Marica Branchesi "Ascoltare l'universo dal sottosuolo" Biennale Tecnologia www.biennaletecnologia.it Biennale Tecnologia, Torino Giovedì 16 aprile 2026, ore 12:00 Incontro con Marica Branchesi, Michele Punturo "Ascoltare l'universo dal sottosuolo" https://www.biennaletecnologia.it/evento/ascoltare-luniverso-dal-sottosuolo/ Sotto le montagne della Sardegna potrebbe nascere il più grande osservatorio di onde gravitazionali al mondo. Si chiama Einstein Telescope e cambierà il modo in cui esploriamo il cosmo. Marica Branchesi e Michele Punturo raccontano come e perché l’Europa sta costruendo un orecchio puntato sull’universo. Marica Branchesi è Professoressa ordinaria di Astrofisica presso il Gran Sasso Science Institute e membro corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei. È membro del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana e ricercatrice associata dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. È coordinatrice dell’Observational Science Board dell’Einstein Telescope, che sviluppa il programma scientifico del futuro osservatorio di onde gravitazionali di nuova generazione. Ha contribuito alla prima osservazione delle onde gravitazionali nel 2015 e ha avuto un ruolo di primo piano nella nascita dell’astronomia multimessaggera, che combina onde gravitazionali, radiazione elettromagnetica e particelle. Per questo motivo è stata inclusa dalla Nature nella lista annuale delle dieci persone che hanno avuto il maggiore impatto sulla scienza nel 2017 e dalla Time nella lista annuale delle 100 persone più influenti al mondo nel 2018. Nel 2025 è tra i sei vincitori del prestigioso premio europeo di ricerca Into Change European Research Award per la scoperta di come si formano gli elementi pesanti nell’Universo. Einstein Telescope https://www.einstein-telescope.it/einstein-telescope/ È uno dei principali progetti di ricerca europei con impatto scientifico di livello mondiale, e l’Italia è candidata a ospitarlo in Sardegna nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos, nel Nuorese. Si tratta della grande infrastruttura sotterranea per il futuro rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione. ET sarà in grado di osservare un volume di universo almeno mille volte maggiore rispetto agli attuali strumenti di seconda generazione, gli interferometri LIGO negli Stati Uniti e Virgo in Italia, le cui collaborazioni scientifiche hanno osservato per la prima volta, nel 2015, le onde gravitazionali, previste cento anni prima da Albert Einstein. La scoperta è stata premiata con il Nobel per la fisica nel 2017. Einstein Telescope si chiama così perché è uno strumento che servirà a “osservare” le onde gravitazionali che arrivano sulla Terra dallo spazio profondo. È dedicato ad Albert Einstein, che per primo ne ipotizzò l’esistenza, come conseguenza della sua teoria della relatività generale. In realtà, ET, più che in osservazione, sarà in ascolto dell’universo, perché le onde gravitazionali è come se fossero la voce, l’eco dei più estremi eventi astrofisici che accadono nel cosmo, come la coalescenza di buchi neri o di stelle di neutroni, o le esplosioni di supernovae. Il progetto ET prevede la costruzione di una grande infrastruttura sotterranea che ospiterà un rivelatore di onde gravitazionali tra i 100 e i 300 metri di profondità per preservarlo in condizioni di “silenzio”, isolandolo dalle vibrazioni prodotte sia dalle onde sismiche, sia dalle attività umane, che costituiscono quello che viene chiamato “rumore”, in quanto fonte di disturbo per le misure che ET dovrà realizzare. L’idea di progetto di ET si fonda sui successi da Nobel di Virgo e LIGO che, grazie alle osservazioni realizzate dal 2015, anno della scoperta delle onde gravitazionali, ad oggi, hanno rivoluzionato il nostro modo di studiare l’universo, aprendo l’era dell’astronomia gravitazionale – lo studio dei corpi celesti e del cosmo attraverso le onde gravitazionali – e dell’astronomia multimessaggera – lo studio dello stesso fenomeno astrofisico attraverso le informazioni provenienti da più messaggeri cosmici: onde gravitazionali, radiazione elettromagnetica, neutrini. Le scoperte sulle onde gravitazionali, di cui l’Italia è stata protagonista grazie all’esperimento Virgo, che si trova allo European Gravitational Observatory (EGO) vicino a Pisa, hanno reso questo settore della ricerca fondamentale uno dei più promettenti. Rispetto agli attuali interferometri, ET osserverà un volume di universo circa mille volte maggiore e, per le prospettive che potrà aprire in termini sia di nuove conoscenze scientifiche, sia di innovazione tecnologica, è ritenuto un progetto di punta a livello internazionale, tanto da essere incluso nella Roadmap di ESFRI 2021 (European Strategy Forum on Research Insfrastructures), l’organismo europeo che indica su quali infrastrutture scientifiche è decisivo investire in Europa, grazie ad una proposta a guida italiana, supportata da Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Spagna. Einstein Telescope è un progetto di ricerca fondamentale e dunque la sua missione primaria e prioritaria è di carattere scientifico: il suo obiettivo è la conoscenza, è studiare l’universo con le onde gravitazionali, attraverso la sua storia, ripercorrendola indietro nel tempo fino all’epoca in cui è comparsa la luce, per capirne l’origine, come si è formato ed evoluto e quale sarà il suo futuro. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/