, pratiche religiose e cura del corpo, restituendo l’immagine di una società raffinata: i micenei producevano olii e aromi con grande maestria e competenza sensoriale. Entreremo così nel cuore di una delle più antiche industrie del profumo, in un intreccio di dati archeologici e scambi con l’Egitto, Cipro e le culture del Mediterraneo orientale. Fino a spingerci oltre, a dare nuova vita a tracce antiche per ricreare i profumi scomparsi, restituendo odore e corpo a un sapere di migliaia di anni fa. Laura Bellinato è dottoranda in Filologia egea all’Università di Bologna e ricercatrice nel progetto Sapience Fis (Symbols, Preliteracy and Code Evolution), coordinato da Silvia Ferrara. Silvia Ferrara insegna Civiltà egee all’Università di Bologna. Ha studiato allo University College di Londra e all’Università di Oxford. Per Feltrinelli ha pubblicato «La grande invenzione. Storia del mondo in nove scritture misteriose» (2019), «Il salto. Segni, figure, parole: viaggio all’origine dell’immaginazione» (2021) e «Il segreto delle isole. Storie di linee, memorie nascoste e mondi misteriosi» (2026). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  6. 4 h fa

    Bruno Ialuna "Giotto era il nonno di Banksy"

    Bruno Ialuna GIOTTO ERA IL NONNO BANKSY Siamo al mondo per lasciare un segno Mo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) fino al 2 maggio 2027     Lasciare un segno è uno dei gesti più antichi e profondi dell’esperienza umana. Un atto che attraversa la storia e trasforma lo spazio in racconto. Questa lunga storia, fatta di tracce, scritture e immagini nello spazio pubblico, è al centro di Giotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno, la grande mostra che racconta la nascita e lo sviluppo dell’arte urbana, dalle origini preistoriche ai protagonisti della scena internazionale. In programma al Mo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) di Montecatini Terme dal 29 giugno 2026 al 2 maggio 2027, l’esposizione, è a cura di Bruno Ialuna e si configura come un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo. Giotto era il nonno di Banksy è un progetto di Mare Laboratorio di innovazione sociale ed ha il patrocinio della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana.   Il percorso prende avvio da una considerazione semplice e universale: l’arte pubblica non nasce nel Novecento, ma affonda le proprie radici in un bisogno ancestrale. Dalle pitture rupestri alle incisioni della Val Camonica, dai graffiti di Pompei fino alle scritte sui muri delle metropoli contemporanee, lasciare un segno nello spazio condiviso è un gesto che attraversa epoche, culture e continenti.   Il titolo della mostra richiama un filo invisibile che attraversa i secoli: se oggi Banksy incarna la street art nel mondo, già Giotto mostrava come l’immagine potesse parlare a tutti, trasformando muri e spazi pubblici in strumenti di comunicazione collettiva.   L’esposizione si sviluppa in più sezioni, costruite come ambienti narrativi capaci di restituire contesti, atmosfere e trasformazioni del linguaggio urbano.   Il cuore del percorso è dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, con testimonianze dei pionieri TAKI 183, Jec*, Sjk 171, Mike 171, Riff170, Snake1, Stay High149, Coco144, fino a protagonisti fondamentali come Quik, Iz The Wiz, Lady Pink, Toxic, Delta2, Sar e Zephyr. Una scenografia immersiva, firmata dal Maestro della cartapesta Jacopo Allegrucci, ricostruisce l’impatto visivo della metropolitana newyorkese, restituendo al visitatore il contesto originario di questa rivoluzione artistica.   Il percorso si amplia poi alla dimensione internazionale del fenomeno, attraverso artisti che, dal secondo dopoguerra, hanno sviluppato linguaggi urbani in contesti differenti: da Cornbread a Blek Le Rat, da Harald Naegeli a Hector Carrasco, a Mick La Rock, in un dialogo tra esperienze nate a Philadelphia, Parigi, Zurigo, Santiago del Cile e Amsterdam.   Un focus specifico è dedicato alla scena di Bristol, con figure come Robert Del Naja e Nick Walker, fino all’affermazione di Banksy, che ha contribuito a ridefinire il ruolo e la percezione pubblica della street art in Europa.   Una sezione centrale racconta il passaggio decisivo degli anni Ottanta, quando l’arte urbana entra nei circuiti istituzionali, conquistando gallerie e musei. Opere d’arte, fotografie, materiali rari e documenti originali sono testimoni di quel periodo, e della nascita della Graffiti Hall Of Fame di Harlem e della storica 51X Gallery di St Marks Place.   La mostra dedica inoltre ampio spazio alle connessioni tra arte urbana, musica e cinema, con riferimenti ai film cult Wild Style e Style Wars, e a materiali legati alla cultura hip hop, tra vinili, fotografie e testimonianze d’epoca.   Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla scena italiana, dai pionieri degli anni Ottanta fino agli artisti contemporanei più riconosciuti a livello internazionale. Tra questi Flycat, Francesco Garbelli, Alice Pasquini, Maupal, Diavù, Blub, affiancati da importanti presenze della scena mondiale, con lavori che giungeranno da tutti e cinque i continenti.   Giotto era il nonno di Banksy si propone così non solo come una grande ricognizione storica, ma come una riflessione sul rapporto tra individuo e spazio pubblico, tra espressione personale e dimensione collettiva, restituendo all’arte urbana la sua profondità culturale e la sua continuità nel tempo.     Informazioni Giotto era il nonno di Banksy Siamo al mondo per lasciare un segno Mo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) Viale Giuseppe Verdi 46,Montecatini Terme (PT) 29 giugno 2026 – 2 maggio 2027   Orari Da martedì a venerdì ore 10.00 – 12-00 Sabato, domenica e festivi ore 10.30 – 12.30 e 16.00 – 19.00 Lunedì chiuso Ingresso libero. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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    Nicola Campogrande "Liberi tutti"

    Nicola Campogrande "Liberi tutti" Esce per ARIA classics "Liberi tutti", il nuovo album interamente dedicato alla musica orchestrale di Nicola Campogrande, tra i compositori italiani oggi più eseguiti nel mondo. A interpretarlo è l'ADDA Simfónica di Alicante diretta da Josep Vicent, affiancata da tre solisti d'eccezione: il pianista Claudio Bonfiglio, la chitarrista Anabel Montesinos e il Meta4 Quartet. Il disco raccoglie quattro partiture che disegnano un ritratto ampio della scrittura orchestrale di Campogrande. Si apre con "Decisamente allegro", pagina che dichiara fin dal titolo la cifra ottimista e comunicativa del compositore torinese, per proseguire con "R. Un ritratto per pianoforte e orchestra", cinque movimenti — Home, Occhi, Conquiste, Notte, Finale — affidati a Claudio Bonfiglio. Segue "Cinque modi per aprire un concerto", e poi il "Concerto allegro" per chitarra e orchestra, nei tre tempi Andante, Larghetto e Andante gioioso, con Anabel Montesinos solista. Il disco si chiude con il brano che dà il titolo all'intero album: "Liberi tutti. Concerto per quartetto d'archi e orchestra", con il Meta4 Quartet impegnato in un serrato dialogo con l'orchestra lungo i tre movimenti Moderato, Largo e Allegro. Proprio "Liberi tutti" è il cuore del progetto. Commissionato dall'Orchestra Sinfonica di Milano, dalla Punavuori Chamber Music Association finlandese e da ADDA Sinfónica, il concerto ha debuttato il 6 giugno 2025 all'Auditorium di Milano, per poi essere eseguito in Finlandia e in Spagna, dove ha ottenuto grande successo di pubblico e critica. Campogrande stesso ne ha raccontato la genesi in un testo che accompagna la partitura, "Sciogliere le categorie": un brano nato pensando a un presente in cui «le categorie si sciolgono in continuazione», dove i riferimenti logici sembrano smarriti e regna «una buona dose di caos» — ma affrontato, scrive il compositore, «con ottimismo, con allegria, immaginando che dalla confusione del presente possa emergere una vita diversa, consapevole, luminosa». Non a caso nel brano cadono anche i confini di genere: per alcuni tratti è musica sinfonica, per altri musica da camera, con il quartetto che dialoga al proprio interno secondo la tradizione e insieme si apre di continuo al confronto con l'intera orchestra. È una musica che parla direttamente a chi ascolta, senza bisogno di mediazioni intellettuali: lo ha notato la critica spagnola, che dopo la prima esecuzione ad Alicante ha scritto di una «avventura dello spirito» capace di restituire, tanto nell'esecuzione quanto nell'ascolto, «una sensazione di libertà lontana da canoni e rigide considerazioni prestabilite». Un giudizio che si potrebbe estendere all'intero album: quattro partiture diverse per organico e occasione, tenute insieme dallo stesso timbro riconoscibile — luminoso, generoso, capace di restare popolare senza mai essere banale. "Liberi tutti" è disponibile su Spotify, YouTube e sulle principali piattaforme digitali. Le partiture sono pubblicate da Breitkopf & Härtel. Nicola Campogrande è nato a Torino nel 1969 ed è considerato oggi uno dei compositori italiani più importanti sulla scena internazionale. Diplomato ai conservatori di Milano e di Parigi, dal 2017 la sua musica è pubblicata in esclusiva da Breitkopf & Härtel. Dalla stagione 2023/2024 è compositore residente del Teatro Comunale di Bologna e dell'Orchestra Sinfonica di Milano. Nella sua musica critica e pubblico riconoscono una scrittura fresca ed espressiva, spesso al servizio di lavori dalla forte componente spettacolare: un linguaggio personale ma comprensibile, capace — come ha scritto il direttore Paul Daniel — di «creare musica che appartiene al pubblico, che non crea divisioni tra chi la esegue e chi la ascolta». Le sue partiture sono state eseguite da interpreti come Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, Roberto Abbado, Mario Brunello e Gauthier Capuçon, in sale come il Teatro alla Scala, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Parigi e il Rudolfinum di Praga, e incise su oltre 35 CD. Appassionato di teatro musicale, ha firmato opere come "Olympia", "#Folon", "De bello gallico", "La notte di San Nicola" e "I due usignoli", oltre a un ricco catalogo sinfonico e cameristico che comprende, tra gli altri, la Sinfonia n. 2 "Un mondo nuovo", il Concerto per pubblico e orchestra e, più di recente, "Liberi tutti" per quartetto d'archi e orchestra. Dal 1998 conduce programmi culturali su Rai Radio3 ed è stato per anni critico musicale, prima de la Repubblica e ora del Corriere della Sera. È autore di diversi libri di divulgazione musicale, tra cui "Occhio alle orecchie" (2015), "100 brani di musica classica da ascoltare una volta nella vita" (2018) e, più di recente, "Storia della musica classica. Il racconto di un'avventura straordinaria, dal Medioevo a Spotify" (2024). Dal 2016 al 2023 è stato direttore artistico del festival MITO SettembreMusica; in precedenza lo è stato per undici anni dell'Orchestra Filarmonica di Torino. È membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Musica per Roma. Vive a Roma, dove insegna anche alla Scuola Holden di Torino dal 1994. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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    Giuseppe Fusari "I morti non mi sono mai piaciuti"

    Giuseppe Fusari "I morti non mi sono mai piaciuti" Neri Pozza Editore www.neripozza.it In questo giallo, dove l’arte è scenografia e prim’attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell’animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé. Sembra addormentato l’uomo seduto a terra contro un ippocastano del viale, circondato da un marasma di foglie e rami spezzati dal nubifragio della notte precedente. Ma non dorme, è stato ucciso altrove, con ferocia, e spostato lì dove la pioggia ha lavato via ogni indizio. Agli agenti basta poco per riconoscere in quel corpo Riccardo Mazza, noto storico dell’arte e curatore di una mostra su trenta capolavori ritrovati inaugurata in pompa magna appena poche ore prima. A occuparsi del caso è il commissario Amedeo Alessandri, che di una vittima celebre come quella farebbe volentieri a meno. Come avrebbe fatto a meno di partecipare all’inaugurazione dove ha stretto la mano proprio all’uomo che ora giace, composto e senza vita, di fronte a lui. Lui che da vent’anni non ha più aperto un libro d’arte, non ha più guardato un dipinto, un catalogo; vent’anni trascorsi dalla morte di un altro stimato storico dell’arte, suo padre. Ma in quest’indagine ci sono altri elementi a turbare il commissario: il medico legale gli ha fatto sapere che il cadavere è istoriato con la parola falso, tatuata ovunque centinaia di volte, ossessivamente, con l’unica eccezione della testa e delle mani. E poi, nell’appartamento della vittima, vuoto come la cella di un monaco, viene rinvenuto un reperto che lo riguarda, destinato a far sanguinare vecchie ferite di un passato che non passa. In questo giallo, dove l’arte è scenografia e prim’attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell’animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé. Giuseppe Fusari, accademico dell’Ateneo di Brescia, insegna Storia dell’Arte presso l’UniBrescia, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, è stato direttore del Museo Diocesano di Brescia e ha collaborato con prestigiose istituzioni culturali italiane e straniere. Al suo attivo ha la cura di diverse mostre che spaziano dal Rinascimento all’arte contemporanea e la pubblicazione di saggi e articoli di argomento storico e storico-artistico. Si dedica anche all’incisione e alla scrittura creativa. I morti non mi sono mai piaciuti è il suo primo romanzo, vincitore della settima edizione del Premio Neri Pozza. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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